6 passi da allenare per il tuo cambiamento nelle relazioni

Allenarsi significa affinare progressivamente un’abilità attraverso l’uso regolare, costante e disciplinato della stessa.

1. Allenati ad osservarti nelle relazioni.

Poni “l’attenzione consapevole” sulle tue interazioni quotidiane e abituali nei diversi ambiti di vita (famiglia, lavoro, coppia, amici, tempo ricreativo, ecc.) o anche su alcune situazioni nuove, uniche, insolite che ti ritrovi a vivere.

Cosa succede nella specifica situazione? Chi è coinvolto insieme a te? Quali sensazioni fisiche avverti? Cosa provi emotivamente? Da quali impulsi ti senti spinto? Cosa pensi? Cosa vuoi? Cosa fai?

Allenati ad osservarti ed ascoltarti mentre interagisci.

Ad esempio, nota se tendi a sentire spesso “le stesse sensazioni fisiche” localizzate in specifiche parti del corpo (mal di testa, senso di svenimento o confusione, tensione al collo, schiena dolorante, spalle pesanti, bruciori di stomaco, gambe irrigidite, sudorazione eccessiva, mani e piedi freddi, ecc.).

Nota se ti ritrovi a vivere quasi sempre “lo stesso tipo di emozione”, magari di intensità diversa a seconda delle situazioni (se sei quasi sempre triste, deluso, arrabbiato, impaurito, preoccupato, ecc.).

Nota se “il tuo pensiero è quasi sempre orientato in una certa direzione” (tendi ad essere sospettoso verso gli altri, ti percepisci fragile, tendi a sentirti in colpa e ad auto-svalutarti, ti senti diverso dagli altri ed escluso, tendi a credere che ti manchi qualcosa, tendi a sentirti deluso nelle relazioni, ti credi quasi sempre diverso in quanto superiore, sei spesso pessimista o fatalista, ecc.).

Nota se tendi “spesso ad avere reazioni comportamentali di un certo tipo”, come, ad esempio, reagire impulsivamente, aggredire verbalmente gli altri, ritirarti in silenzio, mantenerti al centro dell’attenzione, soffocare l’espressione delle tue emozioni, sottometterti, essere eccessivamente disponibile, ecc..

2. Impara a riconoscere la parte di te che sta interagendo in modo “adulto, consapevole, responsabile” e la parte di te che sta interagendo in modo infantile, “dalla posizione del bambino interiore ferito”, addolorato, vulnerabile, triste, spaventato, arrabbiato, solo, non visto, non ascoltato, non compreso.

3. Riconosci e legittima i “bisogni” di quella parte di te ferita che sta “pretendendo” che qualcuno si prenda cura di lei, dei suoi bisogni frustrati, di quello che vorrebbe ma non riesce ad avere.

4. Riconosci il “tuo contributo” alla “relazione frustrante e deludente”: identifica cosa fai tu per “alimentare il circolo vizioso della relazione” che si conclude, al solito, in emozioni dolorose di tristezza, rabbia, paura, vergogna, senso di colpa, solitudine, ecc..

5. Impara a trasformare la tua “pretesa infantile” in una “richiesta adulta”: cosa vuoi, cosa puoi chiedere, come lo puoi chiedere in modo da massimizzare la probabilità che l’altro risponda positivamente alla tua richiesta.

6. “Accogli” con gratitudine ciò che ricevi e “accetta” la realtà anche quando non sei pienamente soddisfatto. Imparando a “dare senso” a quello che è successo nell’interazione concreta; a comprendere che ciò che accade ora nelle relazioni attuali trova la sua origine nelle relazioni primarie antiche che hanno creato la tua “personalissima sensibilità” e tendenza a pensare ed agire. In tal modo, l’esperienza emotiva che vivi non è più devastante e ingovernabile come in passato, ma può essere da te vissuta, affrontata e superata.

Così potrai coltivare la speranza che le cose potranno andar meglio di prima e, soprattutto, potrai adottare azioni concrete per determinare attivamente quanto da te desiderato.

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