Viaggio a ritroso verso il futuro. Lo sviluppo sostenibile della personalità

Il cambiamento personale è un ri-appropriarsi di se stessi, di quello che un tempo eravamo o avremmo potuto essere in potenza.
Le paure infantili, di non essere amato, di essere rifiutato e abbandonato, di perdere protezione e cura, di sentirsi ed essere solo, hanno portato il bambino ad adattarsi al volere degli adulti, sacrificando parti di sé perché “non piacevano ai grandi”. Se è vero che lo sviluppo della personalità è un continuo modellamento da parte degli adulti che plasmano il modo di essere del bambino in crescita, è fondamentale riconoscere il potere di scelta del singolo, anche piccolo, che cerca di intuire quale sia il modo migliore di pensare e agire per ottenere il massimo in termini di bisogni fondamentali quali sicurezza, amore, stima.
Se è vero che un contributo importante a questo processo di formazione è dato progressivamente dagli altri esterni alla famiglia, insegnanti, coetanei, gruppi di appartenenza, ecc., è vero prima di tutto che è il singolo che sceglie, più o meno consapevolmente, cosa “barattare” in cambio di amore e stima, cosa dare di sé per ottenere consenso, approvazione e affetto, a cosa rinunciare pur di ricevere vicinanza e appartenenza, cosa perdere di sé e sentirsi comunque un individuo ben definito e parte di un gruppo che lo riconosce con una sua specifica, unica, irripetibile identità.
Divenuto adulto, quel bambino sa “interiormente” che ha lasciato per strada pezzi di sé, che per forza di cose ha dovuto scegliere per andare avanti. Fino a quando queste rinunce lasciano comunque spazio ad un sano adattamento tra bisogni e scelte, tra “quello che voglio e quello che ottengo”, tra aspirazioni e realizzazione, l’individuo riesce a portare avanti la sua vita in modo soddisfacente ed equilibrato.
Questo equilibrio, sempre precario e in divenire, tra desiderio e frustrazione, tra libertà e costrizione, tra autenticità e appartenenza, ad un certo punto non tiene più; cominciano allora ad emergere la sofferenza, il disagio, la malattia. Il malessere psichico ed esistenziale.

L’individuo ,allora, ha bisogno di ritrovare un nuovo equilibrio. E per far ciò può intraprendere le strade più disparate, che non si esauriscono nella cura dei sintomi psichici e somatici: una ricerca spirituale, un viaggio “alla ricerca di se stessi e del senso perduto”, un cura delle proprie ferite, una comprensione dei personali significati.

Durante il percorso di crescita personale che dura tutta la vita, ciascuno percorre questo “viaggio a ritroso e verso il futuro” secondo le proprie possibilità, per quanto riesce a cambiare, per quanto riesce ad ampliare la sua zona di sicurezza e comfort, per quanto riesce a lasciare l’abitudine coatta, per darsi il permesso di imparare e praticare nuovi modi di essere e di vivere, di pensare e agire in modo consapevole e guidato da bisogni e desideri autentici, superando la paura di perdere l’amore.
Nella mia esperienza come psicoterapeuta ho imparato che ciascuna persona, in un particolare momento della sua vita, riesce a raggiungere quanto riesce a “sostenere emotivamente”. Poco o tanto cambiamento è in relazione ad un equilibrio interno che l’individuo sente di voler e poter spostare. Molte persone realizzano cambiamenti enormi nelle proprie abilità interpersonali che modificano in modo sostanziale l’assetto di vita precedente; altri riescono a sviluppare un nuovo modo di pensare che li aiuta ad agire diversamente; per qualcuno ciò che cambia è soprattutto il modo di vivere le esperienze quotidiane, chi diventa più calmo e rilassato, chi attiva maggiore forza e dinamismo nella sua vita, chi si apre maggiormente agli altri, chi impara a proteggersi dall’invadenza. A volte cambiano certe abitudini dannose, ma altre, sempre negative, restano le stesse.
La vita è sempre un confronto con la morte. E lo sviluppo della personalità da adulti è sempre uno sviluppo “sostenibile” per la persona. Il cambiamento richiede un confronto con le proprie paure e ciascuno riesce a farlo a suo modo e a suo tempo. Ciascuno percorre il proprio viaggio eroico per come riesce ad avventurarsi nel rischio del dolore, della perdita e della “morte”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...