La cura del passato al presente

Nelle nostre difficoltà quotidiane tendiamo a rivivere il passato, a riprovare sofferenze antiche che si ripetono nelle nostre vite attuali. Per imparare a lasciare il passato nel passato, tuttavia, non possiamo ignorarlo, non possiamo evitarlo; cacciato dalla finestra butterebbe giù la porta per tornare a disturbare la nostra vita. Dobbiamo, invece, incontrarlo, guardarlo in faccia per imparare a governarlo, a dare alla nostra vita e a ciò che abbiamo vissuto un senso e un valore differente. Questo è il lavoro sulla ferita.
Ecco una traccia per un esercizio di consapevolezza e cura della ferita.
1. Succede qualcosa oggi che ti stressa, ti fa soffrire, ti fa provare emozioni dolorose quali tristezza, dolore, rabbia, paura, angoscia, ansia, preoccupazione, senso di colpa, vergogna, senso d’inferiorità, solitudine, abbandono, rifiuto, disgusto, disprezzo, rimorso, rimpianto, ecc. Queste emozioni e i pensieri che le accompagnano funzionano da innesco che fa scattare una serie di vissuti, stati d’animo e pensieri.
2. Provi uno stato mentale, emotivo e fisico che ti riporta alla tua esperienza di bambino in cui venivi considerato e trattato come ti senti adesso, in questa attuale situazione per te fonte di sofferenza.
3. Accedi alla consapevolezza di come hai affrontato la situazione originaria, le decisioni che inconsciamente hai preso per adattarti a quello che succedeva; strumenti, modalità e risorse che hai utilizzato, tenendo conto che tu eri piccolo di fronte ai grandi. Sii consapevole che, comunque, una strada l’hai trovata, con un prezzo da pagare, più o meno elevato, in termini di repressione, auto-privazione, sviluppo di sintomi, tensione accumulata, rinuncia all’espressione autentica di te stesso.
4. Cerchi nuove risorse, nuove possibilità, nuove decisioni, nuovi permessi che ti puoi dare, cominciando ad adottare, gradualmente e concretamente, nuove azioni, nuovi modi di pensare e agire, nuovi modi per regolare i tuoi stati d’animo e le tue emozioni dolorose, nuove modalità per interagire con gli altri, per esprimere le tue emozioni, per comunicare i tuoi bisogni, per comportarti in modo da soddisfarli.

Esempio concreto.
1. Provo tristezza e rabbia e mi sento trasparente quando mio marito prende decisioni riguardanti la famiglia senza confrontarsi con me oppure ignorando le mie esigenze e le mie proposte che ha solo fatto finta di ascoltare.
2. Da bambina, i miei genitori non mi guardavano affatto; ciò che provavo, pensavo e volevo non è stato mai importante e considerato in tutte le decisioni, anche quelle riguardanti me.
3. Ho così imparato progressivamente a tenere tutto per me, a chiudermi nel silenzio, a non esprimere ciò che pensavo e volevo, temendo che se lo avessi fatto avrei fatto arrabbiare i miei genitori che mi avrebbero lasciato ancora più sola, incompresa e spaventata. Per me è stata la soluzione migliore possibile che al momento era a mia disposizione. Anche se tutto questo non lo sapevo consapevolmente.
4. Oggi posso fare qualcosa di diverso. Oggi posso scegliere le persone con cui stare e come interagire con loro. Oggi posso imparare a comunicare in modo più efficace ed assertivo con mio marito, per farmi ascoltare e per valorizzare anche il mio punto di vista, i miei bisogni e le mie preferenze. Posso imparare anche a litigare, se necessario e utile. Posso prendermi anche il rischio di mettere in discussione la relazione con lui. Posso scegliere di pagare un prezzo diverso da quello della rinuncia a me stessa. So che NON È FACILE e so anche che POSSO FARCELA. Forse non ad ottenere tutto ciò che vorrei, ma posso certamente impegnarmi ed iniziare un nuovo modo di comunicare e stare con mio marito… Non escludendo nessuna possibilità, anche quella di chiudere il rapporto.

Impegnativo, anche molto difficile, certamente possibile!!!

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