La bastonata e …

Cosa ti fa più male una bastonata o l’idea di prendere una bastonata?
Ti vergogni (o ti diverti) di più se fai una puzzetta da solo o in compagnia?
Ci sono i fatti e i pensieri, poi ci sono i contesti in cui avvengono i fatti e in cui si sviluppano i pensieri. E i contesti possono essere interpersonali o anche solo interiori, come quando è diverso il senso di colpa che avverti per un’azione fatta (oppure omessa) a seconda di quanto sono rigide le tue regole morali e il tuo giudizio interiore.
Le emozioni che proviamo, quelle belle (gioia, entusiasmo, eccitazione) e quelle brutte (paura, tristezza, rabbia, senso di colpa, vergogna) danno sostanza alla nostra vita, alla qualità della nostra vita e dipendono molto dai fatti, indubbiamente (è diverso se ci accadono cose positive o negative) e molto anche dai nostri pensieri sui fatti e quindi dalle parole che ci girano nella testa, parole che ci servono a nominare i fatti e colorare i pensieri.
Le nostre reazioni, emotive e comportamentali, sono reazioni ai fatti, ai pensieri sui fatti e alle parole che descrivono i pensieri. Ad esempio: ho provato dolore (paura, impotenza e rabbia) quando mi hanno dato una bastonata… Ho sentito ancora un po’ di quel dolore, quella paura, quell’impotenza e quella rabbia ricordando e ripensando a quell’episodio… Ogni volta che sento nominare “bastone” ritorno a provare quelle sensazioni… In sintesi: puoi evitare quel bastone, ma non puoi evitare quel ricordo e le parole che lo evocano…
Molta parte della nostra sofferenza dimora nei nostri ricordi, nei nostri pensieri e nelle parole che ogni volta li rendono “presenti” alla nostra mente, alla nostra attenzione e ruminazione. Purtroppo, la nostra mente spesso ci porta in posti dove noi faremmo volentieri a meno di andare. Come quando stiamo vedendo un bel film, magari divertiti e sommersi dalle risate e, ad un certo punto, una scena, un dialogo o qualche parola ci portano a pensare ad una persona che ci ha lasciati o ad un’impresa che abbiamo fallito o ad un momento doloroso della nostra vita.
Insomma, dolore ed emozioni negative sono sempre alle porte, pronti ad arrivare, ospiti indesiderati che hanno il potere di imporsi, con poche possibilità di previsione, controllo e prevenzione.
Che fare? In che modo affrontare queste emozioni negative sempre pronte a scattare?
Un po’ come con il virus, sempre in agguato, pronto ad aggredire, pronto a presentarsi in casa, assolutamente indesiderato. Cosa possiamo fare? Sono due le strategie di base:

1. Proteggerci e rassicurarci. Col virus dobbiamo restare a casa e seguire le prescrizioni di igiene sanitaria e comportamentale. Per lasciarlo andare… Con le emozioni: dobbiamo sentire le emozioni, starci e respirarci, comprenderle per agire… E poi lasciarle andare… Con le emozioni negative, quindi, dopo averle accolte e comprese, la protezione è ottenuta spostando l’attenzione, stoppando rimuginio e ruminazione che tendono solamente a far fermare ulteriormente l’ospite indesiderato.
2. Impegnarci a creare la nostra qualità di vita. Nonostante tutto, tra limiti, rinunce e ridimensionamenti necessari per tutti, possiamo sempre attivarci concretamente per realizzare attività e raggiungere scopi per noi importanti, per continuare come prima e più di prima a mantenere la direzione verso ciò che rende la nostra vita di valore.

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