Vero… Ma non del tutto

È vero che esiste il dolore. Vero è anche che ci puoi fare qualcosa per ridurlo, eliminarlo, non farti annientare.

È vero che a volte siamo impotenti di fronte a cose, persone e situazioni più forti, più grandi e più potenti di noi. Vero è anche che possiamo. Possiamo cercare spazi di azione. O anche possiamo imparare a dare senso a ciò che sta accadendo in modo da costruire un significato di quei fatti che, seppure non elimina completamente il dolore, ce lo rende più sostenibile. Il fango difficilmente diventa cioccolata, ma ci puoi fare sempre qualcosa.

È vero che la vita è piena di stress che in buona parte non dipende da te. Vero è anche che tu puoi sempre concentrarti su cosa fare per ridurre la parte che ti riguarda.

È vero che le persone, la “gente”, gli altri spesso sono proprio … (completa come credi…). Vero è anche che la gente non sta al mondo per essere come vuoi tu e nemmeno tu stai al mondo per piacere agli altri. Quindi puoi sempre scegliere cosa farne del tuo rapporto con gli altri, come cercare di ottenere dagli altri il meglio che puoi, contemporaneamente accettando anche ciò che non è proprio come vorresti.

Tra il “vero” e il “non del tutto” c’è uno spazio enorme di possibilità. Di possibili diverse verità in cui credere, diverse realtà da vivere, da inventare. C’è la possibilità per ciascuno di noi per fronteggiare la sofferenza e creare il benessere. C’è l’idea che ciascuno di noi può impegnarsi a creare una vita di qualità. Non perfetta, probabilmente peggiore di altri tipi di vita, comunque questa possibilità esiste e va nutrita.
Spesso le persone che arrivano a chiedere un aiuto terapeutico sono molto lontane da questo sentimento di speranza. E questo sentimento è il primo che va cercato dove la persona lo ha smarrito…