Mi stai sempre a criticare

La nostra comunicazione quotidiana è piena di critiche e giudizi. Li facciamo e li riceviamo. Nella coppia come al lavoro, come genitori o come figli, anche con gli amici e perfino col fruttivendolo.
“Sei sempre il solito” , “non fai mai ciò che ti chiedo” , “stai sempre a chiedere”, “potevi chiedermelo”, “e che te lo devo chiedere?!” Conosci?
“Non hai fatto il lavoro che dovevi fare” , “sei di nuovo in ritardo”, “da qualche giorno stai marciando male”, “la prossima volta ti faccio uscire alle 9 dall’ufficio” , “oggi sei intrattabile”. You know?
“È modo questo di lasciare la tua stanza?!” “Non mi dire che hai già finito di studiare…” “Non posso contare mai su di te” , “non ti va bene mai niente” , “ma cosa pretendi da me?” Ti suona familiare?
Anche per un amico non manca mai qualche critica per qualcosa che ti ha fatto o per qualche promessa mancata. E dal fruttivendolo ultimamente non sono più le zucchine di una volta.
Nessuno esente, fino a creare incroci pericolosi tra chi critica e chi è criticato, tra vittima e carnefice, l’uno dell’altro, reciprocamente. Fino al paradosso che “mi stai sempre a criticare” è una critica!!!
A volte le critiche sono utili perché aiutano a capire gli errori e a rimediare, aiutano a crescere, ad imparare. Molte altre volte le critiche sono, invece, feroci e distruttive, servono solo a scaricare rabbia e frustrazione, ma creano tensione e allontanamento reciproco.
Cosa si cela dietro la critica? In che modo questa espressione tossica può essere trasformata in qualcosa di utile che aiuta veramente a fare chiarezza nel proprio mondo interiore e a comprendersi reciprocamente?
In estrema sintesi, pur nella diversità delle situazioni specifiche, dietro una critica c’è sempre un bisogno. E una comunicazione efficace tra le persone è basata sostanzialmente sul trasformare la propria critica nell’espressione del proprio bisogno.
Presta attenzione a quelle volte in cui ti ritrovi a criticare, giudicare, colpevolizzare, rimproverare… E trasforma la tua espressione “aggressiva” nell’espressione “sana e vitale” del tuo bisogno…
Cosa provo in questa situazione?
Cosa provo rispetto a quello che l’altro ha detto o fatto? E di cosa ho bisogno? Cosa mi piacerebbe? Cosa vorrei? Ed esplicitalo al tuo interlocutore.
Quando invece ti senti oggetto di critiche, rimproveri, giudizi e colpevolizzazione aiuta il tuo interlocutore a chiarire qual è il suo bisogno… “mi dici per favore che cosa vuoi veramente?”, “di cosa hai bisogno?”.

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