FINALITÀ DELLA RELAZIONE D’AIUTO

Il “lavoro psicologico” che la persona svolge in un percorso di aiuto (consulenza, psicoterapia, ecc.) può essere orientato maggiormente alla cura o alla meta:

  • cambiamento di comportamenti e pensieri disfunzionali e “riparazione”di ferite ed esperienze dolorose
  • generazione di alternative potenzianti sia di pensiero (convinzioni, credenze, pensieri automatici, ecc.) sia e soprattutto nelle modalità di agire con nuove azioni e  abitudini produttive.

Sono diversi i livelli su cui si può intervenire per aiutare la persona:

  • ridurre comportamenti disfunzionali e sintomatici
  • acquisire comportamenti funzionali e sani e apprendere nuove abilità
  • riconoscere, contenere, dare senso e trasformare le emozioni dolorose
  • riconoscere e curare ferite antiche legate ad angosce profonde
  • far emergere, esprimere e dare senso ad emozioni positive, sane e creative
  • riorganizzare pensieri disfunzionali
  • generare pensieri potenzianti
  • migliorare la qualità delle relazioni: famiglia, coppia, lavoro, amicizia, ecc.
  • aumentare la soddisfazione e la qualità nelle diverse aree di vita
  • migliorare il rapporto con la realtà e il tempo
  • potenziare l’autonomia di giudizio e la capacità di decidere con efficacia ed efficienza
  • sviluppare una più chiara consapevolezza dell’identità individuale e dei legami di appartenenza
  • ri-narrare, ri-scrivere la storia della propria vita, del proprio “modo di essere”, del proprio “destino”
  • potenziare la motivazione nella direzione del proprio sogno di vita
  • pianificare concretamente i passaggi dal sogno all’azione e all’autorealizzazione
  • affrontare la “paura di vivere” e il “rapporto con la morte”

Ciascuno di questi livelli può essere più o meno rilevante per le diverse persone a seconda del quadro attuale della propria situazione. Diverse persone presentano differenti condizioni di sofferenza o di criticità o di mancanza o un differente desiderio di miglioramento:

  • Psicopatologia lieve
  • Psicopatologia grave
  • Disagio relazionale e affettivo
  • Sofferenza “esistenziale”
  • Comportamento disfunzionale
  • Incapacità di gestire lo stress in modo adattivo
  • Desiderio di potenziare le risorse e aumentare la motivazione verso obiettivi di qualità della vita
  • Desiderio di evoluzione e crescita personale e spirituale

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