Sentieri emotivi

Il paziente porta all’osservazione del terapeuta emozioni velate, maschere emotive, corazze protettive.
Il lavoro terapeutico inizia con accedere all’essenza del sentire, a ciò che quella emozione esprime, al bisogno autentico nascosto.
Le relazioni originarie sono fonti di emozioni originarie, vitali che nel tempo si sono mimetizzate per adattarsi a quanto consentito nell’ambiente affettivo in cui è cresciuta la persona.

In alcune famiglie NON SI PUÒ E NON SI DEVE SENTIRE NÉ TANTO MENO ESPRIMERE LA PAURA. Quel sentirsi spaventato, autentico, prenderà altre forme, assumerà certi volti, indosserà certe maschere. Da bambini prima, da adulti in seguito e da pazienti sofferenti si manifesterà con ansia, agitazione, fobie, anestesia emotiva, incapacità di dare un nome alle emozioni, ricerca di partner sfuggenti che esprimono il desiderio di libertà inespresso dall’altro, ecc.

In altre famiglie o in altre circostanze NON SI PUÒ E NON SI DEVE SENTIRE NÉ TANTO MENO ESPRIMERE LA RABBIA. Quel sentirsi arrabbiato, autentico, prenderà altre forme, assumerà certi volti, indosserà certe maschere. Da bambini, da adulti e da pazienti sofferenti si manifesterà con generosità eccessiva, rigidità del comportamento, compiacenza, “buonismo”, ricerca di partner aggressivi su cui la persona proietta inconsciamente la propria rabbia negata, ecc.

In altre case NON SI PUÒ E NON SI DEVE SENTIRE NÉ TANTO MENO ESPRIMERE LA TRISTEZZA. Quel sentirsi triste, autentico, prenderà altre forme, assumerà certi volti, indosserà certe maschere. Da bambini, da adulti e da pazienti sofferenti si manifesterà con chiusura e ritiro nei rapporti, apatia, zero ambizione, assenza di progetto personale, difficoltà a trovare un partner o intrattenere relazioni sentimentali aride e vuote, ecc.

In altri luoghi e momenti addirittura NON SI PUÒ E NON SI DEVE SENTIRE NÉ TANTO MENO ESPRIMERE LA GIOIA. Quel sentirsi gioiosi, autentico, prenderà altre forme, assumerà certi volti, indosserà certe maschere. Da bambini, da adulti e da pazienti sofferenti si manifesterà con incapacità di entusiasmarsi, fuga nel fare, perfezionismo, ricerca di partner con cui si avranno difficoltà a condividere e godere dei piaceri della relazione, ecc.
Ovviamente quelle delineate sono solo alcune emozioni e solo certe strade che può prendere la manifestazione distorta delle emozioni.

Ogni emozione può manifestarsi in infiniti modi deviati che sono nati nell’infanzia e si sono consolidati per il resto della vita.

In terapia la persona porta il suo modo attuale di funzionare, di pensare, agire, entrare in relazione e sentire le emozioni. Queste sono il canale di accesso privilegiato ai processi abnormi che hanno portato allo sviluppo della personalità e della sofferenza. Il riconoscimento e la consapevolezza dei meccanismi distorti e delle origini dolorose del proprio modo di essere e funzionare, nella sicurezza non giudicante della relazione terapeutica, permette alla persona finalmente di legittimare e dare valore a ciò che sente e che pensa, di cominciare a delineare e sperimentare concretamente nuove modalità di espressione delle proprie emozioni e quindi a scegliere un nuovo modo più appagante e sereno di stare al mondo, realizzare i progetti personali e di incontrare gli altri in relazioni realmente nutrienti.

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