La tua sofferenza e cosa ci puoi fare. Esercizio quotidiano

Quando ti ritrovi a stare male, ad esempio, sei stressato, incazzato, triste, esaurito, inquieto, ti senti non all’altezza o in colpa, qualcosa ti angoscia o ti delude, allora è fondamentale che focalizzi alcuni punti per ognuno dei quali farti due domande: COSA STA SUCCEDENDO e COSA CI POSSO FARE.
Quando sei dentro una situazione che ti fa soffrire focalizza:

la condizione oggettiva ovvero le CIRCOSTANZE ESTERNE in cui ci sei tu, solo o con altre persone, in un certo posto, mentre stai vivendo un qualche tipo di esperienza… Cosa sta succedendo? Quali fatti ed eventi? Cosa ci puoi fare? Cosa puoi controllare, determinare, influenzare? Su cosa hai il potere di incidere?

Il tuo COMPORTAMENTO, quello che stai facendo, concretamente. Cosa stai facendo? Cosa non stai facendo? Cosa puoi fare per trasformare la situazione stressante in una migliore per te?

I tuoi PENSIERI, le idee che ti passano per la testa, le voci del tuo dialogo interiore, benevolo o autocritico, le aspettative che hai su come dovrebbero essere le cose e le persone e anche tu. Cosa stai pensando? Quali idee, credenze e convinzioni guidano la tua condotta? Quali diversi pensieri possono guidare diverse azioni per risultati per te più gratificanti?

Le tue EMOZIONI, i tuoi stati d’animo, ciò che stai vivendo. Cosa stai provando? Come sono e quali sono le tue emozioni? Sei pieno di emotività e adrenalina? Sei piuttosto scoraggiato e spento? Sei freddo e distaccato? Come puoi regolare la tua emotività in modo che sia energia a tua disposizione per ridurre la sofferenza e generare una condizione migliore?

Le tue SENSAZIONI FISICHE, somatiche, cosa provi nel corpo. Come è il tuo corpo? Rigido, teso? Floscio, scarico? Sei anestetizzato? Sei in fibrillazione? Come puoi attivare in te un benessere fisico? Cosa può rilassarti? Cosa può energizzarti?

I tuoi BISOGNI, cosa vorresti, cosa ti piacerebbe. Quali tuoi bisogni e desideri sono insoddisfatti? Di cosa avresti bisogno concretamente? Cosa puoi fare tu direttamente? Cosa puoi chiedere ad altre persone per aiutarti a soddisfare il tuo bisogno attuale?

COSA STA SUCCEDENDO E COSA PUOI FARE PER TRASFORMARE LA SOFFERENZA IN SODDISFAZIONE?

6 pensieri riguardo “La tua sofferenza e cosa ci puoi fare. Esercizio quotidiano”

  1. Una bella analisi del momento critico ~ Per superarlo credo sia utile, come primo passo, “stare di fronte” alla difficolta’, senza tentare fughe o aggiramenti, e credo che il secondo passo utile sia quello di accettare la necessita’ di trovare un modo per superare, sapendo che comunque in ogni vicenda esiste un segnale da leggere e un’occasione da cogliere ~ Il primo passo, “stare di fronte”, e’ forse il piu’ difficile: la tendenza generale e’ la fuga dalle difficolta’ e la negazione della eventuale responsabilita’ ~ La capacita’ di pensiero ed il livello etico aiutano, ma costituiscono dotazioni individuali ~ Buona giornata! ~ Paola Stellare

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  2. il mio obiettivo è quello di continuare a vivere in Italia e arrivare a guadagnare almeno 35000 l’anno, poi 40.000 fino arrivare a 75.000. Le partite iva per i piccoli imprenditori sono escluse dalla contemplazione attuale perchè si guadagnerebbe molto meno con meno garanzie.
    Il governo, con le leggi di bilancio e il walfare consente alle aziende di assumere al massimo ribasso. Per attivare un cambiamento di carriera in termini verticali bisognerebbe che qualcuno lasci il proprio posto di lavoro. La realtà in cui opero mi consente soltanto una crescita orizzontale, cioè posso cambiare azienda, posso cambiare luogo ma lo stipendio, nel mio livello rimane più o meno lo stesso. Se io voglio crescere in verticale, con più responsabilità etc ma è difficilissimo ottenere una posizione e se il mio range mi consente di muovermi soltanto in Orizzontale come posso accettare che sono bloccato ? a prescindere dai piccoli piaceri e piccoli compromessi che posso arrangiare, li vedo piccoli perchè i miei ideali di vita sono tutti completamente diversi dalla realtà e non mi piace quasi niente, quindi scegliere per piccole cose non porterebbe grandi benefici.
    Le piccole cose della mi fanno sentire piccolo nella realtà e io voglio sentirmi grande nella realtà come mi sento grande nell’ideale. Tra l’altro la vita che avevo programmato non è andata come volevo anche se è programmata da quando avevo 12 anni ora vedo che l’ideale che mi sono costruito in testa era molto idilliaco rispetto alla triste realtà quindi ho perso quall’allure che da solo con le mie forze sarei riuscito a costruirmi la vita ideale che mi ero immaginato e per cui ho studiato e lavorato invece molte cose non dipendono da me e sopratutto siamo in tanti e sopratutto odio condividere con gli altri e dovermi annoiare in un mondo che reputo altamente monotono. La vita non dovrebbe essere così difficile, eppure lo è per volontà di altri esseri umani. Le cose vengono rese difficili a posta. Come faccio a volere ancora qualcosa se mi son reso conto di essere senza potere e sono costretto ad accontentarmi delle piccole cose o delle piccole scelte che posso compiere, o dei piccoli momenti di gioia o delle piccole gratificazioni. Il piccolo non lo voglio ma la realtà me lo impone come faccio ad accettarlo? Come si fa far combaciare le due cose o risolvere questo difficilissimo conflitto?

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    1. Grazie Mauri per il suo interesse e per il suo contributo. Spero di darle una risposta con qualche spunto utile, consapevole della limitatezza del mezzo. Per me.
      Nelle sue parole, colorate di rabbia, impotenza e sconforto, forse di dolore, è contenuta anche una strada. Non perfetta né ideale. Realisticamente imperfetta. Una strada concretamente praticabile, per lei come per ciascuna persona che si trovi a confrontarsi con fatti e vissuti simili. Una strada fatta di necessità o possibilità, a seconda del punto di vista, comunque di scelta, rispetto ad un nuovo confronto, nuovo oggi rispetto a ieri (da 12 anni in su o forse anche da prima), con i suoi bisogni, valori e ideali. Con la sua storia. Con i suoi progetti di vita scelti o indotti, più o meno consapevoli. Vol suo progetto esistenziale.
      Due ispirazioni a fare da bussola, ispirazioni forse un po’ frustranti per certi versi, ma anche piene di possibilità se si riesce a vederle e farle proprie. Banali quanto fondamentali a mio modo di vedere.
      Prima ispirazione. Possiamo controllare alcune cose ma non altre, controllate da altri poteri, vicini e lontani, misteriosi e segreti o anche molto chiari. Ed è solo un seme di un discorso ben più ampio su come ciascuno di noi può trarre ispirazione da questo semplice pensiero… Ad esempio, possiamo certamente controllare cosa ci appaga. Cosa ci serve per sentirci “felici e realizzati” . Sufficientemente felici e realizzati. Il fango non è cioccolata. Ma dobbiamo imparare a trovare la cioccolata dove sta. Accedendo all’artista mago che è in noi…
      Seconda ispirazione. Dobbiamo accettare limiti (anche se è un traguardo molto arduo…) mentre continuiamo a coltivare possibilità. Non è facile. C’è comunque un prezzo da pagare. L’ideale è qualcosa che va sempre fatto dialogare col reale.
      Banale forse. Fondamentale certamente.
      Grazie ancora Mauri. Buone cose

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      1. L’esempio della cioccolata è bellissimo, però La cioccolata di solito è attorniata dai golosoni e vince il pezzo più grande chi arriva prima. Il mago che è in noi può fare ben poco senza le giuste informazioni, potrebbe addirittura sbagliare formula magica e ritrovarsi indietro.
        la ringrazio comunque perchè ha dedicato del tempo a una risposta. Buon weekend.

        Mauri.

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