La cronaca e la storia

Spesso nelle relazioni interpersonali si creano fraintendimenti e conflitti perché le persone interpretano inconsapevolmente le interazioni con l’altro in modo distorto, finendo per non ascoltare l’altro o non comprendere le sue effettive intenzioni. Questo avviene perché un po’ tutti siamo abituati a leggere la cronaca sempre e quasi esclusivamente attraverso le lenti della storia. La nostra solita storia. Il nostro solito modo di raccontare a noi stessi il significato delle cose, a partire dalle immagini interne consolidate che abbiamo di noi stessi, degli altri, del mondo, della vita. La persona crede di avere un’idea corretta della realtà dei fatti accaduti, ma spesso si auto-inganna riproponendo schemi di lettura che si porta dentro da una vita. Quindi, ad esempio, se hai un’immagine interna di te come “incapace” e degli altri come “furbi” probabilmente tenderai a filtrare le tue interazioni sentendoti spesso in ansia o sottomesso o sempre bisognoso di aiuto oppure con meno chances degli altri. Se, ad esempio, le tue immagini interne, consolidate negli anni, anche se tuttora in gran parte inconsapevoli, prevedono “il mondo è pericoloso”, “io sono fragile”, “non ti puoi fidare di nessuno”, probabilmente ogni minimo scambio con gli altri lo vivrai con timore e anzi tenderai il più possibile ad evitare incontri con gli altri, riducendo notevolmente la tua zona di comfort relazionale. Se, altro esempio, il tuo copione recita: “io sono migliore di tutti e merito un trattamento speciale”, “gli altri devono seguire ogni cosa che io dico”, “la vita ti riserva prima o poi sorprese sgradevoli”, allora le tue interazioni con gli altri saranno sempre orientate a primeggiare a scapito di ogni altra considerazione morale.
Insomma occhio ai tuoi occhi, al modo in cui guardi ciò che accade.
È impossibile non avere questi schemi che ci orientano nel comportamento in base ai significati che diamo alla realtà.
È necessario, per lo meno utile, conoscere questi schemi per metterli a disposizione di relazioni realmente appaganti.
Le persone che chiedono un sostegno psicologico per i loro sintomi, soprattutto se riferiscono una sofferenza legata ai rapporti interpersonali, prima o poi devono confrontarsi con la rigidità di questi schemi, per conoscerli, capirne il funzionamento, il senso e il valore, al presente e nella propria storia di vita, in modo da riuscire ad essere più flessibili nell’interpretazione della realtà e più sereni nei rapporti con gli altri e con se stessi.

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