Sentieri corporei. Un gioco per tutte le stagioni

Qualche tempo fa durante un viaggio in auto mia moglie mi fece notare una cosa: un gesto che tendevo a fare spesso, in particolare con la mano sinistra, in specifiche circostanze legate alla conversazione, tendevo ad aprirla “a ventaglio”, a farla leggermente roteare e contemporaneamente a farle fare un paio di movimenti “sussultori”. Questa è la mia descrizione, ovviamente mia moglie non si espresse in questo modo. Disse semplicemente “come mai fai sempre così con la mano?” o qualcosa del genere. “Così come?”chiesi io, completamente inconsapevole di questo gesto spontaneo che mia moglie, invece, aveva notato tantissime volte. Ci mettemmo a ridere… E da quel momento cominciai a cercare di notare quello che lei aveva già notato tante volte. Si sa le donne stanno almeno un passo avanti… E gli uomini dietro…
Cominciai a cogliere quel gesto quando “appariva”, certo non sempre ne ero consapevole; “hai visto? L’hai fatto un’altra volta?!?!” riferiva mia moglie. Man mano che allenavo la mia attenzione riuscivo a coglierlo sempre più spesso quando lo facevo fino al punto che oggi, dopo qualche mese, mi sfugge poche volte e riesco a descriverlo in modo dettagliato come sopra.
Contemporaneamente al prestare attenzione, cercai anche di coglierne il senso. Osservando senza giudicare. Un gesto casuale? Un’abitudine senza senso? Un automatismo innato o appreso chissà quando? Che significato può avere questa ripetizione così automatica e incontrollata? Chissà se esprime qualcosa? Forse è il mio inconscio che si manifesta anche in questo modo? Per dire cosa? Per veicolare quale significato? Con un po’ di pazienza, osservazione attenta e ascolto di me stesso, nelle circostanze “del gesto incriminato” sono riuscito a comprendere qualcosa di più, certamente non tutto, ma sicuramente quel gesto così “apparentemente innocente” dice qualcosa di me, di me nel contesto, di me che ho certi pensieri e certe emozioni in quelle situazioni, ad esempio, durante una conversazione che riguarda certi temi o si svolge secondo certi toni e modalità.
Sempre più nel mondo della psicoterapia si lavora, attraverso svariate metodologie, strategie e strumenti, sulle “tracce corporee” come canale di accesso per comprendere il funzionamento mentale e interpersonale dell’individuo. E per modificarlo…
Sensazioni viscerali e movimenti spontanei, espressioni facciali e postura, atteggiamento corporeo e tono della voce sono tutte modalità, quasi sempre e quasi del tutto inconsapevoli, attraverso cui esprimiamo noi stessi, esprimiamo qualcosa di noi a noi stessi e agli altri. Qualcosa che può essere più o meno importante e più o meno utile osservare e comprendere. Pensa, ad esempio, al tuo atteggiamento corporeo quando sei entusiasta o felice, quando sei un po’ depresso e di malumore, quando sei agitato o in tensione… In psicoterapia, ad esempio, e non solo, spesso il corpo dice quello che le parole non riescono ad esprimere.
Il corpo è il contenitore delle nostre esperienze di vita, spesso nel nostro corpo sono “scritte e memorizzate” le esperienze più significative per il nostro sviluppo e la nostra personalità, sia nel caso di storie traumatiche, sia, più in generale, come memoria attualizzata di quello che fin da piccoli abbiamo vissuto e interiorizzato.
Ti invito, allora, a fare questo gioco… ad affinare la tua attenzione… Sugli altri e su te stesso… Per cogliere questi automatismi spontanei e inconsapevoli… E per coglierne il senso, la funzione che svolgono o cosa esprimono nel contesto in cui si rendono manifesti… Magari ti conducono a scoprire aspetti di te importanti e che finora ignoravi facessero parte di te, di chi sei e di come ti relazioni con te stesso, con gli altri, col mondo e con la vita.
Ti fornisco qualche suggerimento, ma puoi trovare infiniti aspetti corporei cui prestare attenzione: sguardo (fatti un selfie o fatti aiutare da chi può osservare quel tuo sguardo quando appare spontaneamente), tono della voce, tono energetico del corpo (moscio, floscio, teso, rilassato, ecc.), stretta della mano, movimento degli arti, distanza preferita con le persone, spalle curve o aperte, petto schiacciato o in fuori, modalità del respiro, sensazioni allo stomaco, sensazioni alla testa, rapidità o lentezza di alcuni movimenti o in generale, modo di camminare, modo di guardare l’interlocutore durante una conversazione, gesti non comuni, ma soliti per te. E via così… Accedi a tutta la tua creatività e capacità di attenzione e osservazione…
Buon divertimento…

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