L’esercizio dell’imbuto

Molte persone arrivano in terapia con una scarsa consapevolezza del proprio malessere. Sentono una sofferenza dai confini abbastanza indefiniti e non conoscono precisamente cosa determina la loro condizione. Alcune presentano sintomi più o meno precisi come ansia, panico, umore depresso, angoscia, stress. Molte altre riferiscono stati più o meno definiti di malessere e disagio.
Con queste persone diventa utile un procedimento ad imbuto, per passare da un’espressione abbastanza generica del tipo “sto male” o “ho l’ansia” oppure “mi sento angosciato” o anche “sono stressato” ad una “specificazione progressiva dell’esperienza soggettiva”.
Quali emozioni provo quando dico “sto male” o sono “stressato”? Sono preoccupato per qualcosa che potrebbe succedere? Sono spaventato da qualche minaccia incombente? Sono triste per qualcosa che è accaduto? Sono arrabbiato per un’ingiustizia nei miei confronti? Provo dolore per un danno subito? Mi sento in colpa per quello che ho fatto o non ho fatto? Non mi sento all’altezza di affrontare quella situazione e mi vergogno? Specificare le emozioni è un primo fondamentale passaggio per dare forma al proprio malessere.
Quindi diventa importante far emergere i pensieri associati a quelle emozioni. Cosa penso in quella specifica situazione per cui arrivo a provare tristezza o rabbia o paura o altro? Qual è la mia percezione della situazione per cui finisco per provare una certa emozione? Esempi: cosa sto pensando per essere arrabbiato sul lavoro? Cosa sto pensando per sentirmi triste rispetto al mio amico? Cosa penso quando mi preoccupo rispetto alla salute o alle finanze? Cosa penso per sentirmi in colpa? Quale pensiero mi porta a vergognarmi? A volte è abbastanza agevole trovare i pensieri associati alle emozioni, altre volte può essere più impegnativo rintracciare pensieri che sono nascosti dentro di noi a diversi livelli di profondità.
Avvicinandosi al collo dell’imbuto è importante individuare i bisogni che emergono in quella specifica situazione, relativamente alle emozioni e ai pensieri. Cosa vuoi? Di cosa hai bisogno? Cosa desideri? Cosa vorresti?
Trovati i bisogni non resta che individuare i comportamenti utili e necessari a soddisfarli. La persona si assume l’impegno a realizzare azioni specifiche ed efficaci all’ottenimento di ciò che desidera e che è importante per trasformare quella situazione da motivo di disagio a fonte di benessere, tranquillità, gioia, pienezza.

Come è per te?

Un discorso simile può essere fatto quando la persona riporta esperienze di gioia, soddisfazione, felicità, un senso di realizzazione e godimento. Può essere importante aiutare la persona a comprendere cosa succede fuori e dentro di sé che la rende felice. Quali specifiche emozioni vive: gioia, contentezza, estasi, eccitazione, godimento, pienezza, calore, ecc.. Quali pensieri girano nella sua testa, pensieri in cui sperimenta un senso di potere, di controllo, di accettazione, di movimento, ecc.. Quali bisogni, desideri e valori sente soddisfatti e realizzati. In che modo, per le azioni che ha compiuto, può sentirsi artefice in prima persona di questo suo stato mentale, fisico ed emotivo positivo e di benessere. Fino alla gratitudine

Posso essere grato per…
Posso essere grato a…

Quando stai male… Segui questo procedimento.. . Fino all’azione utile

Quando stai bene… Arriva fino alla gratitudine

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...