La mappa che scegli di seguire per il tuo viaggio

Quello in cui credi è solo un’idea e non la verità assoluta. Quello che pensi è solo nella tua testa e non la realtà oggettiva. La mappa non è il territorio. La mappa ti guida… come potrebbe guidarti anche un’altra mappa. Questi sono i principi base della consapevolezza di sé e della scelta responsabile.

La mappa è composta da pensieri, emozioni e azioni:

  • ciò che credi vero: idee, credenze, convinzioni su te stesso, sulle altre persone, su come funziona il mondo che guidano la tua percezione della realtà, la tua interpretazione dei fatti e l’attribuzione di significati al tuo comportamento e a quello degli altri
  • ciò che provi: sensazioni, emozioni, sentimenti, stati d’animo che ti segnalano se e quando le cose vanno bene o male
  • ciò che fai: comportamenti per soddisfare i tuoi bisogni e desideri che ti fanno muovere nella realtà per creare situazioni positive e vivere la vita che vuoi

Per quanto riguarda i pensieri, in particolare, essi ci aiutano a risolvere i problemi: ragionando sulle cose (quando, dove, chi, cosa, come e perché è successo) usiamo i pensieri per trasformare situazioni insoddisfacenti in situazioni desiderate, per avvicinare il più possibile la realtà come è alla realtà come vorremmo che fosse.

Purtroppo, a volte, o molto spesso, i “pensieri” potenzialmente utili diventano i “nostri peggiori nemici”. In particolare:

  • i pensieri che riguardano “l’idea che abbiamo di noi stessi” finiscono per diventare “etichette autogiudicanti” in cui crediamo fermamente e che generano in noi emozioni negative, bassa autostima, depressione e conseguenti comportamenti auto-frustranti che ci lasciano ingabbiati nell’infelicità. Finiamo per vivere dentro la realtà definita da pensieri come: io sono debole, io sono incapace, io sono inadeguato, io sono inferiore, io sono colpevole, io merito di restare solo, io non valgo nulla, ecc.
  • i pensieri che ci portano a “volere le cose e le persone diverse da come sono”: la vita è ingiusta, le persone si approfittano di me, solo i furbi riescono ad essere felici, come fanno le persone ad agire in un certo modo, le persone dovrebbero essere buone, ecc.

La frustrazione, la delusione, l’autosvalutazione e il senso di impotenza connessi a questi pensieri sono un vero e proprio “veleno che ci autosomministriamo” continuamente, a dosi più o meno massicce, comunque progressivamente letali perché uccidono la nostra vitalità, la nostra voglia di vivere e creare, i nostri desideri e le nostre spinte a realizzarli.

Cosa fare con questi pensieri?

Osservarli in azione per capire quanto sono “utili” a risolvere i nostri problemi e a renderci felici e quanto sono invece “velenosi” e “distruttivi”. Il termometro per misurarli è dato dalle emozioni che viviamo, quanto la nostra vita è piena di emozioni positive e quanto di emozioni dolorose.

Cosa fare con questi pensieri ed emozioni?

Rispetto ai PENSIERI, chiediti quali sono “utili” e quali non ti servono a niente e segui solo i primi.

Con le EMOZIONI, cogli cosa ti stanno segnalando, quali bisogni sono insoddisfatti, cosa devi fare per trasformare la frustrazione in soddisfazione.

E inizia a muoverti concretamente con AZIONI specifiche e utili… Da verificare per come ti avvicinano ai tuoi obiettivi e modificare fino a renderle efficaci per raggiungere ciò che desideri…

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