L’Amante

 

Il Cercatore dice andiamo, là c’è il tesoro, il Distruttore dice ok, lasciamoci alle spalle questo luogo, l’Amante è il carburante, l’energia del Viaggio. Il Cercatore va avanti verso un futuro sognato, il Distruttore abbandona il passato già troppo distante, l’Amante vive la passione del presente, il desiderio ardente, l’eros, l’energia vitale.

La motivazione primaria dell’essere umano è l’amore, l’affettività, l’attaccamento ad una persona che ci protegga e ci ami. Ogni bambino vive di pura passione: per lui esiste solo il presente appassionato, il pieno dell’esperienza qui e ora mentre è totalmente assorbito nel godimento di quello che sta vivendo, che sia giocare da solo o in compagnia, giocare con le sue fantasie o con i suoi giocattoli.

L’Amante è l’archetipo della passione che muove il mondo, che esprime la vita, di chi ama quello che fa, il lavoro o l’hobby, di chi ama: gli amici e il partner, i genitori, i fratelli e i colleghi, la compagnia e la solitudine. L’Amante è la nostra capacità di cavalcare tutto ciò che ci appassiona.

L’archetipo è una fonte spirituale di ispirazione… L’archetipo è una dimensione interiore o potenzialità psicologica che può essere più o meno attiva nel governare il proprio comportamento. Ogni archetipo ha aspetti positivi e negativi.

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L’Amante è il bambino che si nutre dell’affetto materno e lo ricambia col suo sorriso grato. È la capacità di farsi rassicurare e confortare da una persona che è presente per noi, è la capacità di giocare con l’altro mentre gli si mostra la propria vulnerabilità, con fiducia, sia in una relazione genitore-figlio, sia tra amici, sia in una relazione sessuale, in ogni relazione intima.

L’Amante esprime la nostra identità attraverso ciò che ci attrae, ci piace, ci appassiona, ci trascina a sé, ci trasporta, ci entusiasma.

L’Amante è l’identificazione con una causa, con un’idea, con un sogno.

L’Amante è quando riconosciamo dentro di noi l’integrazione delle polarità maschile e femminile: psicologicamente io sono maschio e io sono anche femmina. Io ho dentro me entrambi le potenzialità, le risorse.  L’Amante è l’integrazione dentro sé di tutte le polarità, quelle che solitamente manifestiamo nel nostro modo di pensare, agire ed essere e quelle che, invece, teniamo solitamente nascoste in cantina, in soffitta, nel freezer. Ma che premono da dentro per essere viste, riconosciute, espresse nel proprio modo di essere.

L’Amante si attiva quando iniziamo a tradire gli altri smettendo di tradire noi stessi.

L’Amante è la nostra capacità di differenziarci dalla nostra famiglia d’origine per iniziare a conoscere il mondo e noi stessi attraverso ciò che ci piace e ci muove, oltre la compiacenza alle aspettative altrui, oltre il seguire dettami interiori che derivano dai valori e voleri di chi ci ha cresciuto.

Mentre amo qualcuno o qualcosa scopro me stesso e mi avvicino progressivamente ad essere chi sono autenticamente.

L’Amante si esprime nell’amore affettuoso delle relazioni primarie (coi genitori, coi fratelli, coi nonni) nell’amore erotico, sensuale, romantico e anche nell’amore spirituale verso la vita e l’universo intero, verso il vicino più prossimo e quello più distante, verso l’altro diverso da sé eppure dentro se stessi.

 

La distorsione dell’Amante

È presente nella gelosia possessiva che ricerca l’esclusività e non guarda la soggettività dell’altro. È il narcisista che elimina l’altro come soggetto portatore di pari diritti e bisogni.

È la dipendenza che con-fonde e non permette di trovare la propria passione, la propria missione.

È la perdita dei confini “perenne” in cui la persona non trova mai se stessa.

È vivere per l’amore e per amare senza mai trasformarlo in realizzazione concreta, in progetto.

È il rischio che il pieno coinvolgimento nel proprio progetto appassionato di cuore e di pancia (sia esso una fede religiosa, sia un’idea politica o filosofica, sia l’impegno lavorativo, sia una relazione da portare avanti), faccia perdere la testa, il contatto con la realtà e conduca alla deriva di comportamenti distruttivi: dall’integralismo religioso al terrorismo, dal femminicidio alla dipendenza da lavoro, dal fanatismo delle idee alla violenza presente nei vari gesti del quotidiano.

È la ricerca del piacere fine a se stesso che non nutre mai veramente. È scarica di tensione senza energia per costruire. È capacità sessuale senza capacità di intimità.

È (auto)-privazione del piacere senza alcuna finalità, senza sbocco creativo. È paura del piacere che è paura di scoprire se stessi.

È la separazione che non lascia spazio ad una nuova possibile unione.

È la solitudine “subita” perché incapaci di donarsi.

È la solitudine “ricercata ma sterile” perché incapaci di amare, nemmeno se stessi.

 

L’Amante evoluto

È capace di fondersi con l’altro per creare qualcosa di meraviglioso. Ed è anche capace di trovare la propria identità unica e differenziata attraverso la scoperta di ciò che lo appassiona e lo muove dal profondo.

È la capacità di abbandonarsi e di abbandonare il controllo per affidarsi all’altro, a una persona, a una causa, ad un progetto entusiasmante, ad un ideale, ad un codice morale in cui identificarsi.

È la capacità di raggiungere l’unità e la fusione mantenendo sempre saldi i confini della propria identità: chi sono, cosa mi piace, cosa voglio, con gli altri, ma differente dagli altri.

È la capacità di passare dalla dipendenza (senza l’altro non posso…) attraverso l’indipendenza (posso da solo…) all’interdipendenza (entrambi ci nutriamo reciprocamente…).

È la capacità di amare se stessi, di accogliere con curiosità e passione tutte le parti di sé, anche quelle che non ci piacciono.

È la capacità di amare gli altri in modo incondizionato, mantenendo al tempo stesso l’equilibrio nel dire sì e no alle richieste dell’altro.

È la capacità di amare la vita ed essere grati.

È la capacità di impegnarsi per ciò che si ama, per ciò che ci rende felici, per ciò che ha valore per sé e per la collettività più ampia.

È la capacità di “viaggiare insieme” col sole e nella tempesta, di impegnarci per ciò che amiamo anche quando tutto sembra remare contro.

È la capacità di amare il piccolo gesto quotidiano che connette col Tutto, con l’Universo, col Divino.

Chi è guidato dai livelli più evoluti dell’Amante ha un’identità solida, radicata, forte, ben consapevole dei propri valori di riferimento e per ciò non teme l’altro come un nemico, non teme la molteplicità delle posizioni nel mondo, sia nelle relazioni intime sia nei rapporti multiculturali, vuole incontrare l’altro, ci dialoga, è curioso di conoscerlo per arricchirsi.

Chi ha un’identità fragile, evanescente o poco strutturata, ha paura di incontrare l’altro e se ne può solo difendere in modo violento.

Solo un’identità ben salda nelle proprie fondamenta sa riconoscere, apprezzare e integrare vari punti di vista senza smarrirsi, senza confondersi, senza disintegrarsi.

 

Siamo guidati dall’Amante quando incontriamo l’altro e lo amiamo per quello che è, senza desiderare o pretendere di volerlo cambiare. Lo amiamo e lo aiutiamo a sviluppare la sua natura più profonda ed essenziale anche se ciò potrebbe allontanarlo da noi. E lo ringraziamo anche quando si allontana perché grazie alla relazione con lui abbiamo conosciuto meglio noi stessi.

L’Amante è espressione dell’Eros in senso ampio: energia vitale, passione, impegno, desiderio, corporeità, sentire viscerale come guida ispiratrice e portatore dei bisogni autentici della persona. È il bambino spontaneo e incontrollato, tutta passione niente restrizione, dove le regole non esistono e nessuna capacità di contenere e filtrare né canalizzare il fiume in piena del desiderio. È la nostra sfrenata vocazione contro ogni prudenza della ragione.

L’Amante sceglie con le viscere, si tratti di scegliere una persona o un lavoro, un viaggio o un cambiamento di vita. È la parte di noi che compie le scelte anche se contrarie ad ogni ragionevole giudizio. Scelte sconvenienti, perturbanti, disapprovate dalla massa. È l’amore che rischia la morte in nome di se stesso.

L’Amante evoluto sa mettere l’energia dell’Eros a disposizione dei compiti dell’Io che deve adattarsi alla realtà. Solo Eros provocherebbe caos e frammentazione dell’identità individuale e sociale, ma l’Io senza l’Eros è un involucro vuoto. L’Amante è un invito alla connessione che supera le molteplici individualità divise, insensibili all’altro, chiuse in se stesse.

L’Amante ha fede che l’amore si trasforma, si rinnova e si moltiplica: tanto ne doniamo e molto di più ne riceviamo. L’Amante ha fiducia nell’amore che trasforma e rinnova la vita intorno a sé.

L’Amante permette di riconoscere e non negare il vuoto di un amore che gradualmente è sfumato e, al tempo stesso, permette di sentire la pienezza e la gratitudine per un amore che si è trasformato.

Chi vive guidato dall’Amante vive appieno il potere personale di chi asseconda la propria natura essenziale. Non significa esercitare il potere come dominio sull’altro né è un potere che discende da posizioni gerarchiche. È il potere di chi vive una vita fondata sui propri valori e bisogni più intimi e si impegna costantemente a scoprire se stesso attraverso ciò che ama.

Chi è guidato dall’Amante ama se stesso per donare il suo amore agli altri. Si accetta completamente per trasformarsi ed evolvere. Accettarsi significa abituarsi a perdonarsi. Come a perdonare gli altri in quanto ciò che spesso critichiamo negli altri è la proiezione delle nostre parti ripudiate e rimosse (Risvegliare l’eroe dentro di noi, Carol S. Pearson). Che non significa legittimare il comportamento negativo, impulsivo, distruttivo o che ferisce gli altri. Significa però accettare quegli impulsi umani, che vediamo negli altri ma che albergano anche dentro ciascuno di noi in quanto esseri umani, accettarli per metterli a disposizione dell’adattamento alla realtà, della connessione con gli altri, della compassione universale. Per mettere l’energia vitale al servizio del processo creativo.

 

 

Quando, dove, come e in che misura si esprime l’Amante nella tua vita?

Si è espresso più nel passato? Ti guida al presente? Emergerà probabilmente in futuro?

Ti guida in famiglia? Al lavoro? Con gli amici? Nei sogni o nelle fantasie?

Chi intorno a te tra amici e parenti, colleghi e altre persone sembrano influenzati dall’Amante?

In quali altre forme e modi potrebbe esprimersi l’Amante nella tua vita?

 

 

 

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