Come affrontare la propria gelosia … e quella del partner

La gelosia è il ponte che unisce fiducia e controllo. In ogni relazione attraversiamo questo ponte e a seconda della storia della relazione siamo più di qua o più di là. Si gioca sul filo sottile tra “mi fido e quindi mi sento sicuro” e “controllo per sentirmi sicuro”.

RICONOSCI LA GELOSIA CHE EMERGE IN TE…

La gelosia è un’emozione complessa e sfaccettata; ha una base costituzionale (nasciamo più o meno propensi a sentirci gelosi) su cui si impianta la storia di vita personale: in che famiglia siamo cresciuti, quanti figli eravamo, che relazioni abbiamo creato, come venivano governate le dinamiche di gelosia all’interno della famiglia. La gelosia infantile legata alla rivalità tra fratelli e tra pari diventa da adulti soprattutto la gelosia nella coppia, anche se ogni tipo di relazione adulta può presentare diversi gradi e forme di gelosia (tra amici, nella competizione lavorativa, coi figli, ecc.).

Da un punto di vista evoluzionistico, la gelosia ha svolto un compito adattativo fondamentale: per le donne “controllare” la presenza dell’uomo accanto a sé e alla prole significava garantirsi protezione nella crescita dei figli. Per l’uomo “controllare” la donna significava garantirsi che i figli che cresceva erano proprio i suoi…

 

DIVENTA CONSAPEVOLE DI SENTIMENTI, PENSIERI E BISOGNI LEGATI ALL’EMOZIONE COMPLESSA DELLA GELOSIA. Le emozioni sono alleate e non nemiche. Come tutte le emozioni, la gelosia è un segnale del nostro rapporto con l’ambiente, segnale che va decodificato. Quando arriva l’emozione lasciala essere, non la bloccare, sentila, nel corpo. E non cercare subito di comprenderla con la razionalità, coi perché. Mi sento così perché … Prima ascoltala, falla muovere lungo il corpo, esplorala… poi lascia emergere il bisogno … e l’azione utile a soddisfarlo. Poi distingui tra azione appropriata e non appropriata, tra legittimità dell’espressione ed espressione disfunzionale.

La gelosia è un sentimento umano che, a seconda di forma e intensità, può essere governato dalla persona in maniera più o meno appropriata o avere manifestazioni distruttive, per sé e nei rapporti interpersonali. In quanto sentimento va legittimato e compreso come vissuto, anche se governato nelle sue manifestazioni comportamentali.

 

ASSUMITI LA RESPONSABILITÀ DEI TUOI PENSIERI, SENTIMENTI E AZIONI CONNESSI ALLA GELOSIA. Esempio: bisogno di controllo e comportamenti di controllo. Quale mio bisogno profondo soddisfano? Cosa devo controllare? Per ottenere cosa? Quale grado di sicurezza cerco?

La gelosia è sostanzialmente la paura di perdere la persona amata (o l’oggetto amato). O l’oggetto posseduto? La persona si sente in qualche misura minacciata da un rivale, da qualcuno che potrebbe avvicinarsi o essere avvicinato.

 

NOTA IL RAPPORTO TRA FRUSTRAZIONE ATTUALE (QUI-E-ORA) E FERITA ORIGINARIA (LÌ-E-ALLORA). Motivi scatenanti attuali attivano una sensibilità o suscettibilità personale. Una situazione attuale ci porta a rivivere esperienze traumatiche di insicurezza, separazione, rifiuto, abbandono, tradimento, perdita. La gelosia è un’emozione e in quanto tale non è patologica, ma può diventarlo se affonda le radici su un terreno di vulnerabilità primaria. Infatti, la gelosia è uno stato d’animo complesso che discende dalla storia della propria ferita originaria. L’asse portante di questo stato mentale complesso è la paura di perdere la persona amata e quindi sperimentare angosce terrificanti di abbandono/rifiuto e sentimenti profondi di perdita del senso del proprio valore e della propria dignità. Il timore è di perdere qualcuno di importante, una relazione importante e con ciò perdere una fonte fondamentale di soddisfazione di bisogni di amore, attenzione, affetto, stima. Impronta o ferita originaria della separazione dalla madre, anche di quella avvenuta in modo “non traumatico” eppure per tutti “trauma da abbandono e tradimento”. Quindi la paura di non essere amati, apprezzati. Il bisogno di riconoscimento: sentirsi riconosciuti, accettati, sentirsi importanti, amati. La persona gelosa avverte urgente il bisogno di rassicurazione, nel momento in cui si trova a vivere il suo personale dramma emotivo. L’altro, in quanto fonte di soddisfazione dei bisogni, è ritenuto indispensabile alla propria felicità.

La gelosia nasce dalla paura di non essere più al centro dello sguardo amorevole altrui, nasce dalla paura di perdere la persona che soddisfa i nostri bisogni, anche quelli narcisistici legati al vedere negli occhi dell’altro il messaggio: “sei bello, buono e importante”. La gelosia quindi è associata alla stima di sé e alla ferita narcisistica di quando scopriamo che il mondo non ruota intorno a noi, come scoprimmo nei primi anni di vita: quando nacque un fratello, quando andammo a scuola, quando i nostri genitori si guardavano anche l’un l’altro e quando semplicemente ogni adulto guardava anche se stesso con amorevole attenzione ai propri bisogni. Nella gelosia narcisistica patologica l’altro è vissuto come “oggetto che si possiede”, come “soggetto” non esiste, non viene riconosciuto nella sua individualità, con la “pretesa” di esclusiva sull’altro e la paura di “non essere unico e speciale” per l’altro.

 

OSSERVA GLI EFFETTI DEL TUO COMPORTAMENTO GELOSO SULLA TUA RELAZIONE (CIRCOLO VIZIOSO DEL DRAMMA DELLA GELOSIA). Quando i livelli di gelosia sono elevati e la consapevolezza è carente, il rischio è quello di un circolo vizioso che porta ad “escalation simmetriche” (pugno contro pugno) fino agli scenari più disparati tipici del “dramma della gelosia”. Ovviamente l’evoluzione drammatica dipende dal tipo di relazione, dalla lunghezza e storia del rapporto, dal tipo di investimento emotivo che ciascuno ha fatto nell’altro e nella relazione, ma alcuni aspetti sono comunemente ravvisabili in molte relazioni:

  • Sorge un sentimento di gelosia ovvero la paura che l’altro abbia lo sguardo rivolto altrove
  • La gelosia si dispiega lungo uno spettro: dal sentimento comune, anche sano e vitalizzante fino al delirio di gelosia, francamente patologico.
  • I modi in cui la persona sente ed esprime la gelosia possono essere i più svariati e dipendono sostanzialmente o primariamente dalle caratteristiche individuali e dalla dinamica della specifica coppia o relazione. La persona gelosa può manifestare il suo sentire con rabbia espressa in modo diretto e vivace, anche aggressivo, a volte con manifestazioni istrioniche e teatrali di un sentimento angoscioso, preoccupato, addolorato; altre volte o altre persone presentano manifestazioni più dimesse, indirette, di chiusura emotiva, di ritiro dalla relazione, fino a forme di aggressività passiva, come quando a letto nessuno si diverte. Alcune persone sono incessantemente invase della gelosia, h24, sempre intensa e presente; altre sviluppano forme di dipendenza affettiva dal partner in modo da controllarlo, o almeno di avere l’illusione del controllo, comunque la relazione diventa asfissiante; altre persone sono completamente ossessionate dalla gelosia fino a mantenere un continuo atteggiamento diffidente, sospettoso, fortemente interpretativo e controllante.
  • Il geloso, diffidente e sospettoso in qualche misura, attiva un comportamento di controllo e/o di inibizione dei movimenti del partner. Questi si sente scrutato e oppresso, oltre che intimorito dalla possibilità che ogni cosa che dice o fa possa essere usata contro di lui… col rischio quindi di scatenare la reazione del partner, in qualche modo di provocarla.
  • Spesso il partner geloso non esprime chiaramente il suo vissuto e ciò crea incomprensione e tensione che diventa il clima abituale in cui vive la coppia.
  • Ciò invece di favorire un avvicinamento reciproco conduce facilmente ad una distanza, reale o emotiva, che finisce per confermare i sospetti del geloso.
  • Il controllo del geloso (ogni smartphone ormai ha la funzione “invia la mia posizione”…) suscita pressione emotiva nel partner sempre più appesantito da una situazione che diventa progressivamente insopportabile.
  • Le possibili reazioni risentite del “controllato esausto” possono essere interpretate come modalità per nascondere il peccato … se contrattacca ha qualcosa da nascondere… se si chiude sta nascondendo qualcosa …
  • L’espressione reciproca di frustrazione, rabbia e risentimento domina la scena… ma di fatto i partner ormai parlano due lingue diverse… e nessuno ascolta nessuno … la distanza e l’incomprensione non possono che aumentare… due amanti appassionati sono ora due nemici.
  • Il rischio è della profezia che si auto-avvera: nelle evoluzioni più positive i due “semplicemente” si lasciano, in quelle più critiche si tradiscono veramente, magari è il geloso che tradisce, in situazioni ancora più drammatiche si possono raggiungere anche picchi estremi di violenza …

 

INIZIA A COMUNICARE IN MODO EFFICACE E NON VIOLENTO.

  • Condividi quello che sta accadendo dentro di te: può portarti sollievo e stabilisce un dialogo positivo col partner.
  • Trasforma la critica e la colpevolizzazione in espressione del tuo bisogno (amore, vicinanza, sicurezza).
  • Esprimi chiaramente, a te stesso prima che all’altro, il tuo bisogno: potrete capire insieme in che modo soddisfarlo.
  • Abbandona i “sì, però…” (che suonano come “no” alle argomentazioni dell’altro). È fondamentale cercare di restare aperti e ricettivi il più possibile senza arroccarsi su posizioni di difesa.
  • Condividete le rispettive credenze, convinzioni e interpretazioni della realtà. Il modo in cui percepiamo le circostanze della gelosia potrebbe essere completamente diverso rispetto a quello che l’altra persona ha visto, pensato e creduto.

 

ELABORA FRUSTRAZIONE E DELUSIONE.

L’altro non è mai e mai lo sarà come noi vogliamo. Altrimenti non sarebbe un altro soggetto, ma solo un oggetto manipolabile…

La relazione va incontro inevitabilmente a funzionamenti altalenanti che vanno accolti e accettati per essere vissuti in modo trasformativo.

 

ELABORA I SENTIMENTI DI PERDITA (eventuale) E FALLIMENTO.

La fine di una relazione o anche semplicemente il trasformarsi della relazione che diventa anche molto diversa dall’inizio ideale è qualcosa che va accolto e integrato. Non è segnale di sconfitta o fallimento personale. È l’evoluzione di un rapporto tra due individui che hanno una vita comune e una separata … Si tratta di vivere il lutto per quello che è stato o per quello che avremmo voluto e non è stato. Si tratta inoltre anche di ridimensionare il danno temuto e quello vissuto: la vita va comunque avanti anche senza il partner perduto (o che si teme di perdere).

Gelosia, tradimento… e poi?

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