Il Saggio

Dopo tante peripezie, nel mondo reale e in quello interiore, l’Eroe è giunto ad una condizione di stabilità e prosperità che cerca di mantenere il più a lungo possibile, ben consapevole che la crisi e il cambiamento esprimono le leggi della vita e che, presto o tardi, arriverà una nuova Chiamata al Viaggio, al salto evolutivo, alla trasformazione. Sfide 

In questo momento di quiete prosperosa è possibile l’emergere dell’archetipo del Saggio: la ricerca della verità, la conoscenza della “verità”. La verità su se stessi, sugli altri, sul mondo, sulla vita. La verità oltre se stesso. La consapevolezza della propria identità connessa col Tutto, raggiunta attraverso il Viaggio eppure mai completa, mai conclusa, sempre in progress… tra identificazioni e dis-identificazioni. Ogni vita merita un eroe 

L’archetipo è una dimensione interiore o potenzialità psicologica che può essere più o meno attiva nel governare il proprio comportamento. Ogni archetipo ha aspetti positivi e negativi.  Il viaggio dell’eroe

L’archetipo del Saggio è portatore della luce, della chiarezza al posto della confusione, della risposta alla domanda sul senso della vita e delle cose.

L’archetipo del Saggio favorisce l’accesso alla verità che rende liberi, che apre le porte, che moltiplica le possibilità, che indica la strada e l’azione necessaria verso la felicità. Anche quando questa strada è piena di dolore e “verità scomode”.

Quando è attivo in noi il Saggio siamo mossi dal dubbio e dall’ardente desiderio di avvicinare la verità: è tutta qui la vita? Cosa c’è oltre quella porta? Questo è quello che sono sempre stato… e poi? Così è come ho sempre vissuto… ed ora?

Il Saggio esplora oltre le apparenze per cogliere l’essenza, il senso profondo dell’esistenza.

L’archetipo del Saggio comincia ad agire fin dall’infanzia quando “saggiamente” scegliamo il modo migliore per cavarcela all’interno delle condizioni date, con i genitori che ci sono capitati. Inoltre, si esprime nella ricerca, tipica del bambino, di risposte ai misteri che incontra nella vita di tutti i giorni.

Il Saggio dentro di noi intuisce profondamente che l’Io che siamo sempre stati, con le nostre preoccupazioni e i nostri desideri, con le nostre scelte strategiche di sopravvivenza, è solo un’esperienza limitata e limitante della vita e che oltre l’orizzonte c’è altro che ci aspetta… oltre quello che siamo sempre stati, oltre la maschera Ego-istica, verso il superamento dei confini limitati di un unico modo di stare al mondo, verso una connessione più profonda con l’Universo, col Tutto

Il Saggio permette il superamento delle innumerevoli visioni soggettive per avvicinarsi alla verità ultima. Sa distaccarsi dalle proprie proiezioni per intuire la realtà indipendente da lui.

Il Saggio sa guardare oltre le illusioni, sa proporre e anche decifrare enigmi, simboli, immagini, metafore, sogni.

Il Saggio intuisce il senso nascosto delle cose dietro ciò che sembra scontato.

Il Saggio ha imparato a rinunciare all’Io, a distaccarsi dopo aver amato (una persona, un’attività, un luogo, ecc.), non è attaccato a niente di materiale e nemmeno dipende da legami affettivi; desidera essere apprezzato, ma non è schiavo del bisogno di approvazione.

Il Saggio esprime la nostra ricerca dell’illuminazione e l’assenza di giudizio di fronte alle cose, al Tutto…

Il Saggio riconosce l’autorità delle leggi universali entro le quali ciascuno diventa autorità di se stesso, ciascuno portatore di un proprio filtro personale che deforma mentre “definisce la realtà” e “costruisce la verità”

Il Saggio è il nostro Sé osservante delle pratiche meditative, spirituali, di consapevolezza, capace di osservare l’Io in azione e andare oltre la sua percezione limitata, capace di liberarci dalle prigioni della nostra mente e anche del nostro cuore, capace di svincolarci dalle pressioni delle nostre paure e dei nostri desideri, capace di trascendere la realtà dei nostri sensi limitati per connetterci ad una realtà originaria, universale, una realtà più ampia, sia esterna a noi che interna, anzi una realtà in cui non esistono i confini dell’Io, non esiste un esterno e un interno.

Il Viaggio serve a conoscere l’Io per poi “disperderlo” nella più vasta verità universale, oltre i confini angusti della visione soggettiva.

Il falso Saggio:

  • Ricerca la certezza della conoscenza e non sa distaccarsi da una visione unica della realtà, rimanendo eccessivamente legato ad una fede, sia essa scientifica, filosofica, religiosa o spirituale. Come un bambino, ha bisogno di certezza, prevedibilità, definizione netta di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, e così facendo si allontana dalla saggezza della verità relativa
  • Cercando una verità assoluta che non trova, non riesce ad agire, a fare scelte, ad innamorarsi o appassionarsi, non riuscendo a sostenere la relatività della verità
  • Esprime una conoscenza erudita, ma non basata sull’esperienza, non basata sul Viaggio, non basata sul contatto con la vita e le cose
  • Diffonde ciò che sa con la presunzione di esprimere la verità sul mondo, ma di fatto non è in contatto col mondo, è chiuso, indottrinante, fondamentalista, fanatico, intollerante
  • Giudica la diversità che non si allinea con una presunta verità, non veramente conosciuta
  • Censura in modo severo, rigido, spietato
  • È cinico, paralizzato e rinunciatario di fronte all’imperfezione della vita, di fronte ad una realtà che riesce a conoscere esclusivamente attraverso pensieri razionali
  • Esprime preconcetti, pregiudizi, assolutismo, distorsione della verità, perfezionismo
  • È presuntuoso e arrogante, anche dogmatico, crede di avere la verità assoluta, cerca il dominio fondato su una presunta superiorità, impone la propria verità con l’inganno

 

Il vero Saggio:

  • Va oltre l’illusione di una verità assoluta e certa; mentre conosce la verità si rende conto che gli sta sfuggendo… Vuole comprendere il mondo e sa che è un percorso infinito
  • Esprime una saggezza basata sull’esperienza diretta di chi ha fatto il proprio Viaggio agli inferi, ha incontrato il Bene e il Male, ha conosciuto la vita e la morte
  • Manifesta ciò che è… diffondendo pace, serenità, accettazione
  • Comprende l’altro dal punto di vista dell’altro
  • Affronta la paura integrandola dentro di sé, intuendo la verità della paura che appartiene sempre e solo a se stessi
  • Trasforma l’attaccamento, la dipendenza e il bisogno in espressione di desideri e preferenze, imparando a fare a meno di tutto senza crollare; se perde tutto (un amore, una passione, soldi, salute) impara ad accettarlo. Desidera, cerca, si appassiona, si lega (ad una persona, ad un lavoro, ad un’attività, ad un credo), ma non dipende… sa farne anche a meno…
  • È umile, riconosce i propri limiti mentre cerca di trascenderli alla ricerca della verità al servizio della collettività; rispetta l’altro e ne cerca il valore soprattutto nella diversità da sé
  • È consapevole della relatività o parzialità dei propri valori, dei giudizi che li esprimono e delle scelte che li incarnano; sa guardare il mondo dalla posizione valoriale dell’altro e sa rispettare le scelte dell’altro anche se lontane dalle proprie (ciò che è giusto per me non è necessariamente giusto per te né in assoluto)
  • Rispetta i tempi e i modi dell’evoluzione individuale, dell’apprendimento attraverso l’esperienza e l’errore, senza pretendere dagli altri di uniformarsi al proprio modello di vita e di crescita
  • Cerca la verità mentre sa che è impossibile da conoscere con certezza assoluta.

Un proverbio dice che il compito fondamentale dei genitori è donare ai figli le radici e le ali. Il bambino gradualmente riconosce che i genitori hanno visioni anche molto distanti tra loro su alcune cose o su molte; quelli che fino a ieri erano i “massimi esperti della vita” cominciano ad esprimere disaccordo, visioni differenti, ciascuna limitata. Il bambino comincia a comprendere che la vita gli presenterà spesso “esperti che non concordano sulla verità”, sulla realtà, sul senso delle cose. Il Saggio è la capacità di cercare la Verità oltre le verità soggettive. Il Saggio è la nostra capacità di avere radici ed ali. È la nostra capacità di “credere profondamente, con assoluta fiducia e con tutto noi stessi” in una certa convinzione… che poi crolla per lasciare spazio ad un’altra profonda fede, sia essa religiosa, spirituale, politica, culturale, filosofica. Fino a renderci conto che non esistono “assoluti”, che la Verità esiste e nessuno la sa… Fino a renderci conto che ciascuno sceglie a cosa credere e si impegna a vivere secondo un credo dal valore relativo; crede a qualcosa di “giusto” per lui che non è detto che sia giusto per gli altri, per tutti. Crede a qualcosa e si impegna a vivere attraverso questa fiducia fino a quando ci crede… per poi rendersi conto che egli stesso può cominciare a credere e vivere in un altro modo…

Quando, dove, come, in che misura si esprime il Saggio nella tua vita?

Si è espresso più nel passato o più nel presente o lo immagini attivo nel futuro?

Si esprime maggiormente in famiglia o sul lavoro? Con gli amici o col partner? Nella realtà o nella fantasia?

Come vedi in azione il Saggio nelle persone che conosci?

 

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