Colpa vs responsabilità. Esercizio

Come potevo venire diversamente? Magari anche tu ti sei ritrovato qualche volta nella vita a farti questa domanda. Come potevo venire diversamente visto le esperienze che ho vissuto, i genitori che ho avuto, i traumi e i lutti, gli insegnanti e gli esempi, e via di seguito con l’elencare eventi e motivi che posso rendere ragione della persona che sei oggi, coi tuoi successi e fallimenti, soddisfazioni e frustrazioni, cicatrici e corazze, punti deboli e risorse.

Tutto ciò che abbiamo incontrato nella nostra vita, a cominciare dal nostro patrimonio temperamentale, ha certamente segnato i contorni della forma che nel tempo ha preso la nostra vita e la nostra personalità. Con tutte le luci e le ombre, compresi i chiaroscuri. Con tutti i nostri limiti e le nostre qualità. Con il corteo di potenzialità perdute, perché mai espresse o precocemente proibite, e anche l’insieme di talenti e traguardi che hanno caratterizzato la nostra evoluzione personale.

Spesso, chi più chi meno, siamo abituati a guardare al nostro passato per colpevolizzare, per affibbiare colpe a chi ci avrebbe impedito di diventare chi avremmo potuto essere o ci avrebbe ostacolato nel nostro percorso verso la felicità… Per rintracciare nel comportamento di qualcuno o in qualche evento sfortunato i motivi di quello che siamo oggi, nella gioia, ma soprattutto nella sofferenza.

Io credo che ergersi a giudice, fare il processo e trovare il colpevole sia un atteggiamento poco utile, soprattutto a lungo termine, in particolare se diventa alibi per il proprio disimpegno, se impedisce alla persona di farsi carico della propria sofferenza e impegnarsi per superarla in direzione della felicità che desidera, comunque la intenda.

Per cui comincia da ora a praticare sistematicamente questo esercizio di consapevolezza e responsabilità:

  • Riconosci la tua ferita e specifica i tuoi buchi neri, i tuoi limiti, le tue carenze, le tue vulnerabilità per come appartengono alla persona che sei oggi. Ad esempio, sono una persona dipendente dall’approvazione altrui e ho spesso paura ad esprimere ciò che penso e voglio; sono una persona con poco polso e finisco per cedere a quello che vogliono gli altri; tendo ad aggredire gli altri quando mi contraddicono; non riesco a chiedere per i miei bisogni; evito ogni sfida ed ambizione; non riesco a sostenere la frustrazione e perdo il controllo di me stesso diventando violento; non riesco mai a capire cosa voglio. (In questo blog con la parola chiave “ferite interiori” puoi trovare numerosi modi per lavorare con il bambino ferito che ti porti dentro).
  • Immagina come ti piacerebbe cominciare a superare questi deficit o vuoti o fragilità: quali abilità vorresti avere perché credi che potrebbero esserti utili per avvicinarti progressivamente a realizzare giorno per giorno la vita che vuoi. Ad esempio, mi piacerebbe saper chiedere quello che desidero; mi piacerebbe esprimere la mia rabbia senza pestare le persone; vorrei imparare a dire no; vorrei essere capace di esprimere il mio pensiero anche quando contrasta con la maggioranza.
  • Decidi cosa iniziare a fare, da ora, per cominciare questo processo di apprendimento verso un “nuovo te” … Ad esempio, ora telefono al mio amico e lo invito per un caffè; adesso telefono a mia sorella per dirle che ci sono proprio rimasto male l’altra sera per quello che ha detto; domani dirò al capo che non posso trattenermi tutti i giorni oltre l’orario di lavoro e che possiamo fare un programma condiviso di quando allungo e quando esco in orario; stasera parlerò in associazione delle mie idee per il prossimo autunno.
  • Come sempre, le reazioni interne (ciò che senti e pensi) e quelle delle persone ti forniranno informazioni utili per modulare il tuo comportamento in progress…

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