Sogni arroganti

Ciascuno di noi ha la sua canzone preferita o più canzoni che in qualche modo sono associate ad importanti momenti della propria vita: una storia d’amore, una prima volta, un successo personale, ricordi belli e anche brutti, segnati da canzoni che girano nella testa. A volte semplicemente una canzone ci ricorda un periodo della nostra vita… Lo stesso probabilmente lo possiamo dire per dei film, quelli visti e rivisti, quelli imparati a memoria, quelli visti in buona compagnia e quelli visti da soli, quelli che ci fanno ridere o piangere o arrabbiare o sognare… Per i libri è la stessa cosa: alcuni letti quasi per caso, altri cercati perché consigliati, altri che ci hanno fatto schifo, altri di cui siamo innamorati. Ciascuno ha le sue tracce nella memoria… Quali sono le tue canzoni che ti risuonano dentro, per uno o più motivi o senza motivo? E quali sono i film attraverso cui puoi seguire la tua storia di vita, per quello che hanno rappresentato per te e che ora sono ancora lì ad aspettarti ogni volta che vuoi? E i tuoi libri? Quelli piccoli, semi sconosciuti e i grandi classici…

Di recente, con un paziente abbiamo ascoltato in seduta un brano dei Negrita, appena pubblicato, che piaceva ad entrambi. Per lui è stato lo spunto per un’esplorazione molto profonda, accompagnata da alcune consapevolezze importanti riguardanti la sua traiettoria di vita personale. La canzone è Non torneranno più. Può essere, per tanti, lo spunto per un esercizio di auto-esplorazione. Ascoltala con attenzione … Oggi. Sia se hai 20, 50 o anche più anni. Cosa ti dice? In che modo parla di te? Cosa provi mentre l’ascolti? E poi chiediti (ascoltando il tuo cuore per rispondere): cosa mi avrebbe detto o significato se l’avessi ascoltata dieci o venti anni fa? E… chissà come sarà quando l’ascolterò tra dieci anni?

Ti è capitato sicuramente di ascoltare una canzone in diversi momenti della tua vita e di “viverla” diversamente al presente rispetto a 10 o 20 anni prima. E chissà come sarà quando la riascolterai in futuro… Anche coi film probabilmente non è mai lo stesso film che rivedi, forse lo conosci a memoria e forse non lo conosci ancora appieno per tutto quello che sa regalarti, siano sorrisi o pianti, riflessioni e rimpianti… Per i libri forse ancora di più: un libro è qualcosa in cui ti immergi completamente, in cui puoi essere tu il protagonista o restare sullo sfondo delle vicende narrate…

In terapia, spesso mi ritrovo ad usare con le persone alcune di queste forme di espressione umana (lo stesso vale ovviamente con le opere di pittori, scultori, artisti vari…) come spunto per accedere, forse in modo nuovo, come la persona non aveva mai fatto, alla consapevolezza di sé, al senso di quell’opera per sé, nella propria storia di vita… Da quegli spunti può nascere un diverso modo di guardare se stessi, gli altri, il mondo. Un diverso modo per prendersi cura di sé…

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