L’applauso di una sola mano

Ogni persona nella vita ha un bisogno fondamentale di sentirsi amato e accettato… Fondamentale nel senso che è un bisogno che costituisce le “fondamenta” dell’identità, della stima di sé e del sentirsi degni di amore e felicità… Bisogno più o meno intenso e consapevole, anche in base a come sono state le esperienze dei primi anni di vita…
Insomma un bisogno di sentirsi amati e accettati… “Incondizionatamente” … Senza se e senza ma… Oltre ogni sì, però… Anche se l’amore e l’accettazione “incondizionati”, a volte o spesso, assomigliano all’applauso di una sola mano…
La vita quotidiana mette a dura prova, infatti, questo sentirsi amati senza condizioni… Ogni comportamento viene giudicato come più o meno adeguato a “come dovrebbe essere” e questo è necessario e anche utile affinché ciascuno di noi impari ad avere comportamenti efficaci ed efficienti, al lavoro o nei vari ruoli affettivi… Il problema sorge quando scambiamo il giudizio sul nostro comportamento come un giudizio su noi come persona, quando confondiamo una nostra azione “brutta” col sentirci “brutti” e sporchi e “cattivi”…
La storia di vita di ciascuno di noi, chi più chi meno, è piena di episodi in cui siamo stati lontani dal sentirci accettati totalmente…
La quotidiana lotta per riuscire a realizzare la vita che vogliamo ci sfida continuamente su questo piano: fin da piccoli abbiamo imparato a competere per briciole d’amore e stima…
Lottiamo per essere i primi, i migliori, o perlomeno per ottenere un successo per noi gratificante, per superare qualcuno, per superare noi stessi. Infatti, potremmo dire che il migliore è chi si migliora sempre… anche se nella vita c’è chi è più bravo di qualcun altro … più forte di .. e più capace di… chi è migliore di…
In ogni ambito di vita c’è chi arriva primo, chi arriva secondo, chi arriva ultimo e comunque possiamo dire che il migliore è sempre chi si migliora sempre…
L’ambizione, la competitività, la ricerca dell’eccellenza e del primeggiare allora sono valori fondamentali che possono guidare la persona verso risultati importanti nei diversi ambiti di vita. Sempre ben consapevoli di due aspetti. Fondamentali.
Primo. C’è una giusta misura per cui quel valore diventa dis-valore, disfunzionale. La competitività che diventa aggressività, violenza, sopraffazione, assenza di ogni scrupolo e limite morale. L’ambizione sfrenata in un certo ambito, esempio lavorativo economico, che porta a trascurare ogni altra area di vita: niente famiglia, niente amici, niente affetti, niente svago.
Secondo. Comunque sia, la prestazione, anche la ricerca ambiziosa del primato assoluto, non riguarda la ricerca dell’amore e dell’accettazione che “dovrebbero” essere incondizionati, indipendenti dal successo ottenuto o dalla performance … Consapevolezza necessaria per sentirsi amati e accettati… a prescindere …
Quando la persona arriva ad “amar-si” e “accettar-si”, ad amar sé e ad accettar sé, nonostante errori e imperfezioni, delusione e fallimenti, dolori e rabbie, ha finalmente trovato la seconda mano… Non tanto o non primariamente per applaudirsi… Quanto per accarezzarsi e farsi accarezzare… Per abbracciarsi e farsi abbracciare… Per sentire quell’amore primario… Senza se e senza ma!!!

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