L’ansia e i “doveri” della vita quotidiana

Esistono svariate manifestazioni dell’esperienza ansiosa ed ogni persona esprime l’ansia in maniera unica e specifica. Chi sviluppa una fobia, chi ha frequenti attacchi d’ansia, chi è in preda al panico, chi è perennemente agitato, chi non trova mai pace, chi è ossessionato dal fare le cose in maniera perfetta, chi continuamente rimugina su ciò che ha fatto o avrebbe dovuto fare, chi non è mai soddisfatto del suo corpo o delle sue prestazioni. Ciò che, invece, accomuna le persone ansiose la difficoltà a fare i conti con le richieste quotidiane.

La vita quotidianamente ci chiede di rispondere a delle richieste. Dobbiamo andare a scuola o a lavorare, dobbiamo tenere un comportamento “educato e corretto”, dobbiamo tenere pulita la casa, dobbiamo occuparci dei figli, del partner o dei genitori. Dobbiamo guadagnare quello che ci fa vivere bene. Gli amici non vanno trascurati e una giusta attività fisica deve far parte delle nostre abitudini. E tante altre attività che dobbiamo svolgere e richieste a cui dobbiamo far fronte per vivere la vita che vogliamo o almeno crediamo di volere o almeno crediamo sia giusta per noi.

Le richieste non sono altro che dei “doveri”. E poi esistono le “richieste interiori”: quello che dobbiamo fare lo dobbiamo fare in modo perfetto; non dobbiamo fare qualcosa che fa rimanere male l’altra persona; non dobbiamo perdere tempo, non dobbiamo pensare a noi e trascurare gli altri, ecc..

L’ansia esprime la sofferenza di chi non riesce a stare appresso alle piccole e grandi richieste della vita quotidiana. E progressivamente tutto diventa ansioso e ansiogeno per la persona. Con diverse emozioni dolorose associate al carico ansioso: rabbia, tristezza, sensi di colpa, sfinimento psicofisico, tensione corporea, ecc..

In terapia, la persona viene aiutata a trovare un rapporto più sano e utile con le richieste del vivere quotidiano. In alcuni casi questo obiettivo si può realizzare con “piccoli” cambiamenti di abitudini, come ad esempio organizzare il proprio tempo in modo diverso dal passato trovando un nuovo equilibrio rispetto alle attività fondamentali. In altre situazioni, per ridurre l’ansia e trovare sollievo dal peso delle richieste quotidiane, la persona deve imparare a sviluppare un nuovo dialogo con se stessa, meno severo nelle eccessive richieste di cui si carica, più flessibile rispetto ai modi per portare avanti gli impegni quotidiani. Ad esempio, la persona impara a fare le cose “sufficientemente” bene invece che doverle fare necessariamente perfette. O anche la persona impara a chiedere aiuto e a con-dividere certe incombenze, o anche impara a dire di no a qualcuno o per qualcosa. Molte volte succede, invece, che lo stress e l’ansia legati alle richieste del vivere conducono la persona a confrontarsi con aspetti di sé molto profondi, con i suoi modi di essere che ha costruito da tempo e consolidato nel corso degli anni. L’ansia diventa allora, paradossalmente, un alleato per la persona, il canale d’accesso ai meccanismi interni più importanti che generano la sofferenza attuale e che possono essere “rivisitati” per diventare fonte di benessere e trasformazione.

 

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