Il Distruttore

Lungo il viaggio, l’Eroe alla ricerca di se stesso e di un mondo migliore ha bisogno di lasciarsi alle spalle il vecchio, di abbandonare la pelle morta, di distruggere per lasciare spazio al vuoto fertile e creativo. https://wordpress.com/posts/linofusco.wordpress.com

Il Distruttore è l’archetipo che ci permette di vivere l’esperienza del dolore, della sofferenza, della perdita, del male, della crudeltà, della morte che incontriamo in diverse forme e in diversi momenti nella nostra esistenza. È l’archetipo del lutto come parte integrante della vita.

L’archetipo è una fonte spirituale di ispirazione… L’archetipo è una dimensione interiore o potenzialità psicologica che può essere più o meno attiva nel governare il proprio comportamento. Ogni archetipo ha aspetti positivi e negativi.

Il Distruttore è la nostra capacità di guardare in viso la morte piuttosto che negarla e farci possedere. Se la riconosciamo e l’accettiamo come parte della vita, possiamo giocarci l’illusione di governarla in modo consapevole; ciò ci permette di vivere la vita in tutte le sue sfaccettature, riconoscendo, al contempo, quanto e quando siamo guidati da movimenti distruttivi e autodistruttivi. Come possiamo definirci la società del benessere e della qualità della vita se poi siamo sempre più obesi e dipendenti e disconnessi intimamente? Come possiamo lottare per un mondo più verde se poi avveleniamo cieli e mari? Come possiamo dichiarare di costruire un mondo migliore per le future generazioni se poi al presente spesso i bambini sono ignorati prima che maltrattati?

Se la vita è cambiamento continuo, se la vita è un viaggio attraverso nuove forme di sé nel tempo, allora il Distruttore è quella funzione interiore che ci permette di lasciare andare ciò che è stato… di non restare attaccati a precedenti oggetti, persone, relazioni, ruoli, ecc., di vivere il distacco dal passato per essere presenti all’esperienza qui-e-ora e aprirsi al futuro.

Il Distruttore è la nostra capacità di mettere in discussione il preesistente, anche senza sapere precisamente cosa ci aspetta. È la capacità di abbandonare vecchie credenze e convinzioni, di lasciarci alle spalle vecchie identificazioni, anche di cambiare valori di riferimento se i nuovi sono in linea col nostro sentire autentico e con la nostra evoluzione interiore. È la capacità di spezzare le catene delle abitudini quando queste non sono più utili o peggio ci rendiamo conto del danno che ci arrecano (cambiare stile di alimentazione, togliere qualche dipendenza malsana, rompere rapporti stantii, ecc.).

È la capacità di decidere e con ciò di lasciarsi alle spalle ogni alternativa, pagando il prezzo di dolore e angoscia connesse alla necessaria rinuncia connaturata al vivere umano e alla scelta.

Il Distruttore si esprime quando gettiamo la maschera del “come dobbiamo essere” (socialmente e psicologicamente “corretti”, “giusti”, “normali”) pronti ad avvicinarci alla nostra essenza autentica.

Il Distruttore è la nostra capacità di stare nello smarrimento, nel vuoto, nella perdita di radicamento. Di vivere la delusione che incontriamo quotidianamente, di attraversare le molteplici situazioni di ingiustizia e impotenza che la vita ci presenta. Di viversi il fallimento senza per questo sentirsi falliti. Di riconoscere gli aspetti di tragedia nella vita e …  la commedia non si sa quando arriverà.

Il Distruttore è attivo in noi quando siamo disposti a confrontarci con angoscia e dolore per prepararci alla gioia; quando siamo disposti a patire la solitudine in attesa dell’amore; quando riusciamo a vivere la nostra ignoranza per raggiungere la saggezza.

Il Distruttore guarda in faccia i misteri della vita e della morte. Oltre ogni caratterizzazione religiosa, il Distruttore è quella parte di noi che ci fa vivere nella consapevolezza del ciclo dell’umana esperienza di nascita, morte, resurrezione (trasformazione materiale e spirituale).

Il Distruttore è l’attrazione per la morte come fonte di rinascita, come passaggio verso una nuova forma di sé.

Il Distruttore ci permette di integrare fede e ragione, di accogliere l’irrazionalità del mondo come espressione del mistero cosmico, di accettare morte, ingiustizia e sofferenza come parte di un disegno a noi inconcepibile eppure reale, vissuto, condiviso.

Il distruttore negativo:

  • Distrugge (se stesso e/o gli altri) senza scampo, senza lasciare terreno fertile per costruire successivamente, come un tossicodipendente o lo spacciatore
  • Distrugge in modo confuso e caotico o in modo ordinato e predeterminato negli atti comuni di criminalità, violenza e sopraffazione
  • Ferisce l’altro senza alcun segno di empatia
  • Invece di smontare per creare nuove forme, distrugge i pezzi
  • Critica per il gusto di criticare e annientare l’altro
  • Critica senza offrire alternative
  • Non ammette la propria responsabilità nell’aver danneggiato o ferito l’altro e non cerca di riparare
  • Invece di accettare la mortalità e il limite dell’umana esperienza, esorcizza la morte con la distruzione fine a se stessa
  • È leale ai legami senza essere onesto e autentico
  • Si abbandona al destino ovvero si lascia muovere da forze esterne a sé in maniera totalmente passiva e inerte
  • Resta legato a vecchi schemi senza trovarne giovamento
  • Combatte il sistema di regole in vigore ma non ha la prospettiva di qualcos’altro
  • Si identifica nella violenza che uccide invece che nella distruttività che trasforma
  • Prende la forma del pregiudizio razziale, della paranoia verso chi non si attiene ai nostri valori e voleri, del dominio oppressivo sul diverso

Il distruttore “evoluto” svolge la funzione fondamentale di distruggere come momento vitale per nuove creazioni; mentre distrugge crea le condizioni favorevoli per nuove possibilità.

  • Ci permette di trasformare i nostri modi di pensare, sentire, agire, entrare in relazione.
  • Può sostenere anche un cambiamento nello stile di abbigliamento o renderci capaci finalmente di buttare vecchi oggetti o smettere di frequentare i soliti posti
  • Ci aiuta ad interrompere circoli viziosi nei rapporti interpersonali ormai divenuti solo fonte di sofferenza, ad esempio quando cominciamo a dire quello che non abbiamo mai detto
  • Ci permette di togliere zavorre inutili, fosse anche semplicemente svuotare il cestino del pc o pulire lo smartphone, gettare maglioni che non mettiamo da almeno tre anni o liberarci di una collezione
  • Ci aiuta a sgomberare la mente da circuiti ossessivi e schemi rigidi, ad esempio quando facciamo strade nuove per andare nello stesso posto o anche cambiamo luogo o mese delle vacanze
  • Ci permette di liberarci da condizionamenti antichi ormai troppo lontani rispetto alle nostre esigenze in trasformazione, come quando non seguiamo più le vecchie tradizioni e superstizioni di famiglia o quando riusciamo a dire (e fare) “quello che andava bene per papà per me ora non va bene…”
  • Ci aiuta a fare esperienze invece che a comprare oggetti
  • Ci ricorda che dobbiamo morire prima o poi e proprio per questo dobbiamo vivere… ora!
  • Sa rinunciare a se stesso in nome di un valore più ampio, senza negare il dolore
  • Sa “lasciare andare” accogliendo e vivendo appieno il dolore connaturato al lasciarsi alle spalle il vecchio anche se in direzione di un nuovo desiderato
  • Sa di non essere onnipotente e individua dove sta il suo potere
  • Distrugge seguendo i suoi valori, aprendo le porte alla trasformazione e alla crescita che dura tutta la vita
  • È capace di rinnovare costantemente l’identità riconoscendo contemporaneamente il valore delle radici e quello delle ali, la solidità della tradizione e la vitalità dell’innovazione
  • Ci libera dalla spasmodica ricerca di potere, fama e successo e ci richiama al valore delle cose realmente importanti per noi

 

In terapia, il Distruttore “evoluto” è la nostra capacità di rivivere i traumi della nostra vita senza restarne traumatizzati. Il trauma è un’esperienza emotiva troppo intensa rispetto alle capacità della persona di affrontarla e superarla. Che si tratti di un bambino o di un adulto, quell’esperienza emotiva penosa, dolorosa, angosciante, viene in qualche modo e misura rimossa, negata, allontanata dalla coscienza in modo da potersi proteggere dagli effetti distruttivi dell’intensità emotiva. Da adulti, quando è il momento, arriva il nostro distruttore interiore che ci permette di lasciarci alle spalle il trauma grazie alle risorse psichiche adesso possedute, ma che allora non erano a nostra disposizione.

Il Distruttore è la nostra capacità di dire addio anche e soprattutto alle cose, alle persone e alle situazioni che ci piacciono quando è necessario lasciarcele alle spalle per proseguire lungo il cammino.

Il Distruttore è la nostra capacità di agire come se ogni azione fosse l’ultima.

Se tu fossi sicuro di morire tra tre mesi, come sceglieresti di vivere questo tempo a tua disposizione?

… la soluzione del dilemma … nel dar senso alla propria vita proprio accettando l’inevitabilità della morte” (Carol S. Pearson)

Quando, dove, come e in che misura si esprime il Distruttore nella tua vita?

Si è espresso più nel passato o più nel presente o lo immagini attivo nel futuro?

Si esprime maggiormente in famiglia o sul lavoro? Con gli amici o col partner? Nella realtà o nella fantasia?

Come vedi in azione il Distruttore nelle persone che conosci?

 

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