Le vie del senso di colpa sono infinite 

Ti senti in colpa quando vuoi essere diverso da ciò che gli altri si aspettano da te, soprattutto se sei bambino, soprattutto se gli altri sono i tuoi genitori, soprattutto se questo scenario infantile domina ancora nel mondo interno dell’adulto.

Ti senti in colpa quando dici no ad una richiesta degli altri e temi il loro giudizio e la loro disapprovazione.

Ti senti in colpa quando temi che le scelte che fai basate sui tuoi desideri e bisogni possano ferire gli altri, anche quando i tuoi desideri e bisogni sono sani e legittimi.

Ti senti in colpa quando per occuparti di te trascuri gli altri, ti senti egoista, anche se già fai tanto per le altre persone, vicine e lontane, ma non è abbastanza secondo la “missione impossibile” che gli altri ti affibbiano e che tu fai tua: “sono responsabile della felicità degli altri”.

Ti senti in colpa quando temi che la tua felicità possa disturbare quella degli altri oppure che essere felici significhi togliere agli altri la felicità.

Ti senti in colpa quando scegli una direzione di vita che ti allontana, fisicamente e psicologicamente, dalle persone care.

Ti senti in colpa quando fai scelte che sono molto distanti da quello che sei sempre stato e che gli altri sono abituati a vedere e che agli altri ha fatto sempre comodo.

Ti senti in colpa quando “tradisci” i valori della famiglia, le modalità di pensiero e azione che hai adottato da una vita, ma che oggi ti stanno “strette”.

Ti senti in colpa quando “deludi” i tuoi cari perché sei “diverso” da come ti vorrebbero.

Ti senti in colpa quando per una vita ti sei sentito responsabile della felicità delle persone care e ora hai capito che non puoi barattare la tua felicità con quella altrui,  cominci ad agire di conseguenza… e gli altri soffrono.

Ti senti in colpa quando disubbidisci ai “comandamenti familiari” (quello che si deve e quello che non si deve fare, quello che è giusto e quello che è sbagliato, quello che è buono e quello che è cattivo, morale o immorale, corretto o scorretto, conveniente o sconveniente) che hai seguito da una vita e che “da ora” stai cominciando a mettere in discussione perché non più adatti alle tue esigenze autentiche, ai bisogni e ai desideri emergenti della tua personalità in evoluzione.

Ti senti in colpa quando hai “di più” di qualcun altro a cui credi di averlo tolto: più successo, più prestigio, più denaro, più felicità, più fortuna, più amore, più salute o più di qualsiasi altro “bene” che ti fa sentire in colpa credendo che tutto ciò sia ingiusto o immeritato.

La maggior parte dei sensi di colpa sono inconsci e retti da pensieri distorti, da credenze patologiche quasi sempre inconsapevoli, da convinzioni disfunzionali, come sempre seminate precocemente nell’infanzia, radicate negli anni successivi e innaffiate per una vita. Inoltre, spesso i sensi di colpa, quanto più sono inconsapevoli tanto più sono accompagnati da condotte di auto-privazione attraverso cui la persona, per una paura inconscia di essere felice, “sceglie” inconsciamente di vivere al di sotto delle sue potenzialità e possibilità; adotta condotte di auto-boicottaggio compreso lo sviluppo di sintomi psicosomatici, ansiosi e depressivi che bloccano le sue possibilità; attua comportamenti di espiazione, di rinuncia alle ambizioni e ai desideri; mostra un’incapacità di godersi le cose buone che ha e che spesso crede di non meritare rispetto ad altri.

In terapia si lavora su:

• cambiamento delle credenze inconsce che sostengono i sensi di colpa

• legittimazione del percorso personale di separazione, differenziazione e individuazione rispetto alla famiglia d’origine reale e a quella che ci portiamo dentro e rispetto a ciò che siamo sempre stati per “sentirci amati e accettati”

• diventare adulti integrando i valori e i dettami del passato che sono ancora buoni per noi con le nuove esigenze e potenzialità che stanno emergendo legate “all’uscita di casa”, all’uscita dal guscio, all’uscita dalla zona di sicurezza di ciò che siamo sempre stati…

2 pensieri riguardo “Le vie del senso di colpa sono infinite ”

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