10 minuti

Quando sei in crisi o addirittura ti crolla il mondo addosso, perché… il tuo partner ti ha lasciato (magari per un altro), hai perso il lavoro o è da troppo tempo che non lavori, è morta una persona cara, sembri non avere il tempo nemmeno per respirare oppure il tempo è sempre troppo vuoto di senso prima che di attività ed impegni, hai perso entusiasmo e valori, forse anche qualche amico e un po’ di salute, senti di aver perso tutto o tanto o tutto ciò che è davvero importante…

Quando non sai cosa fare della tua vita, non conosci più te stesso, chi sei e che vuoi, ogni certezza vacilla, la stima di te ha gambe sempre più fragili, sei sempre più guidato dal tuo bambino ferito, solo, spaventato, addolorato e arrabbiato, mentre la tua capacità adulta di scegliere in modo consapevole e responsabile sembra aver preso il largo …

Quando ti rendi conto che non stai facendo quello che dovresti fare per realizzare i tuoi desideri e i tuoi sogni, quando ti rendi conto che stai facendo proprio quello che non dovresti fare e ti stai allontanando dai tuoi obiettivi, dai tuoi valori, dai tuoi progetti…

Allora è proprio ora di farti guidare dal suono del piffero. Da quella verità banale quanto fondamentale che prevede di cominciare a fare qualcosa di diverso per realizzare qualcosa di diverso. In particolare, ti suggerisco un esercizio o meglio una pratica regolare da portare avanti per un mese… E poi ne riparliamo.
Prendo spunto dal romanzo di Chiara Gamberale (Per dieci minuti), a sua volta ispirato da un certo modo di procedere in psicoterapia. In un momento di crisi importante (ma può valere anche in un momento di serenità) la sua terapeuta le consiglia questo gioco. Un gioco serio, da prendere sul serio, senza barare a se stessi. Per un mese, a partire da subito, per dieci minuti al giorno, fai una cosa che non hai mai fatto… Una cosa qualsiasi… L’importante è che tu non l’abbia mai fatta prima. E vedi l’effetto che fa.
Cosa aspettarti? Cosa raccogli dipende da cosa semini dice il saggio. Agisci, raccogli l’informazione di ritorno, comprendi e agisci di nuovo. E via così.
Alcune cose “riusciranno” e ti diranno qualcosa di te… Altre attività “non riusciranno” e ti forniranno comunque informazioni utili per riflessioni importanti.
È un gioco abbiamo detto. Si vince qualcosa? Cosa si perde? Quale la posta in gioco? Buon divertimento…

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