L’azione nello spazio

La sofferenza origina nello spazio tra ciò che desideriamo e ciò che otteniamo. Abbastanza banale. Forse. Magari non per tutti. Come sempre, anche fondamentale, se questa scontata consapevolezza diventa guida per un’azione responsabile, per ridurre quel gap in cui si genera la frustrazione (non sempre otteniamo le cose che vogliamo) e la delusione (non sempre gli altri si comportano come noi vorremmo).
Forse meno scontata l’idea che ciò che è frustrante e deludente è diverso da persona a persona.
La nostra storia ha disegnato la nostra personalità e quindi le nostre personalissime sensibilità e reattività alle cose, alle persone, alle situazioni, aspetti che discendono da chi siamo e chi siamo diventati lungo il corso della nostra vita. Io posso essere più sensibile alle perdite affettive, mentre altri possono essere più reattivi alle esperienze di fallimento. C’è chi si inquieta di fronte all’ignoto e chi si addolora di fronte al vuoto. Chi è più sensibile al giudizio e chi è più angosciato dalla solitudine. E via così…

Inoltre, la reattività può essere più indirizzata a certe emozioni che ad altre. Chi tende a reagire con rabbia e si attiva immediatamente, mentre c’è chi si ripiega sul proprio dolore e resta passivo. Chi reagisce con vergogna, chi è più pronto ad agitarsi e spaventarsi. E via così, in base alla diversità di situazioni e anche di persone. Non tutti reagiamo allo stesso evento allo stesso modo sia in termini di pensiero sia come emozioni provate sia come reazioni comportamentali.

Dunque, di fronte alla propria sensibilità e alla personale quota ineliminabile di frustrazione e delusione, ciascuno di noi è chiamato ad un’azione consapevole e responsabile in cui è importante lamentarsi il giusto, ma non troppo; fino a quando non si sono trovati motivi ed obiettivi per superare le difficoltà e fino a quando si comincia ad agire in prima persona, cercando di impegnarsi negli ambiti in cui possiamo avere il controllo ed essere efficaci nel muovere le cose. E fino a quando non abbiamo ridotto quel gap e siamo più soddisfatti, mentre, contemporaneamente, riusciamo ad accettare ciò che non siamo riusciti a modificare.

Prova ad applicare queste idee nella tua quotidianità, confrontando, di fronte agli stessi eventi o molto simili, i tuoi vissuti e le tue reazioni con quelle degli altri, magari delle persone più vicine a te… E vedi cosa emerge alla tua attenzione…
Dalla consapevolezza maturata potrai trovare un nuovo punto di vista per dare significato alle cose che ti accadono, alle esperienze che vivi, alle scelte che fai, a quelle che vuoi continuare a fare e alle nuove scelte che puoi cominciare a fare…