Distorsioni dell’ansia in tempo di emergenza

Di fronte al pericolo coronavirus, un senso di minaccia tanto diffuso quanto non ancora chiaramente definito nei suoi contorni, quantitativi e qualitativi, le parole d’ordine sono: proteggersi e rassicurarsi. Le azioni efficaci a tale scopo sono: restiamo a casa e rispettiamo ogni altra prescrizione governativa sostenuta e orientata dalle competenti autorità sanitarie. Bene. Ma attenzione ad alcuni rischi sempre in agguato in termini di ansia eccessiva e controproducente.
Molte persone spesso “si preoccupano delle loro preoccupazioni” in un circolo vizioso paradossale, che diventa patologico in quanto basato sulla seguente missione impossibile auto-imposta: “smetterò di preoccuparmi solamente quando non avrò più preoccupazioni in testa”!!! Questa è la strada che, a partire dalle buone intenzioni di risolvere un problema, un’ansia, una preoccupazione, porta la persona a confondere le sue previsioni negative con la realtà dei fatti (se mi preoccupo allora c’è da preoccuparsi, se mi preoccupo allora c’è qualcosa di minaccioso da temere) e, credendo che rimuginare all’infinito sia una soluzione efficace, finisce per esaurirsi psicofisicamente, rimanendo di fatto senza una effettiva ed efficace soluzione al problema di partenza, senza più energie mentali ed emotive e anche senza tempo per dedicarsi ad altro visto che è continuamente impegnata nel “pensare fine a se stesso”. Botte… Corna… E chitarra rotta… Dice il saggio.

La soluzione “all’ansia dell’ansia” prevede di smettere di guardare l’ansia per volgere lo sguardo altrove. Come?

4 possibili mosse, di cui puoi diventare progressivamente sempre più esperto:

Prima. Quando ti senti assediato dal pensiero ansioso ripetitivo inconcludente, poni l’attenzione sul RESPIRO e, ogni volta che ti accorgi di distrarti con pensieri ansiosi che invadono la tua mente, riporta semplicemente l’attenzione al respiro. È l’unico tuo scopo in quel momento.

Seconda. Focalizza un tuo pensiero ansioso (lo puoi fare con tutti i pensieri sostanzialmente) e riconoscilo per quello che è… Cioè SEMPLICEMENTE UN PENSIERO. Segui questa traccia, carta e penna. Ad esempio, col pensiero “sarà una catastrofe”… Scrivi “sarà una catastrofe”… Quindi scrivi “sto avendo il pensiero sarà una catastrofe”… Quindi ancora scrivi “noto che sto avendo il pensiero sarà una catastrofe”. Nota gli effetti su di te di questa tecnica di focalizzazione del pensiero rispetto alla tua capacità di distinguere il pensiero dai fatti reali. E quindi di farti sconvolgere da ciò che pensi anche se non è reale.

Terza. DEDICATI AI TUOI PENSIERI ANSIOSI. Creati uno spazio della giornata, uno e uno solamente, per rimuginare. Dieci minuti. Né uno di più, né uno di meno. Metticela tutta, come solo tu sai fare. In modo da lasciare il resto del tuo tempo e delle tue energie per dedicare tutto il tuo impegno a realizzare veramente la vita che vuoi…

Quarta. Lascia stare i pensieri ansiosi. LASCIALI ANDARE. Semplicemente dedicati ad attività per te importanti “senza se e senza ma” … Ecco, già ci stai pensando troppo!

Queste 4 strategie possono essere integrate tra loro e hanno certamente un’efficacia immediata per allontanare l’invasore mentale. Forse per sempre…
Ma non sempre accade questo. Se questi pensieri ansiosi, infatti, dovessero tornare a fare visita, anche se non invitati, allora sarebbe opportuno un aiuto specialistico per comprendere origine, funzione e significato di questi pensieri disturbanti. E per lasciarli fuori di sé veramente per sempre o per renderli meno disturbanti o per imparare a gestirli in modo efficace, semplicemente imparando a non dare loro troppa importanza…

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