La visualizzazione al servizio della vita

Spesso invito i pazienti a fare degli esercizi di visualizzazione guidata. Assumendo una posizione comoda e rilassata, in contatto consapevole col respiro, li guido nei loro luoghi dell’infanzia con un semplice suggerimento iniziale: “lascia che emergano immagini della tua infanzia… ricordi … con una o più persone significative…” … genitori, fratelli, nonni, zii, altre persone … e senti le sensazioni che sentivi allora… prova le emozioni che provavi in quella situazione…”.

Pur nella diversità di capacità immaginative e di ricordare, basta questa semplice indicazione per portare la persona in contatto … con la sua infanzia… con le persone che si sono prese cura di lei… con le situazioni felici… con le situazioni dolorose…

In particolare, attraverso la creazione di immagini associata al lasciarsi andare delle sensazioni del corpo, le persone possono accedere, “come non hanno mai fatto solo attraverso il ragionamento”, ad esperienze fondamentali di “bisogni frustrati” che sono “generatori della personale ferita”.

Questa “immaginazione guidata” è una vera e propria ricerca del proprio bambino ferito, addolorato, deprivato, trascurato, lasciato solo…

Emergono allora… possono emergere… in base alla storia individuale di ciascuno … bisogni di accudimento mai pienamente soddisfatti: mancanza di carezze, di abbracci, di contatto fisico, di coccole, di vicinanza e calore; ricordi di quanto poco tempo i genitori hanno dedicato al figlio …

Possono emergere frustrazioni legate al non essersi sentiti mai veramente visti e riconosciuti né veramente ascoltati e compresi nei propri bisogni e stati d’animo, ricordi di genitori sempre troppo indaffarati per mettersi veramente nella posizione del bambino e “rispecchiarlo” nel suo mondo interno né capaci di offrire reale presenza e disponibilità all’aiuto e alla comunicazione.

Può emergere anche un deficit di sostegno e guida, immagini di genitori che di fatto non hanno saputo veramente orientare il bambino attraverso valori chiari e condivisi né attraverso regole chiare ed esempi coerenti.

Emergono immagini di genitori spesso eccessivamente critici o, invece, sbrigativi e con poco spessore. Genitori narcisisti e vulnerabili, troppo impegnati a guardare se stessi e il proprio bambino ferito, fino al punto di avere tanti limiti e incapacità di prendersi cura veramente del proprio figlio reale. Genitori incapaci di soddisfare i bisogni fondamentali di protezione, amore, stima, guida, incoraggiamento.

La visualizzazione, come ogni strumento di crescita personale, può portare la persona a cercare “nuove strategie per affrontare drammi antichi”, nuove possibilità, tutte da inventare, rispetto a quelle soluzioni trovate, scelte e adottate dal bambino che siamo stati per fronteggiare dolori, traumi, angosce, solitudine…

Invito, dunque, la persona, nel “qui e ora” della sua potente capacità di immaginazione che la conduce al “lì e allora” del suo dolore antico, a visualizzare queste nuove chance che può darsi, creare, permettersi

L’immaginazione può essere un canale di accesso molto potente a consapevolezze, significati e soluzioni che la sola mente razionale non riesce a volte a raggiungere.

Prova a seguire la traccia su indicata, magari con una persona fidata, inizia a scendere dentro di te attraverso la tua immaginazione e il ricordo dei luoghi della tua infanzia… Sarà una scoperta preziosa, sia quando incontrerai la gioia sia quando contatterai il dolore… sia quando troverai nuovi modi per portare avanti la tua vita…

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