Il ritrovo dell’ira. Esercizio di autoconsapevolezza

Spesso le persone arrivano in terapia e mi raccontano episodi accaduti di recente, appena successi o avvenuti qualche giorno prima e mi dicono che sono stati eventi particolarmente significativi per le emozioni che hanno suscitato loro, perché sono situazioni che si ripetono, che tendono a verificarsi spesso e volentieri, quasi in maniera identica tra loro, anche se gli interlocutori sono sempre diversi e l’unico protagonista sempre presente è proprio la persona che mi sta raccontando della sua vita.

Prima di tutto cerchiamo di capire cosa è successo “nei fatti” e cosa è successo “nel mondo interno” della persona: cosa ha provato e cosa ha pensato, cosa lo ha fatto arrabbiare o reso triste, cosa lo ha spaventato o cosa lo ha reso felice. E via così. E anche cosa ha fatto, come ha reagito in quella situazione e come ha gestito la relazione in quello specifico momento. In questo modo la persona riesce a chiarirsi quali sono stati gli elementi in gioco che si sono ripetuti come altre cento volte… Ad esempio, la persona arriva a consapevolizzare: “mi ritrovo sempre a farmi mettere i piedi sopra…”, “mi ritrovo sempre ad arrabbiarmi con le persone invadenti…”, “mi ritrovo sempre a farmi fregare da chi si mostra spigliato …”,“mi ritrovo sempre a menar le mani…”, “mi ritrovo sempre a restare deluso dalle persone a cui avevo dato credito…”, “mi ritrovo sempre a fare la solita figuraccia…”, “mi ritrovo sempre a piangere di fronte alle persone arroganti…”, “mi ritrovo sempre a indietreggiare di fronte ai prepotenti…”, “mi ritrovo sempre nei casini perché non riesco a stare zitto…”, “mi ritrovo sempre che è colpa mia…”. E tu dove ti ritrovi spesso?

Tipicamente nel lavoro di esplorazione ed elaborazione faccio riflettere la persona sull’ira… sull’IRA.

Ci sono delle situazioni in cui ci ritroviamo spesso e che rappresentano per noi uno stimolo a reagire impulsivamente, con la solita reattività, come se non riuscissimo a fare altro che seguire quell’impulso o quel modo solito di rispondere a una data situazione (Impulso). Come tendi a reagire tipicamente in quelle situazioni che si ripetono? Cosa provi? Cosa pensi?

A partire da questa “reattività impulsiva” siamo soliti mettere in atto certe azioni, certi comportamenti: facciamo o diciamo qualcosa, quasi sempre allo stesso modo. Chi tende a reagire rabbiosamente, chi tende a ritirarsi e chiudersi in se stesso, chi tende ad entrare immediatamente in una disputa aggressiva e violenta, chi tende a mettere la coda tra le gambe, chi sta zitto e chi urla tipicamente, chi reagisce alle provocazioni e chi tende al quieto vivere, chi se la prende per niente e chi se la prende per tutto, chi se la prende e basta, chi le prende sempre e chi le dà invece, e via così. E tu cosa fai solitamente in quelle situazioni che si ripetono “stancamente”, sempre alla stessa maniera e in cui ti ritrovi ad agire come hai sempre fatto? (Azione)

In terapia, la persona impara a mettere la Riflessione tra l’impulso e l’azione (IRA). Prima di tutto impara a conoscere come tipicamente funziona in certe circostanze, simili a tante altre che si ritrova a vivere. Diventa consapevole se la sua riflessione è con la r minuscola o con la R maiuscola. Impara a capire quando è utile usare un modo piuttosto che un altro modo di ragionare, dare senso, comprendere e agire. La riflessione è il filtro tra l’impulso e l’azione. È ciò che permette alla persona, a ciascuno di noi, di ampliare il ventaglio delle possibilità d’azione a sua disposizione, quando sembra che possiamo agire solo in un modo, possiamo scoprire che ne esistono molti altri forse molto più utili … Alcune persone, ad esempio, tendono a riflettere poco e ad agire quasi immediatamente sulla spinta impulsiva, altri invece usano temporeggiare nel ragionamento. Entrambi i modi possono essere più o meno adeguati in base alle situazioni. La persona impara a conoscersi meglio per agire in modo più efficace nella soddisfazione dei suoi bisogni e nella realizzazione dei suoi obiettivi. Quanto rifletti prima di agire? Quali altre possibilità di azione intravedi rispetto al tuo solito modo di agire in certe specifiche situazioni?

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