S.T.R.E.S.S.

Se lo conosci lo eviti, lo governi, lo previeni.

Lo stress è la risposta dell’organismo che si adatta alle richieste della realtà.

Realtà esterna: attività nei vari ruoli e ambiti (lavoro, famiglia, relazioni, tempo libero, ecc.) che concretamente la vita, gli altri, la quotidianità “ci chiedono” di fare (carichi, impegni, responsabilità, doveri). Spesso si tratta anche di conflitti con gli altri rispetto ad esigenze non sempre conciliabili.

Richieste interne: cosa noi “chiediamo a noi stessi”, cosa ci chiediamo di dover fare o dover essere (ambizioni perfezionistiche, aspirazioni irrealistiche, standard irraggiungibili di prestazione, aspettative eccessive su di sé, missioni impossibili, ecc.). Inoltre, esistono anche conflitti interni tra diverse esigenze personali che non sempre possiamo soddisfare completamente.

Una fonte di stress sempre più comune è la gestione inadeguata del tempo che si può sintetizzare con: corriamo appresso a cose urgenti, spesso senza realizzare attività veramente importanti.

Le richieste a cui dobbiamo rispondere possono essere anche legate ad eventi piacevoli (uscire con qualcuno, fare un viaggio, ecc.) che ci richiedono comunque di attivarci per affrontarli. Infatti, prima dello stress “negativo” comunemente inteso, possiamo riferirci ad una condizione assolutamente fisiologica di attivazione necessaria per affrontare gli eventi che la vita quotidianamente ci presenta. Di fronte all’evento (la routine lavorativa o qualcosa di imprevisto, un dovere da compiere o una situazione emotiva da affrontare, un problema da risolvere al lavoro piuttosto che in famiglia, ecc.) la persona si organizza attivando le sue risorse fisiche e psichiche, entra in uno stato di “allerta” (aumento del respiro, del battito cardiaco, della circolazione sanguigna, della produzione di ormoni) per fronteggiare la situazione. Questo potrebbe bastare per chiudere la questione. Se ciò non accade, l’organismo continua a funzionare a ritmo elevato e “resiste” fino a quando non avrà risolto il problema. Se il problema perdura senza soluzione, la persona entra in uno stato di “esaurimento”, lo stress comunemente inteso, ovvero le sue risorse vanno riducendosi a fronte di un protrarsi della situazione che non si risolve. A questo punto cominciano a presentarsi segnali e sintomi di malessere fisico e psicologico a carico di diversi distretti dell’organismo.

L’esito “stressante”, per cui un iniziale adattamento diventa un cedimento psicofisico, dipende dall’intensità e dalla durata dello stimolo stressante in relazione alla capacità di adattamento dell’organismo.

Trova la vera fonte dello stress.

È il modo in cui noi ci approcciamo alle richieste che la vita ci pone, come le percepiamo, come le valutiamo, come ce ne facciamo carico. È il filtro interpretativo individuale che fa la differenza a parità di condizioni oggettive. Una richiesta del capo può essere vissuta come giusta o ingiusta, necessaria o provocatoria, utile o inutile, ecc.. Le esigenze portate dai figli possono essere considerate normali o sfiancanti, a cui dobbiamo rispondere immediatamente oppure che possono essere rimandate. Le richieste del partner possono essere vissute come legittime o eccessive. Come dobbiamo tenere pulita e ordinata la casa o come dobbiamo comportarci con gli amici può avvenire in molteplici modi.

È importante il significato che la situazione assume per la persona e ciò dipende in parte da una condizione oggettiva, in parte da come è vissuta dal soggetto. Ad esempio, la morte di una persona cara suscita più o meno in tutti le stesse reazioni di dolore, rabbia, paura, solitudine. Ma poi esistono anche le reazioni specifiche della persona in base alla sua soggettività. Anche un evento, in teoria piacevole, come l’invito ad una festa può suscitare reazioni differenti, alcune anche “stressanti”: per qualcuno è l’occasione per divertirsi e incontrare persone, per qualcuno è la solita noia, per qualcun altro è doloroso perché all’ultima festa ci è andato con l’ex partner, per una persona timida può essere fonte d’ansia, ecc..

Abbiamo il potere di scegliere il modo in cui considerare le richieste “stressanti” e come rispondervi.

Tanto più le condizioni stressanti non sono oggettivamente pesanti tanto maggiore è l’importanza della specifica reattività individuale: il modo in cui diamo senso all’evento e come lo affrontiamo.

Rispetta le tue emozioni e i tuoi bisogni

Cosa provi di fronte alla richiesta che ti è stata fatta? Cosa provi quando pensi a come doverti comportare in quella specifica situazione? Quale emozione emerge in te nella situazione stressante che stai vivendo? Di cosa hai bisogno? Cosa vorresti? Cosa ti piacerebbe? Cosa puoi e devi fare per ridurre lo stress?

Esiste anche uno stress positivo

È la sana competitività con gli altri e con se stessi che ci rende piacevoli anche attività faticose, che ci aiuta ad affrontare con energia ed entusiasmo le sfide quotidiane, che ci stimola e innalza il livello della prestazione. È quello che ci motiva a realizzare i nostri obiettivi spingendoci a superare il nostro limite.

 

Senza limite

Alcune persone si procurano lo stress estremizzando certi modi di essere, spesso confondendo il desiderio di eccellere col bisogno assoluto di essere perfetto, sempre:

  • Ambizione eccessiva (vale solo l’eccellenza)
  • Identità esclusivamente legata al lavoro (lavoro dunque sono!)
  • Workaholism: ritmi frenetici di lavoro (dalle 8 alle 22 orario continuato… e anche di più)
  • Trascurare altri aspetti della vita oltre al lavoro: famiglia, amicizia, tempo libero (persone “dimezzate”)
  • Urgenza di riconoscimento sociale (top of the top)
  • Necessità impellente di emergere (mi elogiano dunque sono!)
  • Competitività estrema (quando arrivare secondi è sempre un fallimento)
  • Intraprendenza sfrenata (fare mille cose… contemporaneamente)
  • Aggressività distruttiva (chi morde prima morde due volte)
  • Continua lotta col tempo (giornate di 48 ore… non bastano mai)
  • Incapacità di rilassarsi (sempre teso come una corda!!!)
  • Ansia anticipatoria (trasformare l’occuparsi dei problemi in pre-occuparsi delle catastrofi imminenti…)
  • Continua lotta con se stessi (non è mai abbastanza)
  • Continua lotta con gli altri (mors tua vita mea)

Soluzioni.

Lo stress esprime il fatto che la vita ci pone quotidianamente dei problemi che dobbiamo risolvere.

È importante conoscere come funziona lo stress e questo sostanzialmente significa conoscere se stessi.

È importante essere consapevoli dello stress personale. Cosa per me è stressante?

È importante modificare abitudini e comportamenti. Cosa devo cambiare immediatamente?

È fondamentale modificare il filtro percettivo interpretativo della realtà esterna e interna.

Spesso i miei pazienti mi chiedono consigli pratici e indicazioni concrete su cosa fare o non fare per ridurre lo stress personale. A volte riusciamo anche a costruire insieme un piano d’azione efficace per eliminare questa o quest’altra situazione stressante. Solo che quasi mai questa strategia ha un effetto duraturo, un po’ come mettersi a dieta e poi riprendere a mangiare più di prima. Un po’ come smettere di fumare e sistematicamente riprendere. Modificare il comportamento non è efficace se non è accompagnato da una consapevolezza più ampia e profonda del modo in cui noi produciamo il nostro stress, “come lo scegliamo”, come lo alimentiamo, come non riusciamo a smettere di essere stressati.

 

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