Cammini per un miglio

Un poliziotto andò in pensione per ragioni di salute. Aveva un enfisema, la pressione alta ed era in sovrappeso; beveva troppo, mangiava troppo, fumava troppo. Voleva smettere di stare male e voleva tornare a lavorare ma nelle sue condizioni di salute non poteva…

Voleva smettere di mangiare troppo, voleva smettere di bere troppo, voleva smettere di fumare troppo.

Del resto… era scapolo e quasi sempre mangiava in un ristorante dietro l’angolo. Oppure faceva la spesa al supermercato dietro l’altro angolo…

Comprava due stecche di sigarette alla volta nello stesso posto dove faceva la spesa…

E i liquori al negozio accanto al primo… e poteva bere fino ad una bottiglia di whisky al giorno…

Aveva tutto a portata di mano… tutto l’occorrente… per stare male… eppure voleva stare meglio… voleva smettere tante cose… e voleva un’altra salute…

Allora il suo terapeuta (La mia voce ti accompagnerà. Milton Erickson), sapendo che era stato un poliziotto abituato a ricevere ordini, gli fornì delle “indicazioni terapeutiche” adatte alla sua situazione…

Poteva cominciare a camminare!!!

Poteva comprare le sigarette un pacchetto alla volta, nel negozio dall’altro lato della città…

Poteva compare il necessario per ogni singolo pasto quotidiano ad un negozio di generi alimentari distante un miglio da casa sua… tre belle camminate al giorno, colazione, pranzo e cena…

Poteva bere un bicchierino in ogni bar, distanti l’uno dall’altro almeno un miglio …

Dopo queste indicazioni il paziente se ne andò piuttosto infuriato…

Dopo circa un mese arrivò un altro paziente mandato da “quel poliziotto in pensione”: “mi ha detto che lei è l’unico psichiatra che sa quello che fa”. Quel poliziotto aveva capito che quello che faceva era un atto consapevole e che poteva controllare: mangiare, bere, fumare, camminare. Chiude Erickson: “io non gli prescrissi di smettere di mangiare, di smettere di bere, di smettere di fumare. Gli diedi invece la possibilità di camminare”.

Spesso il percorso di crescita personale non richiede tanto di togliere quello che non va quanto piuttosto “aggiungere qualche altra possibilità”. Se fino a questo momento io ho vissuto con una cassetta degli attrezzi che mi ha permesso di cavarmela, la mia crescita personale deve rispettare il modo in cui sono arrivato fin qui, al contempo posso aggiungere altri attrezzi alla mia cassetta, senza togliere i precedenti. Semplicemente da oggi in poi avrò più possibilità e strumenti per affrontare il mondo e la vita…

Com’è per te?

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