Chiedi e ti sarà dato

Chiunque tu sia e qualunque cosa tu faccia, lo svolgersi della vita quotidiana è segnato dalla quantità e qualità delle “richieste” che fai e che ricevi.

L’equilibrio tra le richieste che riceviamo dagli altri (al lavoro, in famiglia e in ogni altro contesto) e la nostra capacità di farvi fronte determina il nostro grado di stress: quando le richieste ricevute eccedono le nostre capacità e possibilità possiamo entrare in “riserva”, in modalità “esaurimento”, fino a consumare le nostre risorse per far fronte alle varie situazioni. L’esito può essere una serie di emozioni negative che fanno emergere il bisogno di riposo, di “staccare”, di fermarsi, e via così…

Invece, il modo in cui facciamo le nostre richieste agli altri condiziona, in maniera più o meno grande, il tipo di risposta che riceviamo, il grado di soddisfazione che viviamo e l’andamento della relazione in cui siamo coinvolti; si tratti di chiedere le ferie, di chiedere rispetto, di chiedere di andare al mare o chiedere un chilo di albicocche, “la qualità della richiesta determina la qualità della risposta”.

La richiesta “specifica e concreta” aumenta la probabilità di essere compresi e soddisfatti; dobbiamo imparare a chiedere all’altro di compiere “azioni specifiche e concrete” che egli possa comprendere ed essere disposto a realizzare in modo da soddisfare i nostri bisogni.

La richiesta deve essere formulata in modo da “esprimere chiaramente ciò che vuoi” (non ciò che non vuoi) e deve essere per l’altro un’indicazione semplice ed immediata su cosa dovrebbe fare, un’azione precisa, definita, un fatto chiaramente osservabile. Deve succedere qualcosa di concreto perché tu senta soddisfatto il tuo bisogno.

Una richiesta formulata in modo negativo, vago, generico, astratto, ambiguo può confondere l’altra persona che non è disposta ad ascoltarti né tantomeno ad assecondare la tua richiesta. Ad esempio, “non voglio essere sfruttato” può diventare “voglio essere rispettato”. “Voglio essere rispettato” può diventare “vorrei che quando parli con me non alzassi la voce, non dicessi parolacce e non mi minacciassi”. Ancora, in modo più concreto e puntiforme, può diventare “mi piacerebbe che parlassimo a voce tranquilla (ancora generica?), senza usare parolacce e facendo richieste precise l’un l’altro piuttosto che attacchi intimidatori …”. È una procedura “ad imbuto”: nella parte larga c’è il desiderio, il bisogno, la richiesta generica; a scendere verso il collo dell’imbuto si trova “l’indicazione del comportamento che si vorrebbe che l’altro mettesse in atto affinché si possa sentire soddisfatto il proprio bisogno o desiderio”.

In questo modo aumentano le probabilità di una comunicazione fondata realmente sull’ascolto reciproco, in cui anche la propria esigenza di chiarezza aiuta l’altro a fare richieste precise; ad esempio, “quando mi chiedi di essere responsabile (o amorevole o chiaro o rispettoso o umile o attento o qualsivoglia altra caratteristica) … quali azioni concrete vuoi che io faccia perché tu possa sentire soddisfatto il tuo bisogno ed esaudita la tua richiesta?”

Per la maggior parte delle persone è molto difficile formulare delle richieste chiare e specifiche. Ed è ancora più difficile per gli altri rispondere alle nostre richieste se non sappiamo nemmeno noi quali sono i nostri stati d’animo (ciò che proviamo), i nostri bisogni (ciò che vogliamo) e le nostre richieste (ciò che chiediamo).

In altri casi, invece, alcune richieste vaghe, indefinite del tipo “vorrei che fossi più responsabile” (tipico di un genitore a un figlio) o “vorrei che fossi più attento” (tipico di un partner all’altro) in realtà celano (o svelano) una richiesta (imperativo) più pericolosa del tipo: “ubbidiscimi”, “fa quello che ti dico punto e basta” o simili “pretese”.

Da ultimo, ma non per importanza, resta chiaro che il tuo potere finisce dove inizia quello dell’altro. Se vuole dirti no ti dirà no, se non vuole darti ciò che gli hai chiesto non lo farà. Tu puoi comunque fare una richiesta che massimizzi le probabilità di ricevere proprio ciò che desideri…

2 pensieri riguardo “Chiedi e ti sarà dato”

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