Il Sovrano

Lo scopo del Viaggio dell’Eroe è conoscere se stessi, sviluppare livelli di consapevolezza più profondi e salire a livelli di coscienza più elevati.

Quando siamo nel mondo ordinario, nella stabilità confortevole delle abitudini e della prevedibilità di una vita sempre uguale a se stessa, la nostra felicità è fondata sulla padronanza del mondo conosciuto, sull’abilità di affrontare qualcosa di cui ormai siamo esperti. Questo può essere molto rassicurante, ma rischia di essere anche stagnante, sterile, arido. È una vita con ambizioni vicine allo zero, piena di evitamenti, evitamenti di situazioni esterne, ma anche incapacità di fare i conti con se stessi, paura di guardarsi dentro.

Comunque sia, questa è solo una fase preparatoria rispetto ad una chiamata che la vita prima o poi ci presenta, per andare ad affrontare le nostre paure, i nostri dolori, le nostre rabbie, i demoni interiori, le nostre parti oscure. In una forma o nell’altra, il Viaggio è inevitabile: è il ciclo del cambiamento e della perdita, del distacco da quello che siamo stati finora, del rinnovarsi del singolo individuo in contatto con gli altri e con l’universo intero.

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Alla fine del Viaggio torniamo rinnovati e diventiamo fonte di rinnovamento per la comunità intera; ci facciamo promotori di un salto evolutivo, personale e collettivo. È il momento dell’edificazione di un nuovo regno, della costruzione di una nuova vita fondata su nuovi presupposti. Il Viaggio ci porta a diventare nuovi Sovrani (Re e Regine) della nostra vita, del nostro destino.

L’archetipo del Sovrano sovrintende il processo di ritorno alle origini, ma con potenzialità e possibilità moltiplicate, con tutte le risorse acquisite durante il Viaggio.

L’archetipo è una dimensione interiore o potenzialità psicologica che può essere più o meno attiva nel governare il proprio comportamento. Ogni archetipo ha aspetti positivi e negativi.  https://wordpress.com/posts/linofusco.wordpress.com?s=viaggio+eroe

Il Sovrano è la capacità di assumersi la responsabilità della propria vita, consapevoli dell’intima connessione con la vita di altri, vicini o distanti, ma pur sempre connessi.

Il Sovrano sa guardare in faccia il dolore e la paura, non ha paura della sua ferita e del suo dolore. Quando siamo guidati dal Sovrano sappiamo quello che dobbiamo fare e lo facciamo. Abbiamo un codice morale di condotta che ci permette di agire per il bene personale e collettivo.

Il Sovrano sa stare nella realtà, conosce i limiti e le potenzialità entro cui agire, sa governare usando il suo potere per favorire lo sviluppo del regno.

Il Sovrano riesce a tirare fuori da ogni persona il meglio di sé per metterlo a disposizione dell’impresa creativa del benessere collettivo.

Il Sovrano promuove l’armonia, la giustizia e la prosperità rispettando i conflitti e le divergenze e canalizzandoli nell’impresa comune della convivenza pacifica.

Il Sovrano prende la guida del comportamento quando intuisce che è l’ora del cambiamento: il vecchio sta cadendo a pezzi e il nuovo ancora non si intravede, le risorse sono ormai esaurite e regna la confusione

Il Sovrano incarna le doti di leadership autorevole di una persona: la consapevolezza di sé e l’autostima, l’aspirazione al potere trasformativo e l’ambizione, la capacità di decidere responsabilmente secondo una visione globale e articolata, la competenza e la capacità di governare, il mantenimento del controllo e la dignità personale.

Il Sovrano è attivo in noi quando siamo consapevoli e sicuri di poter affrontare la realtà, eventualmente di saper affrontare anche una sconfitta o un fallimento, senza esserne distrutti, ma anzi uscendone rinnovati.

Il Sovrano è una dimensione interiore psichica che per manifestarsi ha bisogno del contatto con la realtà materiale fisica, col fare, con l’agire concreto, con il denaro, con le attività quotidiane, col lavoro, con la casa, azione concreta che plasma il mondo materiale e con esso quello affettivo e relazionale.

Il Sovrano agisce quando ci prendiamo la respons-abilità anche se non abbiamo la colpa, quando facciamo quello che è giusto e adeguato in base alla situazione.

 

Il Sovrano incapace:

  • Non conosce il valore del suo potere e lo usa in modo improprio per interessi esclusivamente individuali o materialistici, senza occuparsi del bene collettivo e dell’evoluzione spirituale del regno
  • Si attacca agli schemi rigidi e alla formalità, senza riuscire ad essere veramente una guida valida per il regno
  • Non ha alcuna energia, né entusiasmo né creatività: apprezza lo status quo e non mostra alcun segno di vitalità né bisogni evolutivi di trasformazione
  • È tirannico, assolutista, dispotico
  • Usa il potere per il gusto di comandare, per scopi personali e familiari
  • Esprime un potere egoistico e narcisistico
  • Impone le regole senza condividerne il senso, promuovendo la dipendenza che prepara il terreno alla ribellione o al sabotaggio
  • Pretende invece di chiedere o proporre
  • Genera caos invece che ordine
  • Sfrutta le risorse fino all’esaurimento
  • Non riesce a gestire amici e nemici: è rigido, chiuso, intollerante
  • Cerca il colpevole del problema invece che assumersi la responsabilità della soluzione
  • Mantiene un controllo rigido oppure lo perde totalmente
  • È malato e debole e non sa attivare forze interne ed esterne per guarire e rinnovarsi
  • Opera secondo un potere a somma zero, da un’idea di “mancanza”: quello che ho io manca a te (mors tua vita mea)
  • Non sa accettare lo scarto tra vita reale e vita ideale
  • Insegue potere, prestigio, denaro e ricchezza, ma non si sente mai appagato
  • La sua avidità oscura le possibilità dell’essere autentico e trasformativo

Il Sovrano illuminato:

  • Conosce profondamente la verità universale del ciclo della vita e della morte e sa destreggiarsi nei momenti creativi e in quelli spenti, sa cogliere l’attimo nel momento in cui è richiesto di lasciarsi alle spalle il vecchio per realizzare una trasformazione
  • Sa rinunciare, sacrificarsi, perdere, morire, pagare prezzi elevati in nome di un valore superiore di rinnovamento individuale e collettivo
  • Non ha paura della paura, non ha paura di se stesso, utilizza le energie dei mostri interiori al servizio della costruzione di una vita felice, consapevole, saggia, in profonda interconnessione con l’universo
  • Sa prendere in mano il comando e sa anche lasciare la guida ad altri fidati, promuovendo l’autonomia di menti pensanti e l’energia di cuori pulsanti
  • Sa governare i conflitti, interni e interpersonali, senza reprimerli e senza farli esitare in azioni violente
  • Ogni sua azione è guidata dalla parte più autentica del sé profondo
  • Sa promuovere la libertà e sa anche rinunciarvi in nome di una responsabilità superiore di governo sulla propria vita
  • Sa promuovere il contatto con l’altro e il rispetto del diverso, valori fondamentali per una vita prospera e serena
  • Il suo potere nasce dalla cura delle ferite personali per arrivare a prendersi cura dell’universo intero
  • Il suo potere nasce e viene riconosciuto dalla capacità di valorizzare il singolo e contemporaneamente la comunità intera, di promuovere il benessere materiale e al contempo lo sviluppo spirituale
  • Conosce il proprio potere e anche la propria impotenza e fallibilità di fronte all’immensità, al potere della natura e del cosmo
  • La vita esterna armonica esprime l’armonia del mondo interiore, la solidità del regno nasce dalla solidità del sovrano
  • Opera secondo una logica win-win, un potere trasformativo che parte dall’idea di “possibilità” che si moltiplica e si alimenta a partire dal valore e dal contributo di ognuno
  • Sa comunicare con altri sovrani: sa ascoltare le loro esigenze, desideri e  aspettative; sa conoscere i loro limiti e le loro risorse per metterle a disposizione di una pace prolungata e di tanti regni prosperi
  • Sa godersi i successi conquistati con la dura autodisciplina
  • Si adopera per rendere la vita reale vicina a quella ideale, consapevole dei limiti di una vita imperfetta
  • È guidato dall’ambizione e dal valore di una crescita continua, ma non cerca la ricchezza né il successo, impara ad essere felice delle scelte che compie e dei risultati che raggiunge
  • È realista, conosce il potere e anche i suoi limiti, sa che non sempre si vince o si risolvono i problemi, sa che a volte le richieste della realtà sono superiori alle proprie abilità, ma non esce mai abbattuto dalle sconfitte: perde, ma non perde la lezione
  • La ricerca dell’avere è finalizzata all’essere
  • È in viaggio per tutta la vita, in un perenne ciclo di rinnovamento e trasformazione

 

 Quando, dove, come, in che misura si esprime il Sovrano nella tua vita?

Si è espresso più nel passato o più nel presente o lo immagini attivo nel futuro?

Si esprime maggiormente in famiglia o sul lavoro? Con gli amici o col partner? Nella realtà o nella fantasia?

Come vedi in azione il Sovrano nelle persone che conosci?

 

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” (Gandhi)

 

 

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