L’Innocente 

La vita ci presenta periodi di tranquillità e momenti di trambusto. In famiglia come al lavoro, nella coppia ma anche individualmente, nei diversi ruoli della nostra vita viviamo situazioni abituali, prevedibili, stabili e anche momenti critici e fasi di passaggio più o meno tumultuose. Quando si presenta una possibile nuova avventura (un nuovo lavoro, un nuovo amore, una nuova passione, una nuova idea, la necessità di prendere una decisione importante, ecc.) partiamo da una posizione che oscilla tra desiderio e paura, tra fiducia e cautela.

Ogni nuova impresa richiede un certo grado di ottimismo, apertura ed entusiasmo. Magari anche di ingenua spontaneità. Nella metafora del viaggio dell’eroe, la fase di entusiasmo e fiducia è caratterizzata dall’archetipo dell’Innocente.

L’archetipo è una dimensione interiore o potenzialità psicologica che può essere più o meno attiva nel governare il proprio comportamento. Ogni archetipo ha aspetti positivi e negativi.  https://linofusco.wordpress.com/2017/09/08/il-viaggio-delleroe/?preview=true

Ciascuno di noi ha un Innocente dentro di sé. È la parte di noi che ha fiducia in sé e negli altri, nella vita. Si fida e si affida alle persone in quanto “l’essere umano è intrinsecamente buono”. Idealista e ingenuo al tempo stesso, l’Innocente è giocoso e aperto alla vita, ottimista e pieno di speranza. È l’entusiasmo smisurato di fronte alle piccole e grandi meraviglie della vita. È la gioia di vivere.
Quando è attivo l’Innocente, viviamo nella beatitudine dei primi anni di vita in cui, in condizioni sufficientemente buone, abbiamo sperimentato l’amore e la protezione dei nostri genitori. L’amore incondizionato.

Il pensiero dell’Innocente è polarizzato, on/off: la realtà, la vita, io, gli altri sono tutto o niente; una cosa è bella o brutta, o sei buono o sei cattivo. O sei perfetto o non vali niente. Il mondo è perfettamente giusto o profondamente ingiusto.  Tipico del bambino piccolo.

L’Innocente tende quindi a negare la realtà difficile, conflittuale e dolorosa. Quando nella realtà attuale quei bei momenti sono lontani, l’aspirazione dell’Innocente è quella di recuperare una sorta di situazione primaria “perfetta” in cui ogni desiderio e bisogno sono soddisfatti, non esiste frustrazione, non esiste delusione.

Quando la coppia traballa e siamo delusi dal partner che non viviamo amorevole e desiderato come prima, quando il lavoro non offre più le stesse soddisfazioni dell’inizio, quando addirittura un fratello ci tradisce, quando noi stessi ci troviamo a riconoscere i nostri limiti e difetti, quando i figli ci mettono di fronte a realtà dolorose, insomma di fronte a qualsiasi esperienza deludente ci troviamo nella necessità di confrontarci con dei cambiamenti: tra negazione della realtà dolorosa, disillusione e necessità di metterci in gioco e spostare gli equilibri…

L’Innocente ingenuo non riconosce l’imperfezione che appartiene alla vita, ai rapporti, la propria e l’altrui imperfezione. Riconoscere l’imperfezione è vissuto dall’Innocente con angoscia insostenibile: significherebbe ammettere la propria vulnerabilità e anche entrare in contatto con la paura degli altri non sempre meritevoli di fiducia. L’angoscia è l’abbandono, la solitudine, il grande tradimento, la morte.

L’Innocente vive nell’illusione, ma prima o poi deve confrontarla con la realtà.

Quando incontra la realtà deludente e frustrante, l’Innocente può reagire con un atteggiamento negativo: inizialmente la nega, la fugge, si attacca alle abitudini, mantiene un ottimismo irrealistico; gradualmente deve confrontarsi con una realtà “non perfetta” e comincia ad entrare nel pessimismo, si sente vittima e si lamenta in modo sterile, comincia a pretendere che le cose tornino come prima, che le persone tornino ad essere come prima, fonte esterna della sua sicurezza e dipendenza (matrice originaria dei genitori verso il bambino piccolo). Ha paura, ma la sua onnipotenza egocentrica, idealista, ingenua non gli permette di riconoscerla e affrontarla. Inizia a colpevolizzare gli altri, il mondo, la sfortuna che ha rovesciato il senso delle cose.

Un Innocente “evoluto”, invece, continua a mantenere i propri ideali e i propri sogni, ma sa metterli in comunicazione con la realtà, tra sana ambizione e necessario confronto coi limiti, nel rispetto di una coerenza di sé, ma anche nella capacità di mettersi in discussione e di mettere in discussione le proprie credenze e certezze assolute.

Un Innocente evoluto si fida degli altri mentre impara a pensare in modo sanamente critico, riflessivo, autonomo. Mantiene fiducia e speranza anche dopo il tradimento e la delusione, impara a riconoscere l’imperfezione della realtà e di se stesso e a superare e integrare la disillusione. Impara ad accettare che l’altro non sta al mondo per soddisfare i suoi desideri.

Oltre i colori netti, conosce le sfumature della vita: si sente forte e vulnerabile al tempo stesso, sicuro quanto basta in un mondo pericoloso. Costruisce dentro di sé i propri genitori ideali, capaci di proteggerlo e anche di farlo confrontare con la realtà dolorosa. Comincia ad integrare il principio di piacere con il principio di realtà insieme al principio di responsabilità: “sono io il creatore della mia felicità”.

Consapevole che il confine tra sogno e realtà a volte è chiaro e netto e a volte è sfumato, l’Innocente si incammina nel viaggio per diventare nuovo genitore di se stesso. Per imparare a ritrovare un senso di fiducia rinnovato, fondato su nuovi presupposti eppure sempre aperto alla vita.

Ogni archetipo va incontrato, conosciuto, integrato nel proprio modo di stare al mondo.

Come ogni archetipo, l’Innocente può prendere il timone del nostro comportamento senza che noi ce ne accorgiamo. A volte, l’Innocente va proprio risvegliato dentro di noi perché può essere un atteggiamento utile e necessario ad affrontare il momento o situazione che stiamo vivendo. In altri casi, l’Innocente va contenuto e ridimensionato nel momento in cui le sue caratteristiche rischiano di crearci dei problemi.

E tu che rapporto hai col tuo Innocente? Come dialoghi con lui? Quando, dove, come e in che misura l’Innocente ti guida nella vita?

4 pensieri riguardo “L’Innocente ”

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