Quando eravamo piccoli e ora che siamo grandi

Se i miei genitori avessero fatto … o non avessero fatto … Allora io non avrei … io non sarei …

Prova a completare frasi di questo genere e vedi cosa ci ritrovi dentro. Ecco alcuni esempi per aiutarti a compilare i tuoi.

Se i miei fossero stati più presenti e attenti, io oggi non avrei bisogno sempre di cercare l’attenzione ad ogni costo e ad ogni modo, anche quelli più pericolosi.

Se mia madre fosse stata meno ansiosa e caotica, io oggi avrei meno bisogno di controllare tutto per sentirmi sicura.

Se i miei mi avessero fatto sentire più protetto, amato e stimato, io non avrei avuto bisogno di cercare sicurezze e amore in legami di dipendenza e di controllo possessivo sull’altro.

Se mia madre mi avesse protetto dai comportamenti violenti, improvvisi e senza senso di mio padre, io oggi mi sentirei meno vulnerabile e più capace di sostenere i conflitti con gli altri.

Se i miei mi avessero veramente considerato importante, io sarei stato più capace di realizzarmi nel lavoro e nelle relazioni.

Se mia madre fosse stata più capace di mettersi in discussione e di riconoscere le sue responsabilità, io oggi mi sentirei meno colpevole e sbagliata.

Se i miei fossero stati in grado di fare i genitori, adulti e responsabili, invece di essere più infantili dei propri figli, oggi probabilmente mi sentirei meno caricato del compito di rendere felici gli altri e di occuparmi dei loro bisogni trascurando i miei oltre ogni ragionevole misura di disponibile generosità.

Se mia madre fosse stata meno ansiosa, oggi io sarei più tranquillo e meno fobico.

Se mio padre mi avesse sostenuto quando sbagliavo, invece che rimproverarmi ferocemente, io oggi mi sentirei più forte e sicuro.

Se i miei genitori mi avessero trasmesso un po’ di fiducia in me stesso e nelle mie capacità, invece di svalutarmi in ogni occasione ed errore che facevo, oggi probabilmente mi sentirei meno impotente e in balia degli eventi e degli altri più forti di me.

Se i miei mi avessero sostenuto e spinto ad ambire, probabilmente oggi avrei un’altra posizione sociale.

Se mio padre non avesse usato sempre e solo le mani per risolvere le liti in famiglia, io oggi sarei più sereno e meno angosciato.

Se i miei fossero stati più affettuosi e mi avessero sostenuto di più, io oggi mi sentirei più sicuro di me stesso e meno bisognoso di cercare continue approvazioni.

Se i miei si fossero separati, invece che continuare a stare insieme nella finzione, nell’odio e nella freddezza, io oggi sarei meno insicuro e meno rancoroso nei loro confronti.

Se mio padre fosse stato meno svalutante e mi avesse incoraggiato di più nei miei tentativi di cavarmela da solo, probabilmente oggi mi sentirei più sicuro di me e con un livello più elevato di ambizione.

Se … Allora …

Prova a completare qualche altra frase di questo tipo… e vedi cosa emerge alla tua consapevolezza e che effetto fa su di te.

Sicuramente noi siamo figli della nostra famiglia, dei nostri genitori, della nostra storia, delle nostre esperienze infantili che hanno creato e modellato la nostra personalità e la nostra identità: chi siamo, chi ci crediamo di essere, chi vogliamo essere; così come il nostro modo di pensare, sentire, agire, creare rapporti interpersonali. È la retorica dell’infanzia, del bambino ferito, del “bambino che sei stato e che ancora vive in te”, del bambino padre dell’adulto e via così con metafore varie.

Altrettanto sicuramente i nostri genitori sono stati a loro volta figli e hanno dovuto trovare il loro adattamento alle condizioni di vita, affettive e materiali, in cui sono cresciuti…

Sicuramente il nostro passato ha preformato il nostro presente, quello che siamo oggi. Ci ha lasciato in eredità dolori e paure, insicurezza e rabbia, ma anche risorse e capacità, sentimenti e pensieri che da sempre guidano il nostro modo di stare al mondo e di vivere la vita, nel bene e nel male, nella gioia e nella sofferenza.

Spesso, purtroppo, questa visione delle cose crea il MALINTESO DEL VITTIMISMO E DELLA DERESPONSABILIZZAZIONE. Molte persone, cioè, restano bloccate come VITTIME IMPOTENTI DEL LORO PASSATO. A volte inconsapevolmente, altre volte in maniera più deliberata, tendono a viversi come marionette di qualcosa scritto allora e per sempre e necessariamente identico a se stesso, impossibile da non ripetere.

La psicoterapia è uno strumento di consapevolezza, di riflessione e di azione che permette di riconoscere l’influsso del copione antico, della sceneggiatura scritta tanto tempo fa e ripetuta da una vita. Al tempo stesso, la psicoterapia fornisce strumenti per riscrivere quel copione. Per considerare oggi un nuovo inizio: oggi è il primo giorno del resto della nostra vita, oggi è la base del futuro. Oltre le lamentele sterili e vittimistiche, oltre il “vorrei ma non posso”, oltre il destino segnato dall’inadeguatezza genitoriale o dalle ferite dell’infanzia. La psicoterapia invita a riconoscere e curare la ferita e, al tempo stesso, ad utilizzarla per “lasciare il passato nel passato”, liberarsi di pesi e carichi indebiti, sostenendo la capacità di scelta adulta, consapevole e responsabile al presente.

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