Matrioske

Spesso il lavoro di esplorazione e comprensione in psicoterapia può essere inteso come un’apertura di Matrioske. Ad esempio, il paziente ad un certo punto racconta un episodio STRESSANTE o una situazione DIFFICILE e riporta vissuti, più o meno generici, quali ansia, depressione, agitazione, INSODDISFAZIONE, MALESSERE, DISAGIO, ecc. Questi vissuti rappresentano “GRANDI CONTENITORI” di emozioni, sensazioni, pensieri che vanno ben individuati e compresi per aiutare la persona a risolvere i suoi PROBLEMI e a ridurre la sua SOFFERENZA o perlomeno a tollerare meglio lo STRESS che incontra e rispetto a cui non riesce a fare niente.
Da questi grandi contenitori ne escono altri più specifici quali la DELUSIONE, la FRUSTRAZIONE, la DISPERAZIONE, ecc.. Associati a queste esperienze emotive cominciano ad emergere FATTI e PENSIERI. Quello che è successo e come la persona lo ha interpretato e vissuto rispetto ai suoi scopi, alle sue fantasie, a desideri frustrati o realizzati, alle aspettative confermate o deluse.
Ancora più nello specifico e in profondità quindi cominciano a diventare più chiari e definiti i contorni delle EMOZIONI che la persona ha provato in quelle situazioni problematiche, in quei FATTI per come li ha INTERPRETATI e VISSUTI. Può emergere la RABBIA se le cose sono andate in modo contrario alle attese o sono state veramente troppo ingiuste o hanno addirittura creato un danno alla persona. Può emergere la TRISTEZZA se la persona ha vissuto una perdita, una separazione, un distacco. Può emergere la PAURA se la persona si sente minacciata o in pericolo. Può emergere il SENSO DI COLPA se la persona sente di aver trasgredito una norma morale o crede di essersi comportata in modo contrario a come avrebbe dovuto o crede di aver danneggiato qualcuno. Può emergere un sentimento di VERGOGNA se la persona si sente smascherata rispetto ad un suo difetto o ad un comportamento inadeguato o non si sente all’altezza dei suoi compiti e doveri o vive un’esperienza di fallimento rispetto ad uno o più obiettivi personali. Può emergere un DOLORE ATTUALE che si connette ad un DOLORE ANTICO, qualcosa che vive oggi in una relazione e che è simile a qualcosa vissuto in passato anche molte volte e con qualche persona importante della sua vita. Possono emergere una MOLTEPLICITÀ di altri stati d’animo rispetto a fatti, letture dei fatti, emozioni, sensazioni, ricordi.
Dentro le emozioni la persona può rintracciare i BISOGNI frustrati, gli SCOPI insoddisfatti e i DESIDERI. A questo punto la persona può prendersi cura di bisogni, scopi e desideri non realizzati, può individuare COSA POTREBBE FARE per migliorare il suo stato attuale, di quali risorse, capacità e abilità necessita per raggiungere i suoi obiettivi ovvero può cominciare ad AGIRE CONCRETAMENTE per ottenere quello che vuole e per trasformare la situazione insoddisfacente in qualcosa di più vicino ai suoi desideri.
L’apertura delle “Matrioske dell’esperienza soggettiva” favorisce questo percorso di CHIAREZZA INTERIORE che porta da un iniziale generico stato di MALESSERE ad un più specifico piano di AZIONE che la persona può cominciare ad attivare concretamente. L’azione sarà a sua volta l’inizio di un nuovo CICLO di comprensione di cosa va fatto per raggiungere gli scopi della persona. Raggiungere questa chiarezza e attivarsi di conseguenza è spesso il CAMBIAMENTO PIÙ IMPORTANTE per la persona che attiva a sua volta altri cambiamenti nel modo di percepire la realtà, di pensare, di governare le relazioni, di vivere le emozioni e di comportarsi.

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