Il pensiero utile

A volte, può essere utile pensare positivo ovvero percepire il bicchiere mezzo pieno e soprattutto berlo. Altre volte, pensare positivo rischia di incrementare ulteriormente la frustrazione, la delusione, la minaccia, illudendoci che siamo rimasti impantanati nella cioccolata o ancora peggio che ciò che puzza ci deve sembrare un dolce profumo. Il rischio è di restare incastrati nella trappola del pensiero positivo.
Pensare positivo non significa, dunque, scambiare la realtà con il desiderio né confondere ciò che è andato male con qualcosa di diverso. Né sottovalutare minacce e pericoli oggettivi.
Per ridurre la sofferenza, affrontare ciò che ci spaventa, confrontarci con ciò che ci addolora e contrastare lo stress, è utile invece “pensare realisticamente”. Cioè pensare a ciò che è andato storto, e continua ad essere lontano da ciò che vorremmo, come qualcosa di raddrizzabile, come qualcosa di doloroso, ma affrontabile.
Il vero pensiero positivo è quello utile a farci andare avanti… Nonostante ciò che esiste di negativo nella realtà.
Il pensiero utile è quello che prevede “un dopo possibile”… Nonostante ciò che è accaduto.
Un dopo possibile è lo spazio della resilienza ovvero della capacità di resistere a condizioni avverse senza perdere fiducia, speranza e capacità concreta di farcela.
Un dopo possibile è il tempo della creatività per costruire comunque una propria qualità di vita. Un dopo possibile è semplicemente credere nella possibilità di andare avanti e praticare concretamente “ora” questo credo, anche quando la vita ci ha riservato paure e imprevedibilità, frustrazioni e fallimenti, ingiustizie e angosce, perdite e dolori.
Il pensiero veramente positivo e utile è qualcosa potenzialmente a disposizione di tutti, ma che non sempre riusciamo a rendere realtà effettiva e azione concreta. Resta comunque e sempre la speranza e la possibilità di trovare un proprio modo…