Elaborazione e liberazione

Pur esistendo numerosissimi approcci psicoterapeutici anche molto diversi tra loro, per non dire su posizioni polarizzate, per i presupposti di partenza e per gli obiettivi a cui tendono, ogni terapeuta incontra la persona che “chiede aiuto”, chiede di “stare meglio”, vuole “guarire”, vuole “eliminare i suoi sintomi”, vuole “ridurre la sua sofferenza emotiva”, vuole “abbandonare i suoi comportamenti problematici”, vuole “migliorare l’accesso alle sue risorse personali”, vuole “sviluppare nuove risorse” e desidera “acquisire o potenziare la piena espressione delle potenzialità personali”, al fine di costruire una vita di qualità, piena di esperienze piacevoli quali relazioni gratificanti, un lavoro appagante, tempo libero per lo svago, salute, ricchezza, abbondanza, ecc.. Terapeuta e paziente insieme ridefiniscono questa richiesta di aiuto, la esplorano, la chiariscono, la elaborano e stilano degli obiettivi terapeutici e di crescita personale.

Oltre alla ridefinizione della richiesta di aiuto ai fini di un piano di trattamento consapevole e condiviso negli obiettivi, nei tempi e nei modi per realizzarli, un altro elemento sempre presente in ogni percorso terapeutico, è il principio dell’ELABORAZIONE. In alcuni casi è esplicitato, in altri è implicito: l’elaborazione è quel processo attraverso cui paziente e terapeuta (ma in realtà ogni persona nella sua vita), a partire dalle richieste di aiuto e dai bisogni del primo, rivisitano il senso delle esperienze del paziente, presenti e passate, al fine di ricavare indicazioni utili per vivere le stesse esperienze e quelle future in modo più fruttuoso e meno doloroso e per imparare ad agire in modo più utile alla soddisfazione dei propri bisogni e alla realizzazione del proprio progetto di vita.

Un tipo specifico di elaborazione è quello che si realizza attraverso l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing): desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari.

L’EMDR è una metodologia terapeutica che può essere applicata da ogni terapeuta specificamente formato, indipendentemente dal modello di partenza; una metodologia che lavora sui traumi e sulle esperienze stressanti particolarmente intense e devastanti, affrontando i “ricordi traumatici non elaborati” per portarli ad una risoluzione più funzionale e adattiva.

L’elaborazione, come intesa nell’EMDR, è quel processo che integra gli eventi disturbanti con informazioni adattive o positive ovvero che “trasforma i ricordi dolorosi fino a privarli della loro carica traumatica” ovvero che permette alla persona di “liberarsi del suo passato” di angoscia, dolore, impotenza, vulnerabilità, vergogna e colpa. Liberarsi del passato non vuol dire cancellarlo. Evidentemente non è questa onnipotenza irrealistica che è perseguita. Questa “liberazione” avviene a diversi livelli.

  • Dal punto di vista sintomatologico: la persona si libera di sintomi e malesseri che scompaiono o si riducono in maniera notevole
  • Dal punto di vista emotivo: la persona si libera, si alleggerisce di carichi indigesti e trova pace
  • Dal punto di vista somatico: la persona si libera di tensioni corporee, rigidità e sensazioni fisiche disturbanti che gravavano sul suo corpo da tempo immemore
  • Dal punto di vista mentale: la persona si libera di convinzioni negative su di sé, sul mondo e sul futuro fino a sviluppare nuove convinzioni positive che ampliano il ventaglio delle sue possibilità di azione gratificante.

L’elaborazione, non avvenuta direttamente al momento dell’esperienza negativa originaria, può avvenire attraverso l’EMDR: processo di elaborazione dei ricordi non elaborati. Facciamo qualche esempio.

Un’esperienza infantile in cui ci siamo sentiti umiliati, vittima di un bullo prepotente, può essere stata già allora elaborata grazie all’interconnessione con altre informazioni positive e pensieri del tipo: “molti mi rispettano”, “molti mi vogliono bene”, “il problema è del bullo”, “quel bullo esprime con la violenza e la prepotenza la sua fragilità”, “sono stato confortato”, “ho avuto tanti amici dalla mia parte”, “ho avuto modo di farmi valere per le mie capacità”, ecc.. Se, invece, quella stessa esperienza infantile all’epoca non ha trovato il sostegno di altre informazioni ed esperienze positive e adattive, allora può essere rimasta come “ricordo non elaborato” che da adulto potrà essere affrontato con l’EMDR, portando la persona a “liberarsi del carico emotivo” portato per tanti anni, a “fare pace” con quel senso di sé negativo, sopraffatto, impotente, debole, ecc., fino a trovare “nuove convinzioni positive su di sé”, a “ridefinire quell’evento in modo più adattivo”, adulto, integrato, “emotivamente scaricato”.

A scuola può esserti capitato di vivere un’esperienza di vergogna: magari per un insegnante poco discreto e aggressivo che non risparmiava i suoi commenti critici e giudicanti sul tuo comportamento, sul tuo profitto o addirittura sul tuo aspetto; magari perché eri timido e i compagni si prendevano gioco di te, forse in modo scherzoso e amorevole, forse no, un gioco da te vissuto con sentimenti di esclusione, vergogna, rabbia, tristezza. Anche in questo caso è possibile che queste esperienze negative tu le abbia potute integrare con altre positive di amore, rispetto, affetto, stima che ti hanno offerto la possibilità di dare un senso a quell’esperienza dolorosa (l’insegnante ha i suoi problemi, l’insegnante non si rende conto, forse non dovrebbe fare questo mestiere, magari vuole spingermi a migliorare, anche se usa mezzi violenti, ecc. o nel secondo caso: gli amici mi vogliono bene e me lo hanno dimostrato, la mia timidezza a volte è proprio esagerata, ho avuto altri modi e ambiti per farmi valere, la mia autostima dipende da tanti altri fattori e posso sentirmi bene anche se a volte mi prendono in giro, ecc.) senza viverla come traumatica o comunque modulandone la carica emotiva negativa proprio in virtù di altre esperienze positive.

Spesso papà mi urlava in faccia che “sei un incapace, uno stupido, cretino e deficiente” e mamma non prendeva mai le mie parti, vittima del timore verso papà.

Quando stavo male mamma si arrabbiava, quando ero triste mi rimproverava, quando ero spaventato mi prendeva in giro … e non ho mai potuto esprimere le mie emozioni sentendomi ascoltato perché per mamma le emozioni erano solo segno di “debolezza” e andavano accantonate, anzi proprio non provate, a favore di una capacità di risolvere i problemi pratici senza troppe “smancerie e frivolezze” …

Chissà se anche in questi ultimi due scenari quel bambino (che sei stato) ha avuto la possibilità di dare un senso a quelle esperienze e di integrarle con altre positive o con una spiegazione che rendesse quei sentimenti dolorosi, ma non traumatici?

Un evento doloroso o disturbante, se trova un conforto, una rassicurazione, una possibile dotazione di senso, non diventa traumatico. Può essere elaborato al momento per essere lasciato alle spalle. Ma quando l’evento è troppo sconvolgente e la persona si trova “sola” ad affrontarlo, non vista, non compresa, non rassicurata, non confortata, non contenuta, senza un aiuto che la sostenga nel modulare l’emotività e nel dare senso all’accaduto, può restarne sopraffatta; quell’evento disturbante diventa allora un trauma e viene immagazzinato nel cervello come “RICORDO O TRAUMA NON ELABORATO”. In momenti successivi della propria vita, qualche fattore scatenante (difficoltà, problema) si aggancerà a quell’evento traumatico, incapsulato e congelato nella mente, lo riattiverà con tutto il carico di emozioni devastanti, sensazioni dolorose, pensieri disturbanti, convinzioni negative su di sé, ecc..

La rielaborazione EMDR permette ai ricordi non elaborati e ai traumi non risolti di trovare una soluzione adattiva e alla persona di raggiungere un senso di “liberazione” emotiva e comportamentale. Una volta “sciolto” il nodo antico, la persona recupera una serie di risorse e potenzialità da tempo tenute bloccate dal trauma e può ricominciare a vivere la sua vita in maniera più leggere e libera, a creare i suoi progetti di vita più in sintonia coi valori personali sentendosi meno vittima delle ferite del passato.

One thought on “Elaborazione e liberazione”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...