Come sopravvivere ai buoni propositi

Questo è il periodo dei bilanci e dei buoni propositi. Quali sono i risultati che hai raggiunto e quali sono le aree da migliorare. Quali traguardi per l’anno che sta arrivando… Da Donna Moderna a La Repubblica, passando per Facebook e in ogni TV col suo astrologo, fino ai più accreditati ricercatori scientifici su “come pianificare il nuovo anno ed essere felici raggiungendo i propri obiettivi”, tra la fine del corrente e l’inizio del nuovo, ogni anno troviamo “ricette per la felicità”. E quindi anche qui ne troverai una nella forma di 4 atteggiamenti fondamentali:

  1. Non solo buoni propositi a medio e lungo termine. Va bene fissare obiettivi in diverse aree della tua vita in relazione ai tuoi valori, al tuo potenziale, alla persona che vuoi essere, meglio se un obiettivo per area, uno alla volta: 1. salute e forma fisica; 2. relazioni e affetti (amici, coppia, genitori, figli); 3. lavoro e denaro; 4. benessere emotivo e spirituale; 5. divertimento e passioni. Meglio ancora buone azioni, azioni efficaci al presente: ogni giorno individua 5 “piccole” “grandi” azioni che “devi fare”, senza trascurare alcuna area tra quelle su indicate. Non è un’autorità esterna ad importelo, sei tu che regoli te stesso: “devi” perché vuoi, “devi” perché scegli di farle, “devi” perché lo devi a te stesso, “devi” perché è in linea con la persona che vuoi essere. A fine giornata verifica se le hai fatte o non le hai fatte, questo fa la differenza nella qualità della vita che scegli.
  2. Non solo quello che non hai fatto. È importante dare senso alle cose: perché non hai fatto quello che ti eri prefissato? Cosa te lo ha impedito? Qualcosa da te controllabile o non controllabile? Cosa ti ha bloccato? Pigrizia? Mancanza di metodo o autodisciplina? Mancanza di sicurezza e fiducia in te stesso? Quali paure? Spesso non riesci a portare avanti i tuoi progetti per mancanza di forza di volontà, di perseveranza o costanza; altre volte, i tuoi progetti si scontrano con le tue paure (cosa temi possa succedere se realizzi quel tuo intento), i tuoi conflitti interni (a cosa devi rinunciare se porti avanti i tuoi propositi), con la tua ambivalenza (vuoi e non vuoi quella cosa), con le tue ferite dolorose che si risvegliano …
  3. Non solo successo. Accanto alla disciplina necessaria per raggiungere gli obiettivi nella direzione della persona che potenzialmente puoi diventare e vuoi essere (chiarire i valori, specificare gli obiettivi, seguire un metodo rigoroso per realizzarli, agire), è importante avere un atteggiamento di serena accettazione di quello che non sei, di quello che non ottieni, dei successi che non raggiungi, della vita che non scegli. Di onnisciente e onnipotente ce n’è uno, tutti gli altri devono “saper stare” nella dimensione di limite, perdita e mancanza appartenente all’esistenza. È fondamentale ambire a migliorarsi, a superare i propri limiti, a crescere, a diventare chi puoi diventare in potenza, e, al tempo stesso, è altrettanto indispensabile accettare quello che non sei e che non hai… mentre godi appieno di quello che ti appartiene, che si tratti di salute, di amore, di denaro, di tempo… della persona che sei!!!
  4. Non solo alla fine dell’anno. Non serve il primo gennaio o il primo settembre per darti la scossa o scattare come una molla. E nemmeno ogni lunedì dell’anno. Alla fine della fiera che sia dicembre o gennaio, marzo o luglio, conta veramente poco: la persona che puoi essere è presente in te ogni giorno della tua vita. Sta a te contattarla, comunicare con essa, conoscerla, interrogarti su cosa vuoi fare della tua vita… e farlo.

5 pensieri riguardo “Come sopravvivere ai buoni propositi”

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