La colpa è Mia. Ancora

La colpa è Mia. Ancora uno sguardo attento alla lettura del nuovo libro del mio amico Paolo Basili, il suo terzo libro.
Mia è la protagonista. Mia potremmo essere un po’ tutti noi, protagonisti delle nostre vite tra sentieri soliti, non necessariamente solidi, e nuove possibilità. Tra regole protettive e rassicuranti e la vita che ti invita a superarle per non morire di frustrazioni e delusioni. Tra sentieri battuti di relazioni sempre uguali a se stesse e zone di comfort, affettive e lavorative che però sono lontane dal fornire reale benessere e vitalità.
Una lettura tutta d’un fiato e, al tempo stesso, pagine dense di emozioni e sensazioni su cui tornare più volte.
Scorrevole, intrigante, progressivamente appassionante. Pieno di spunti. Notevoli per sentire e riflettere. E per identificarsi, ora con questo, ora con quel personaggio. Come è per tutte le opere artistiche. Spunti di vario genere, diversi in base al focus che scegli di approfondire, ad esempio: una coppia in crisi o forse semplicemente che ha smesso di essere coppia da un pezzo; ma anche con la possibilità di reinventarsi come coppia, mischiando in modo diversamente creativo gli ingredienti fondamentali della passione (erotica e non solo), del progetto su cui investire a lungo termine (un figlio, ma anche altro, se un figlio non c’è), dell’intimità, l’essere vulnerabilmente nudi l’uno di fronte al cuore dell’altro. Focus possibile anche sul rapporto tra una personalità narcisistica e una dipendente, dove la relazione perversa prende le forme molteplici che può assumere la lotta di potere nelle relazioni. Fino a comportamenti estremi… E poi il rapporto tra una madre “fatta così” e una bambina ferita dentro l’adulta. Perché quella madre è sempre stata solo dalla propria parte e mai da quella della figlia. O focus sull’amore padre-figlia, che la malattia contribuisce ad amplificare fino alla convergenza dei cuori che non hanno bisogno di parole. E sull’amicizia, quella vera, quella della presenza al bisogno e senza richiesta. Quella che sa fornire le giuste dosi di cazzeggio e saggezza. Il tutto condito da un’atmosfera sociale e culturale che, ancora in questi anni, forse sempre più, perché nascosta ad occhi distratti, inquadra i rapporti umani dentro cornici piene di pregiudizi sociali e facili verità da inventare e vendere a buon prezzo sui social…
Semplicemente da leggere e condividere… Ancora grazie Paolo!

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