Il Cercatore

Dopo aver realizzato che la vita non è perfetta, che il mondo reale è diverso da quello ideale (Innocente), dopo aver toccato dolorosamente la realtà della nostra solitudine, contornata da delusioni e tradimenti vari che incontriamo nella vita (Orfano), consapevoli che dobbiamo combattere per superare ostacoli e raggiungere traguardi (Guerriero), sapendo comunque di poter contare anche su risorse esterne a noi per affrontare la vita (Angelo Custode), siamo pronti per il viaggio. Alla conquista della nostra felicità, alla conquista di una conoscenza più autentica di sé e del mondo.

Seguendo il modello di Carol Pearson (Risvegliare l’eroe dentro di noi) nella fase del viaggio vero e proprio entrano in gioco 4 archetipi, ciascuno con una propria funzione ben definita, necessaria per completare il lavoro degli altri archetipi, in direzione dello sviluppo di una personalità integrata, consapevole e responsabile.

L’archetipo è una dimensione interiore o potenzialità psicologica che può essere più o meno attiva nel governare il proprio comportamento. Ogni archetipo ha aspetti positivi e negativi.

Un primo archetipo da cui ci dobbiamo far guidare nel viaggio vero e proprio è quello del Cercatore.

La ricerca comincia da qualcosa che manca. A partire da una condizione in cui ci sentiamo insoddisfatti, alienati da noi stessi e dagli altri, vuoti d’amore e di passione, di senso e di valore. Ci sentiamo spinti interiormente verso qualcosa che non sappiamo nemmeno ben definire.

La ricerca comincia da qualcosa che desideriamo. Siamo attratti da qualcosa che apparentemente è fuori di noi, ma che esiste al nostro interno come potenzialità che aspira ad emergere, a realizzarsi. Una conquista esterna è solo il canale di passaggio per un’evoluzione interiore.

Nei miti e nelle leggende, nei racconti fantastici e nella storia dell’umanità, troviamo dappertutto esempi di uomini e donne che ad un certo punto della loro vita o per una vita intera vanno alla ricerca di qualcosa, all’inseguimento di un obiettivo, verso la realizzazione di un progetto: che sia cercare un genitore o desiderare un figlio, cercare specchi magici o talismani della felicità, ambire ad un posto di lavoro o cercare l’anima gemella, ampliare il sapere spirituale o apprendere abilità concrete, comunque alla ricerca di un tesoro, di qualcosa che arricchisce la nostra vita, che la realizza.

La ricerca è materiale e spirituale. Riguarda l’individuo come singolo, ma anche inserito all’interno dei suoi legami, da quelli più vicini fino al senso di appartenenza ad una collettività più ampia e all’intero Universo; un sé incarnato nel qui-e-ora, ma anche un sé nel tempo, espressione dell’evoluzione umana fino alla trascendenza, al divino, al mistero dell’inconcepibile.

È la ricerca che dura tutta la vita: in orizzontale, verso l’esplorazione di nuovi mondi e modalità, verso l’apprendimento di abilità e lo sviluppo dei propri talenti, verso la conoscenza di nuove persone e culture; in verticale, in profondità, verso la conoscenza del sé infinito e l’ascesa alle altezze supreme.

Il desiderio/bisogno della ricerca e l’attivazione del Cercatore dentro di noi emergono quando la confortevole sicurezza delle abitudini, delle dipendenze e delle situazioni note diventa asfissiante prigionia per la nostra naturale creatività ed energia. L’ordinario comincia a starci stretto. Emerge la spinta verso qualcosa di straordinario. Emerge il bisogno di un nuovo senso, nella sua duplice accezione: un nuovo significato e una nuova direzione.

Il cercatore è curioso, ambizioso, aperto al possibile e a trascendere i limiti del già noto. Anche nel solito cerca un nuovo significato. Nulla è scontato se non il suo ardente desiderio di ricerca. Ha una sete di conoscenza infinita, cerca la verità nelle cose e nel mondo, per sé e per l’umanità tutta. Riconosce il valore della tradizione, ma se ne differenzia, scopre se stesso mentre si differenzia dagli altri. Cerca il salto evolutivo, cerca nuove regole per la felicità. Cerca un nuovo sé possibile, pronto a lasciare la strada vecchia per quella nuova, consapevole dei rischi ma anche delle possibilità. A volte sa cosa non vuole, ma ancora non sa cosa vuole.

Più spesso nel giovane adulto, ma in qualsiasi momento della vita (lavoro o università? Single o in coppia? Matrimonio o convivenza? Separarsi o restare insieme? Lontano o vicino la famiglia? Rischiare un nuovo lavoro o tollerare quello attuale?), diventa pressante il dubbio interiore rispetto a che tipo di vita stiamo vivendo e alle scelte fondamentali che stiamo compiendo: quanto autenticamente fondate su desideri, bisogni e inclinazioni personali e quanto spalmate sui voleri e sui valori altrui, sulle aspettative di come dobbiamo essere, sui ruoli che ci imprigionano in quello che si deve e non si deve fare.

Il Cercatore ad un tratto intuisce che la vita è una e che c’è un bilancio da fare tra aspirazioni iniziali e realizzazioni attuali, tra come volevo essere e quello che sono.

La ricerca parte dalla consapevolezza, più o meno articolata, di “chi sono” e dal desiderio, più o meno chiaro, di “chi voglio essere”.

In questo momento possono o meno comparire sintomi psicologici e psicosomatici che esprimono un disagio interiore che è una chiamata all’avventura.

Oltre la maschera del sé adattato, compiacente, conformista, oltre quello che sono stato finora, oltre il “socialmente corretto” ma alienato interiormente. Oltre chi ci vuole far credere che per il nostro bene è meglio mantenere lo status quo.

Verso un nuovo sé possibile: maggiormente ancorato alle inclinazioni naturali e spontanee, spinto dall’emergere di tendenze in passato sopite o oppresse… tutto da inventare. Una nuova identità possibile: mantenendo alcuni vecchi valori e cercandone anche di nuovi, perseguendo i soliti scopi di vita e anche altri. Intraprendendo una strada nuova col bagaglio di risorse proveniente da quella vecchia. Alla ricerca di un nuovo “genitore per se stessi”, frutto della selezione intelligente di ciò che proviene dal passato: nuove autorità valoriali di riferimento, nuove guide, nuove regole, nuovi modi di essere.

 

A volte il cercatore è sterile:

  • scambia la ricerca con la fretta e l’impazienza di nuove progressive conquiste sempre uguali a se stesse, una felicità mai veramente trasformativa
  • è bulimico della “ricerca di qualcosa di indefinito” che lo lascia comunque sempre vuoto
  • accumula ossessivamente beni materiali cercando di essere “più felice” attraverso il raggiungimento di un “più” di qualche cosa: più denaro, più prestigio, più successo, più sesso, più … invece che variare le forme del benessere, invece che essere “diversamente” felice
  • cerca l’oggetto invece che l’esperienza
  • cerca distrazione dall’insoddisfazione invece che cercare nuovi valori e nuovi significati
  • ha una curiosità superficiale motivata solo dall’ostentare una facciata di rinnovamento che non corrisponde ad una reale trasformazione e serve solo al primeggiare fine a se stesso
  • ricerca la perfezione, ma non conosce veramente il senso della sua ricerca
  • ha un’ambizione eccessiva fine a se stessa, non realmente ancorata a dei valori consapevoli
  • è superbo come copertura di un vuoto di valore, non sapendo veramente cosa cercare
  • è ossessivo senza essere capace di reale impegno verso i propri valori, che non conosce chiaramente
  • confonde la ricerca autentica con la ribellione e l’anticonformismo sterili
  • privo di valori-guida, è un viandante senza meta, senza legami e senza direzione, in fuga piuttosto che sulla via di una ricerca autentica, anticonformista disperato privo di nuovi valori di riferimento, va contro ma non sa verso dove…
  • confonde l’indipendenza con l’isolamento, l’autonomia col farsi carico di ogni cosa senza saper chiedere aiuto
  • insegue una ricerca fine a se stessa che non contempla necessari momenti di sosta, sedimentazione e consolidamento di quanto raggiunto

Il Cercatore “evoluto”:

  • è curioso, nonostante la paura
  • è ambizioso rispetto ad una ricerca della “verità” che trascende l’interesse individuale per aprirsi al bene collettivo
  • ridefinisce il significato di felicità e successo: non più legati al possesso di beni materiali e al raggiungimento del prestigio sociale, piuttosto vissuti come anelito perenne alla trasformazione di sé e del mondo. La ricerca in sé diventa valore e criterio di felicità
  • cercando la via, traccia il percorso della sua realizzazione
  • non teme la rappresaglia da parte di chi non accetta il cambiamento, non teme la ritorsione da parte di chi si sente tradito
  • sa che la sperimentazione del nuovo richiede un prezzo da pagare in termini di perdite e rinunce, di smarrimento e incertezza
  • sa che la ricerca non si dirige verso il ritrovamento di una perfezione perduta (idealizzata dall’Innocente), ma piuttosto verso la ri-appropriazione di sé, verso la propria interezza perfetta (sa che la vera ricerca è sempre interiore)
  • mal sopporta le regole, ma anche l’anticonformismo e l’anarchia: l’unica sua regola è il valore supremo della ricerca e della scoperta di sé e del mistero profondo della vita
  • sa morire a se stesso per rinascere rinnovato
  • è libero dal senso di colpa, conosce il valore profondamente evolutivo dello svincolo dai condizionamenti, della differenziazione dalle origini, della ricerca della propria individualità. Accoglie la solitudine come necessario prezzo da pagare della sua ricerca, della separazione dal passato ormai stantio, dello sguardo rivolto al futuro tutto da inventare
  • visionario e affamato, va oltre le frontiere del già conosciuto per sperimentare nuovi modi di pensare, di agire, di essere
  • conosce la vera indipendenza che lascia evolutivamente il posto a momenti di dipendenza e legame, fino all’interdipendenza matura di individui in relazione anche se distinti e separati
  • sa affermarsi nel mondo cercando la propria originalità e, al tempo stesso, è disponibile a condividere la sua conoscenza per arricchire la collettività

 

Molte persone, ad un certo punto della loro vita, giovani o maturi che siano, sentono forte il richiamo all’avventura. Ma percepiscono anche intenso il conflitto con ciò che sono chiamati a lasciare, si tratti della sicurezza del giovane che è invitato ad affacciarsi fuori di casa, o dell’adulto maturo che si confronta con le sue responsabilità (figli da crescere, genitori anziani da accudire, mutuo, relazioni stabilite, lavoro, appartenenze varie). Di fronte a questo conflitto la vera responsabilità, per tutti, nessuno escluso, è quella di trovare la propria forma unica ed originale dell’avventura, della ricerca, del viaggio.

Nessuno si salva dall’attrazione dell’ignoto, che lo si immagini come la cima di una montagna, la frontiera terrestre o cosmica, o una nuova società, e che abbia come obiettivo la libertà politica o l’opportunità economica, l’espansione della coscienza o l’illuminazione o il Nirvana” (Carol S. Pearson)

 

Quando, dove, come, in che misura si esprime il Cercatore nella tua vita?

Cosa stai cercando?

Cosa deve succedere fuori e dentro di te per trovare quello che cerchi?

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...