Bombardini

Un giorno, mentre era alla lavagna, una ragazza di liceo emise una sonora flatulenza… Si vergognò… scappò dalla classe e si rintanò in casa… chiusa a tutto e a tutti… a parte a Milton Erickson, suo terapeuta, che racconta questa storia (La mia voce ti accompagnerà. M. Erickson, Astrolabio, 1983). Proprio dopo quell’episodio questa ragazza chiese di entrare in terapia, anche se non era sicura che Erickson la volesse accettare, chissà forse pensava di averla fatta troppo grossa…. Dopo circa tre mesi di rassicurazioni in cui Erickson le espresse più volte il suo piacere nel prenderla in terapia, la ragazza si decise a prendere un appuntamento… in un orario in cui era buio … nessuno doveva vederla… “la prego faccia in modo che non ci sia nessuno quando vengo nel suo studio”.

Finalmente, un primo appuntamento in tarda serata, occasione in cui la ragazza riportò l’episodio della lavagna…

Era una cattolica convertita… una fervente cattolica… veramente una buona cattolica…

In un colloquio successivo, il terapeuta le chiese come mai una cattolica così convinta non si vergognasse di insultare così il Signore… avrebbe dovuto vergognarsi nello schernire così Dio e nell’autodefinirsi una cattolica… come poteva mancare così di rispetto a Dio?

La ragazza non capiva…

Erickson le fece vedere un atlante di anatomia, in particolare una sezione trasversale del retto e dello sfintere anale, sottolineando la capacità di Dio nel costruire una valvola così perfetta, capace di contenere materia solida, liquida e gassosa eppure di far emettere verso il basso solo aria, anche solo aria. Come poteva questa ragazza non rispettare tale grandezza divina? Anzi, il terapeuta diede proprio alla ragazza delle indicazioni precise per portare rispetto alla perfezione dell’opera divina: le prescrisse di cuocere fagioli, insaporiti con aglio e cipolla… i marinai li chiamano bombardini!!! Avrebbe dovuto mangiarne a sazietà; quindi, tutta nuda, avrebbe dovuto ancheggiare e ballare per la stanza, facendone di tutti i tipi… rumorose… leggere… grosse… piccole… prolungate… sibilanti … per godere dell’opera di Dio!!!

E così fece…

Un anno più tardi era felicemente sposata e non aveva alcuna vergogna a mostrare il seno mentre allattava il suo amato bambino appena nato …

Come risuona dentro di te questa storia?

Cosa senti? Cosa pensi?

Cosa ti colpisce di questa storia? Qualcosa di cui vergognarsi che si trasforma in qualcosa da valorizzare, un limite in una risorsa… che altro?

Nota quando riesci ad “incorniciare” alcuni fatti e vissuti in un modo più utile e fonte di benessere per te … e quando, invece, resti incastrato in un unico modo rigido di concepire situazioni e problemi …

Cosa vuoi provare a fare?

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