Matrimonio combinato

Della serie come state combinati?!?!?!
Al di là di ogni scelta consapevole basata su sensazioni e colpi di fulmine, bellezza e simpatia, ricchezza e intelligenza, e altro ancora, molti aspetti per cui scegliamo un partner, soprattutto nelle relazioni sufficientemente stabili e durature, sono inconsci. Generalizzando, per il momento, il nostro partner lo scegliamo per come “ci ricorda” i nostri genitori. Per similitudine e per differenza.

Più nello specifico, ti invito a notare in che modo il tuo partner ha degli aspetti che sono proprio simili, molto simili, a certe caratteristiche di un tuo genitore… Potrebbe essere come cammina o come sta fermo, un modo di parlare o il tono della voce; potrebbe essere un modo di pensare o certi contenuti e valori, potrebbe essere il modo in cui esprime le emozioni e comunica i suoi bisogni, potrebbe essere la sua socievolezza o la sua introversione. Potrebbero essere uno o centomila aspetti che ti hanno fatto innamorare… Proprio perché, inconsciamente, è simile a papà o a mamma. Al tempo stesso, sempre inconsciamente, l’incastro profondo potrebbe essere basato su quanto il partner ti attrae per alcune caratteristiche che sono proprio diverse da quelle dei tuoi genitori. Inconsciamente cerchiamo nel partner qualcosa di molto distante, anche opposto, a quegli aspetti dei nostri genitori che ci hanno fatto soffrire. Se abbiamo avuto un genitore oppressivo “cerchiamo” un partner che ci lasci liberi; se un nostro genitore è stato freddo e distante, “scegliamo” qualcuno affettuoso e generoso. E via così…

Ti invito ad essere particolarmente attento a questi motivi per cui hai scelto proprio lui o lei… Se ci sono dei “nodi da sciogliere” coi tuoi genitori rischi di “caricare” il tuo partner di un compito “indebito”, quello di sciogliere un nodo che non appartiene alla vostra relazione, quello di risolvere un problema nato lì e allora e non qui e ora…
Nota se il problema che stai vivendo col tuo partner è vostro, della vostra relazione reale attuale o se invece state incarnando in qualche modo ruoli di un copione antico che ti appartiene… E che appartiene a lui o lei per come tu a tua volta sei oggetto delle sue “proiezioni”…
Nota a cosa sei “ultra sensibile”… Cosa del tuo partner proprio non sopporti… Cosa ti fa andare su tutte le furie… Cosa ti rende subito triste o angosciato… I comportamenti o gli atteggiamenti o i modi di fare del tuo partner che ti fanno “scattare” subito o in modo eccessivo… ti dicono molto su di te… La tua estrema sensibilità è espressione del tuo dolore antico, della ferita che ti porti dietro dalle origini…
Raggiungere la consapevolezza di “cosa appartiene a chi”, distinguendo problemi attuali da angosce antiche, è un passo fondamentale per un’apertura realmente intima e autentica nella coppia, un passaggio necessario per “pulire” la relazione attuale dagli “inquinamenti” dei nodi irrisolti del proprio passato e di quello del partner.

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