Ricordati che devi morire

Come esseri umani siamo sostanzialmente orientati alla soddisfazione dei bisogni, alla realizzazione dei desideri, al vivere secondo valori che ci permettono di dare un senso alla nostra vita. 5 passi verso la felicità Quando questo accade ci sentiamo felici (proviamo gioia, contentezza, entusiasmo, senso di soddisfazione, appagamento, eccitazione, pienezza, godimento, realizzazione, ecc.), quando non accade ci sentiamo infelici (proviamo tristezza, malinconia, angoscia, apatia, rabbia, paura, ma anche vergogna, senso di colpa, ecc.) Cosa stai aspettando per essere felice? Ovviamente felici o infelici in misura maggiore o minore in relazione al grado di scostamento tra il mondo ideale (come lo vorremmo) e il mondo reale (l’esperienza di vita con la sua dose quotidiana di frustrazione e delusione). Quando la realtà ti delude
Sentirsi protetti e al sicuro, mangiare gustoso e prelibato, dormire sereni e svegliarsi riposati, sentirsi pieni di energia e vigore, giocare e curiosare, fare l’amore e creare legami solidi e nutrienti, esprimere la propria individualità attraverso il proprio movimento naturale e creativo, imparare cose nuove, sviluppare abilità, realizzare ciò che abbiamo immaginato e desiderato, sperimentare nuove possibilità in tutti gli ambiti di vita al servizio di un’evoluzione continua verso nuovi modi di essere individuali e della collettività intera, sono tutte esperienze che ci procurano piacere, gioia, felicità. La felicità esiste Vivere di stenti, stare sempre in tensione, sentirsi sempre in allarme e minacciati, sentirsi inibiti e costretti, stare soli e deprivati di stimoli, appassire su abitudini sclerotizzate, essere ostacolati nel proprio cammino evolutivo mentale e spirituale, sono invece esperienze che generano dolore, angoscia, tristezza, senso di impoverimento.
Le nostre esperienze di vita ci portano lungo un perenne divenire: alla soddisfazione per un risultato raggiunto segue un senso di mancanza e di desiderio che attiva l’esplorazione necessaria a perseguire un nuovo obiettivo, il tutto all’interno di un orientamento personale mosso dai propri valori, da ciò che per ciascuno di noi è importante e rende la vita degna di essere vissuta. E il ciclo continua… sempre e per sempre… lungo un’ideale linea infinita, verso il raggiungimento di stati di soddisfazione e modi di essere sempre più progrediti, evoluti. Le cinque O della crescita personale Ciascuno di noi sperimenta questo ciclo continuo in cui si alternano stati di pienezza del bisogno e appagamento del desiderio e stati di vuoto fertile, la quiete prima della nuova tempesta desiderante.
Purtroppo non sempre le cose vanno come nelle favole… prima o poi l’appagamento lascia il posto alla frustrazione, l’unione ideale si trasforma in un qualche grado di delusione, la sicurezza si alterna al pericolo, la tranquillità alla minaccia, la salute ci presenta la malattia, la bellezza della vita ci ricorda l’inevitabile conclusione.
Se è vero che dobbiamo ricordarci che prima o poi toccherà a tutti… allora non ci resta che vivere…

Il momento presente è l’unico che esiste, quindi impariamo ad essere pienamente presenti all’esperienza immediata: cosa vedo, sento, assaporo, tocco e annuso qui e ora, cosa sto provando qui e ora, cosa sto pensando qui e ora, di cosa ho bisogno qui e ora, cosa sto facendo qui e ora, cosa posso fare qui e ora, cosa devo fare qui e ora… Il momento presente è il punto di partenza per creare la vita che vogliamo e quella che possiamo.
Una vita che vale la “pena” di essere vissuta deve necessariamente essere “piena” di esperienze di soddisfazione, piacere e realizzazione di sé. Banale? Scontato? Certo… se hai ancora la vista per vedere un tramonto ogni volta che vuoi, se il cuore e la schiena ti accompagnano ancora, se hai due spiccioli per viaggiare, se hai ancora una persona cara da abbracciare, se hai un figlio che vuole giocare con te e un partner che ti desidera. Banale quanto fondamentale … se hai la possibilità di viverlo.
Una vita piena è quella “guidata dai nostri valori” consapevoli (cosa per noi è importante) e dall’assunzione di “responsabilità in prima persona” rispetto ad essi: quello che noi dobbiamo fare per realizzare la vita che vogliamo, orientata da ciò che per noi “ha valore” Oggi è il primo giorno del resto della nostra vita
Una vita “reale” è una vita “non ideale”, non perfetta, non sempre felice, non sempre piena di piacere, non sempre priva di dolore
Una persona “reale” ha bisogno di:

  • sentirsi sicura, protetta, curata, di fidarsi e di affidarsi;
  • sentirsi amata, stimata, desiderata, di amare e di essere amata;
  • crescere, di sviluppare talenti e abilità, di creare continuamente nuove norme e nuove forme, di curiosare, di giocare, di evolvere, di salire di livello spirituale;
  • realizzare la persona che è e di dare un senso al mistero della vita e della morte, di rendere attuali le potenzialità, di rendersi individuo, differenziato, unico, autonomo, di diventare ciò che è nel suo essere essenziale e di offrire il proprio contributo al mondo, al servizio della vita.

Non ci resta che …

A lezione dalla morte

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