La gestione quotidiana degli impegni e dei doveri

Una questione che molte persone mi portano in terapia riguarda la gestione quotidiana degli impegni e delle richieste. Sul lavoro e non solo.

Ogni ruolo lavorativo, dipendente o autonomo, da manager o da operaio, chiede alla persona di confrontarsi con compiti e responsabilità specifiche. Anche in ambito familiare esistono ruoli, compiti e responsabilità: a ciascuno secondo le proprie possibilità e margini di sviluppo. Tutti siamo chiamati a confrontarci con delle richieste. Lo stress non è altro che lo squilibrio, fino all’esaurimento psicofisico, tra richieste e capacità di fronteggiarle.

Tra stress e governo sano e consapevole degli impegni e dei carichi il confine è sottile; diventa allora importante comprendere come funzioniamo rispetto a tre dimensioni specifiche:

  1. Capacità di rispondere no alle richieste che ci vengono fatte
  2. Capacità di chiedere rispetto ai nostri bisogni e ai nostri limiti
  3. Capacità di delegare una parte dei nostri compiti e responsabilità

Esistono numerosissimi manuali e corsi di formazione in tutte le salse del mondo che offrono spiegazioni e indicazioni su questi temi. A volte basta comprendere e applicare e si acquisiscono le tre abilità suddette. Quando ciò non avviene aiuto la persona a scendere ad un altro livello di comprensione, che in terapia significa sostanzialmente l’incontro faccia a faccia con la paura. “Non riesco”, “non sono capace”, “per me è difficile” e simili espressioni possono tradursi tutti nella domanda: di cosa hai paura?

Invito le persone a scendere all’inferno delle loro paure, delle loro angosce più profonde.

Cosa succede (di cosa hai paura) se dici no al cliente che ti chiede solo 5 minuti al telefono alle undici di sera?

Cosa succede (cosa temi) se chiedi aiuto quando sei stanco o non hai capito bene ciò che ti è stato richiesto o l’hai capito ma non riesci a portare avanti il tuo compito?

Cosa succede (qual è il pericolo) se rimandi a casa il cliente che è venuto senza appuntamento e pretende di incontrarti sempre i soliti 5 minuti?

Cosa succede (qual è la minaccia) se assegni parte del tuo lavoro a qualcun altro?

Cosa succede se i piatti non sono lavati bene come li avresti lavati te?

Cosa succede se la stanza non è riordinata proprio come “dovrebbe essere per te”?

Cosa succede se tuo figlio non è scattato immediatamente “sull’Attenti” quando lo hai invitato a lavarsi denti?

Cosa succede se tuo figlio ti chiede di giocare alle undici di sera e tu gli dici no? E se gli dici sì?

Come sempre, è importante distinguere da situazione a situazione, riconoscere e stare nella realtà della circostanza specifica che può richiedere un funzionamento “eccezionale” rispetto al funzionamento “solito” e “regolamentato”. Comunque è possibile individuare alcuni pensieri e paure comuni.

Spesso le persone che hanno difficoltà a dire no alle richieste altrui hanno queste paure:

  • Paura di essere giudicati incompetenti, lavativi, egoisti
  • Paura di giudicarsi “brutti sporchi e cattivi”
  • Paura di perdere l’approvazione, la stima e l’affetto di chi si vede rifiutare la richiesta
  • Paura di far soffrire l’altro che potrebbe sentirsi ferito e rifiutato come persona
  • Paura della ritorsione, di ciò che l’altro potrebbe fare in risposta al proprio no
  • Paura di affermare i propri bisogni
  • Paura di mostrarsi stanchi e deboli
  • Paura di restare soli
  • Paura del proprio senso di colpa

Spesso le persone che hanno difficoltà a chiedere agli altri hanno questi pensieri e paure:

  • Paura di disturbare e di appesantire l’altra persona
  • Paura di essere giudicati negativamente come sgarbati, inopportuni, invadenti, sfacciati, indiscreti o anche incapaci di cavarsela da soli
  • Paura di ricevere un no che facilmente interpretano come un rifiuto all’intera persona piuttosto che alla richiesta specifica
  • Paura di essere allontanati
  • Paura di mostrarsi fragili
  • Paura di essere fraintesi rispetto a ciò che stanno chiedendo
  • Aspettative che gli altri capiscano senza doverlo chiedere
  • Paura di mettere l’altro in difficoltà in base all’idea “distorta” che l’altro sarà costretto a dire sì
  • Paura di dover ricambiare il favore

Spesso le persone che hanno difficoltà a delegare hanno certi pensieri e paure:

  • Non credono che delegare migliori l’efficacia e l’efficienza del lavoro
  • Non si fidano del lavoro degli altri
  • Credono di essere gli unici in grado di fare un certo compito
  • Credono che sia meglio fare da soli
  • Credono di riuscire a fare tutto quanto da soli
  • Non sostengono l’ansia di non controllare direttamente il lavoro da fare
  • Non riescono a non fare la doppia fatica di controllare il lavoro delegato agli altri

 

Le regole sono strumenti atti a facilitare la soddisfazione dei bisogni delle persone coinvolte nel sistema. Fermo restando che ciascuno di noi vive all’interno di sistemi di regole che a volte “dobbiamo” seguire anche se non le condividiamo, è importante “regolare” in modo consapevole ciò che è in nostro potere, trovare il proprio spazio e il proprio tempo rispetto ai quali darsi delle regole (per prendersi cura di sé) invece che farsele dare da qualcun altro… (che si prende cura di sé) …

Di solito chi ha difficoltà/paura rispetto alle tre capacità in questione presenta un funzionamento mentale orientato/dominato da alcuni imperativi categorici, vissuti come assoluti, oltre ogni ragionevole esame di realtà:

  • Devi farti carico del problema e della sofferenza altrui
  • Devi farti carico della felicità altrui
  • Devi dimostrarti sempre disponibile e generoso, anzi “a disposizione”…
  • Devi essere ineccepibile, nel lavoro e nella vita in generale
  • Devi essere irreprensibile nella tua condotta morale
  • Devi sacrificarti per gli altri
  • Devi far vedere quanto sei bravo e buono, capace e altruista
  • Devi trovare subito una soluzione a tutti i problemi
  • Devi sapere, capire e prevedere tutto
  • Devi sempre mantenere la calma e la forza
  • Devi essere sempre gentile e cortese
  • Non devi mai fare errori
  • Devi essere sempre all’altezza di ogni compito e in ogni circostanza
  • Devi contare sempre solo sulle tue forze
  • Non devi mai essere stanco né ammalarti
  • Non devi mai avere insicurezze, tentennamenti e incertezze
  • Devi fare da solo, tutto da solo, non devi chiedere aiuto
  • Devi avere sempre tutto sotto controllo
  • Devi essere sempre affaccendato

L’esplorazione di queste paure e di questi imperativi in vista di un cambiamento è guidata da alcune domande.

Quali “doveri” fra questi si avvicinano maggiormente ai tuoi? Ne segui altri che non sono qui elencati?

Cosa succede (di che hai paura) se non adempi rigorosamente a ciò che dall’interno (più o prima che dall’esterno) ti obbliga a quel devi…?

Come puoi tradurre quei “devo” in “voglio” e “preferisco”?

E che succede?

 

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