Alle emozioni non si comanda… O forse si

Le emozioni sono la via regia di accesso alla felicità. O, perlomeno, conoscere, regolare, esprimere e governare in modo efficace le proprie emozioni permette di diventare consapevoli della propria infelicità e di assumersi la responsabilità di provare a trasformarla in felicità.
Tra le molteplici facce della sofferenza e delle persone che vengono a chiedere aiuto per alleviarla, incontro solitamente tre tipi di persone che hanno tre modi di rapportarsi con le proprie emozioni. Ovviamente non sono tre tipi “puri” essendo modalità presenti spesso in modo combinato, a volte un po’ in tutti noi, anche a seconda degli ambiti di vita e dei contesti interpersonali.

EMOZIONI QUESTE SCONOSCIUTE. La persona è incapace di sentire, riconoscere, nominare ed esprimere le sue emozioni. Alla domanda “cosa senti?” risponde esprimendo un pensiero: penso che… Credo che… Al massimo esprime delle sensazioni corporee vaghe e imprecise o al peggio solo sintomi somatici.

TUTTO SOTTO CONTROLLO. La persona riesce a cogliere le sue emozioni, spesso comunque in modo inadeguato, magari alla domanda “cosa senti?” riferisce genericamente ansia, stress, rabbia, frustrazione che tenta comunque di inibire, frenare, metter loro un tappo, vivendo la paura (emozione più o meno riconosciuta) delle possibili conseguenze che immagina e prevede accadrebbero se esprimesse ciò che prova.

FUORI CONTROLLO. La persona spesso arriva alle domande “cosa sentivi?”, “cosa hai provato?” quando ha esternato in modo impulsivo e impetuoso quello che aveva dentro e che non è riuscita a modulare, ma solo ad evacuare. Comunque, anche in questi casi, spesso non è chiara l’emozione espressa né il bisogno che l’accompagna.

Il lavoro sulla consapevolezza delle emozioni, sulla loro significazione (senso e valore di adattamento) e su una responsabile ed efficace espressione nei propri contesti di vita è un lavoro sempre presente nel percorso di crescita personale. Ovviamente sulle tre modalità si lavorerà con obiettivi diversi. Nel primo caso si tratta di un vero e proprio obiettivo di alfabetizzazione emotiva, nel secondo lo scopo è di ri-acquisire una spontaneità responsabile nel maneggiare le proprie emozioni, nel terzo la persona deve imparare a mettere una sana riflessione tra l’impulso e l’azione.
Nota in quali delle tre modalità sei solito transitare… Sei alieno al tuo mondo emotivo? Tendi a controllare ogni tua manifestazione emotiva privandoti di essere genuino e spontaneo? Sei un vulcano sempre in eruzione?
Nota quali sono gli effetti di queste tue modalità… Quali conseguenze vivi personalmente e nelle tue relazioni…
E prova a scegliere ora con maggiore consapevolezza “come avere a che fare col tuo mondo emotivo…”. Sicuramente otterrai informazioni utili per comprendere come muoverti e agire per ridurre le conseguenze negative del tuo modo di padroneggiare le emozioni e favorire modalità più utili ed efficaci di emozionarti…

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