Impossibile e possibile

In terapia, come nella vita, la persona impara a collocarsi tra ciò che è IMPOSSIBILE e deve ACCETTARE e ciò che sembra IMPOSSIBILE e può trasformare, invece, in POSSIBILE … Un’altra versione della preghiera della serenità… Cosa puoi e non puoi fare… Su cosa devi focalizzare le tue energie e cosa devi lasciare…

È IMPOSSIBILE NON SCEGLIERE. È impossibile non agire. È impossibile non decidere. Restare fermi è una scelta.
È POSSIBILE essere consapevoli di quali desideri, bisogni, scopi e valori noi stiamo perseguendo attraverso le nostre scelte. Non fare niente è un agire. Quello che fai è quello che scegli ed è proprio quello che vuoi, più o meno consapevolmente. Nel conflitto sempre presente tra diverse parti interne, che vogliono cose diverse, la scelta è orientata da una di queste parti che governa l’azione. Almeno fino a quando altre parti di sé prendono il sopravvento, la guida e la direzione del proprio comportamento.

È IMPOSSIBILE NON COMUNICARE. Anche il silenzio esprime una serie di significati coglibili dagli attori della relazione in base all’ambito in cui si svolge lo scambio. C’è un silenzio innamorato e uno imbarazzato. C’è un silenzio di attesa e uno aggressivo. C’è il silenzio di chi non ha nulla da dire e quello di chi non vuole usare parole. In realtà, ogni comportamento ha una funzione comunicativa all’interno della relazione in cui avviene. L’urlo di un bambino, ad esempio, può essere di gioia, paura, dolore o altro ancora. Tante parole esprimono tanti pensieri, ma a volte no. Per tanti sentimenti a volte non c’è bisogno di parole.
Allora è POSSIBILE renderci consapevoli di cosa stiamo comunicando, di cosa vogliamo trasmettere, di come lo stiamo facendo, di quanto ci sentiamo ascoltati e compresi piuttosto che fraintesi. E, ovviamente, è possibile decodificare ciò che arriva dall’altro, il suo messaggio, la nostra interpretazione, il significato che ha per noi quello che l’altro dice e non dice, fa e non fa.

È IMPOSSIBILE NON AVERE PENSIERI. Pensare è l’attività più tipicamente umana, l’attività di riflessione e autoconsapevolezza che tanto ha contribuito alla nostra evoluzione come specie anche se tante volte purtroppo ci crea problemi. Come quando ci allontana dal “sentire”. Come quando tenta di risolvere problemi e invece li complica. Come quando inventa armi e strumenti di autodistruzione.
È POSSIBILE conoscere in che modo i nostri pensieri guidano le nostre azioni, generano le nostre emozioni, orientano le nostre relazioni.

È IMPOSSIBILE NON INTERPRETARE. Il nostro pensare genera rappresentazioni della realtà e interpretazioni che guidano il nostro modo di percepire ciò che accade e il nostro modo di reagire agli eventi.
È POSSIBILE essere consapevoli che la nostra lettura della realtà è solo la nostra, proprio la nostra, una delle innumerevoli possibili. E diventa fondamentale riconoscere, conoscere e rispettare le letture degli altri.

È IMPOSSIBILE NON GIUDICARE. Dato che è impossibile non avere valori ovvero scelte o preferenze su cosa è importante nella vita, allora dal valore discende il giudizio ovvero è buono e giusto ciò che realizza il mio valore, è cattivo e sbagliato ciò che è diverso dal mio valore. Per farla semplice, anche se semplice non è, se ho il valore dell’onestà “giudico” cattivo o sbagliato “rubare”… Al tempo stesso, il “conflitto di valori” può rendere ragione del “valore Robin Hood” … (ne parleremo in un altro post).
È POSSIBILE essere consapevole dei propri valori, dei propri giudizi e dell’uso che se ne fa. Oltre il giudizio sull’altro “diverso da noi” o da come lo vorremmo, è importante rendersi conto dei bisogni, dei desideri e dei valori che ha l’altro.

È IMPOSSIBILE NON PROVARE EMOZIONI. Le emozioni sono i segnali del nostro rapporto con il mondo e con noi stessi. Proviamo emozioni positive e negative se le cose vanno “bene” o “male”. Le emozioni ci segnalano i bisogni soddisfatti e quelli non soddisfatti. È POSSIBILE essere consapevoli del messaggio delle emozioni e di come ci possono aiutare a realizzare i nostri scopi.
È impossibile non provare dolore. PUOI lenire il tuo dolore e attraversarlo senza farti distruggere.
È impossibile non provare paura. PUOI cercare protezione dal pericolo.
È impossibile non provare tristezza. PUOI cercare conforto e consolazione.
È impossibile non provare rabbia. PUOI proteggerti da chi ti invade, puoi dribblare chi ti vuole manipolare, puoi mettere a posto le cose ingiuste.
È impossibile non provare senso di colpa e senso di inadeguatezza. PUOI smettere di dar retta ai giudizi degli altri quando sono gratuiti ed eccessivi per te, puoi mettere a tacere il tuo giudice interiore quando è troppo severo fino a diventare persecutorio.

È IMPOSSIBILE NON VIVERE CONFLITTI. Il conflitto è insito nei rapporti interpersonali in quanto ciascuno di noi è portatore di una propria rappresentazione della realtà ovvero di valori, scopi, bisogni, desideri, modi di pensare, di vivere, di essere che necessariamente incontrano “l’altro diverso da sé” con la sua personale prospettiva. Del resto, il conflitto è sempre presente anche dentro ciascuno di noi, “abitati” da diverse parti e “volontà” che desiderano diverse cose, esprimendo anche valori contrastanti, desideri inconciliabili, bisogni sovrapposti, ecc. È POSSIBILE diventare consapevoli dell’ineliminabilità del conflitto, intrapsichico e interpersonale, e della necessità di governarlo in direzione di una “convivenza” la più soddisfacente possibile tra le parti in gioco…

È IMPOSSIBILE NON PROVARE FRUSTRAZIONE. Non sempre, infatti, riusciamo a soddisfare i nostri bisogni e desideri. È POSSIBILE, comunque, trovare molteplici strade sane per avvicinarci progressivamente alla vita che vogliamo, anche se non è proprio quella ideale.

È IMPOSSIBILE NON RESTARE DELUSI. Spesso le persone fanno cose che sono molto lontane da come noi vorremmo facessero. È POSSIBILE creare, mantenere e consolidare buone relazioni, in ogni ambito di vita, anche se gli altri non sono proprio come noi li vorremmo.

È IMPOSSIBILE NON INCONTRARE LO STRESS. Lo stress è la nostra reazione soggettiva, fisiologica, psichica e comportamentale alle “richieste” che ci presenta la vita. Ogni ambito di vita (famiglia, lavoro, amici, coppia, figli, ecc.) ci chiede compiti e doveri, qualcosa che “dobbiamo” fare. Quando queste richieste diventano eccessive per noi, fuori dalla nostra portata, impossibili da esaudire, entriamo gradualmente in uno stato di “esaurimento” fisico ed emotivo che ci porta a sviluppare sintomi somatici e psicologici di varia natura e forma. È POSSIBILE allora imparare a governare gli stimoli stressanti, a prevenire l’accumulo di richieste, a sviluppare le risorse giuste per rispondere allo stress, ad esempio imparare a dire no.

È IMPOSSIBILE NON SENTIRSI FERITI. Prima o poi qualcosa che accade nel “qui e ora” della nostra vita quotidiana ci riaccende qualcosa di “antico”, qualche stato d’animo doloroso, legato ad esperienze infantili o giovanili di cui possiamo avere memoria, più o meno nitida o sfocata, ma che, comunque, ci si riaccende dentro in modo vivo, fino a farci sentire feriti, umiliati, offesi, “abusati emotivamente” e “traumatizzati” come fummo allora in quel tempo che fu e che ancora ci fa male dentro. È POSSIBILE, tuttavia, riconoscere la nostra ferita, diventare consapevoli dei nostri traumi, renderci conto del dramma personale che ci portiamo dentro, e prendercene cura. Curare la ferita. Sciogliere il trauma. Vivere il dramma con distacco e accettazione compassionevole…

Quali altri esempi incontri nella tua vita quotidiana tra impossibile e possibile?

E nel passato in quali situazioni ti sei trovato che erano proprio impossibili?

E quali, invece, ti hanno offerto possibilità in precedenza inaspettate e insperate?

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